A Trento il sogno dei Tomasi prende forma tra cultura e impresa: uno spazio laboratorio per la comunità accoglie la storia e la tradizione Chantecler
Al primo piano della Gioielleria Tomasi in via Oss Mazzurana uno spazio viene sottratto alla sola logica commerciale per essere restituito alla comunità e diventare un laboratorio di incontri ed eventi culturali. Qui, in questi giorni, viene accolta l’esposizione di Chantecler Capri: un nome storico della gioielleria italiana, portatore di un immaginario fatto di tradizione, identità e racconto del bello

TRENTO. “Cultura, non solo marketing”. Un messaggio chiaro dal quale prende forma una storia che va oltre la semplice vetrina commerciale per trasformarsi in esperienza che può coinvolgere un'intera comunità.
Al primo piano di Tomasi Gioielli, a Trento, in via Oss Mazzurana, uno spazio viene sottratto alla sola logica commerciale per essere restituito alla comunità e diventare un laboratorio di incontri, eventi culturali, momenti di confronto, una piccola fucina di idee. Non è solo un negozio ma un luogo dell’anima, dove convivono la memoria di un mestiere e il gusto contemporaneo per l’eccellenza. Uno spazio raffinato, pensato per accogliere, raccontare e ispirare.
Ed è proprio in questo contesto che, in questi giorni, la famiglia Tomasi ha accolto l’esposizione di Chantecler Capri: un nome storico della gioielleria italiana, portatore di un immaginario fatto di tradizione, identità e racconto del bello.
Ecco allora che a Trento mare e montagna si incontrano mettendo assieme la storia di due famiglie con gli stessi valori e la stessa passione. Quella di Chantecler è una storia iniziata nel 1947 a Capri, un'isola ricca di bellezze straordinarie, un luogo davvero magico. Una storia che si lega alla fine della Seconda Guerra Mondiale, alla pace e a quell’isola magica fonte d’ispirazione di artisti, scrittori e poeti di tutto il mondo.
Pietro Capuano, erede di una stirpe di gioiellieri napoletani, fu soprannominato Chantecler per il suo carattere eccentrico e irriverente. È il 1947 quando Pietro Capuano, insieme all’amico Salvatore Aprea, fonda il marchio Chantecler e apre una gioielleria che divenne subito meta dei protagonisti del jet set internazionale. Da Jacqueline Kennedy a Audrey Hepburn, a Ingrid Bergman Rossellini, i capolavori creati dall’estro di entrambi hanno incantato attrici, principesse e aristocratiche da tutto il mondo.
Oggi il marchio Chantecler passa alla terza generazione che ha il compito di custodire e tramandare una tradizione unica. “Abbiamo sempre voluto realizzare gioielli che rappresentassero donne diverse, con un proprio stile, amanti nel distinguersi, nel non omologarsi” spiega Therese Quisler Aprea.

Una filosofia che viene pienamente ripresa in “Tu Sei un’Isola”, la collezione che nasce dall’incontro tra Chantecler e l’artista Roberto di Alicudi, un dialogo creativo tra due isole del Mediterraneo, tra arte e gioiello. Da questa intesa nasce una collezione che celebra identità, libertà e appartenenza, trasformando il gioiello in un segno personale.
“Questa nuova collezione - ha spiegato Therese Quisler Aprea – esprime la donna come un'identità ben definita che si distingue. Un gioiello che non rappresenta una testimonianza di potere economico, ma viene inteso come un'opera d'arte, uno strumento per esprimere la propria personalità”.
Una storia, una filosofia negli spazi Tomasi. “Siamo due famiglie – spiega Renato Tomasi – che, pur nella loro unicità, condividono le stesse dinamiche: la passione, l’amore per il gioiello e per tutto ciò che rappresenta. L’idea dell’isola, in particolare, mette al centro le persone nella loro unicità: il gioiello deve essere pensato e costruito attorno a chi lo indossa”.
L'esposizione di Chantecler rappresenta quindi una tappa di un progetto importante che Tomasi ha voluto per la città. “Con gli spazi in via Oss Mazzurana abbiamo realizzato un sogno. Lo abbiamo voluto a Trento perché è la nostra città, che amiamo profondamente e alla quale desideriamo contribuire per uno sviluppo sempre più importante”. Da qui il significato di un intero piano dedicato alla comunità. “Ognuno deve fare la propria parte, e noi abbiamo scelto di farla attraverso ciò che conosciamo meglio: il nostro lavoro, la nostra storia, la nostra famiglia” conclude Tomasi.












