"Tutto partì da un giovane che raccoglieva le erbe dei suoi monti". Dal negozio di Trento ai liquori in 5 continenti: il viaggio lungo 120 anni dell'Antica Erboristeria Cappelletti
Nata nel 1906 nel cuore di Trento dall'intuizione di Giuseppe Cappelletti, l'Antica Erboristeria Cappelletti ha attraversato quattro generazioni, passando dall'emporio di via Oss Mazzurana allo storico negozio di Piazza Fiera fino a diventare una realtà presente in cinque continenti con amari, aperitivi e liquori. Maddalena Cappelletti: "Cambiano le ricette ma il sapere artigianale rimane lo stesso e il legame tra prodotto, storia e territorio è fondamentale"

TRENTO. "Ci piace definirci dei custodi del tempo, perché cambiano le ricette ma il sapere artigianale rimane lo stesso e il legame tra prodotto, storia e territorio è fondamentale". Così Maddalena Cappelletti inizia a raccontare a il Dolomiti il percorso dell'azienda di famiglia, l'Antica Erboristeria Cappelletti: una realtà che da 120 anni affonda le proprie radici nelle erbe officinali delle montagne trentine e nella tradizione liquoristica locale.
Nata nel 1906 nel cuore di Trento dall'intuizione di Giuseppe Cappelletti, giovane appassionato di botanica e medicina popolare, ha attraversato quattro generazioni trasformandosi da piccola attività dedicata alla raccolta e alla lavorazione delle piante officinali in un marchio conosciuto ben oltre i confini provinciali: dal commercio di spezie e piante officinali si è passati alla produzione di sciroppi e tonici e di amari, aperitivi, liquori e grappe.
Un percorso che ha saputo attraversare guerre, cambiamenti sociali e trasformazioni nei consumi mantenendo salde le proprie radici e quel patrimonio di conoscenze tramandato nel tempo che ancora oggi caratterizza la produzione aziendale.
Oggi alla guida dell'impresa di Aldeno ci sono Maddalena e Luigi Cappelletti, eredi di una tradizione familiare che continua a coniugare lavorazioni artigianali, innovazione produttiva e attenzione alla divulgazione della cultura del bere consapevole. Con Maddalena abbiamo ripercorso le tappe di questa avventura imprenditoriale: dagli esordi in via Oss Mazzurana e nella storica erboristeria di Piazza Fiera, fino all'approdo sui mercati internazionali, dove aperitivi, amari e liquori prodotti ai piedi delle Dolomiti raggiungono oggi cinque continenti.
Partiamo dall'inizio, 120 anni fa nasce la vostra azienda: come cominciò tutto?
La nostra storia inizia nell'aprile del 1906, quando Giuseppe Cappelletti, nato a Ciago di Vezzano alle pendici del monte Gazza, apre a Trento un'attività dedicata alla raccolta e alla commercializzazione di piante officinali delle montagne trentine e di prodotti coloniali, che all'epoca erano principalmente spezie d'importazione. L'attività aveva sede in via Oss Mazzurana, per trasferirsi poi negli anni Venti nella storica sede di Piazza Fiera. Tornando alla produzione, Giuseppe con quelle materie prime iniziò fin da subito a realizzare tonici e sciroppi a scopo curativo: per garantirne la conservazione nel tempo, cominciò a utilizzare basi alcoliche e vinose, ed è proprio da questa intuizione che nascono i primi amari.
E quel primo passo porta poi all'apertura dello storico negozio nel cuore di Trento, in Piazza Fiera.
Prese forma l'emporio Cappelletti una vera e propria erboristeria dove si poteva trovare di tutto: dalle erbe medicinali al cotone, dalla glicerina alle garze, fino alle calze. All'epoca l'erboristeria rappresentava un punto di riferimento per moltissime necessità quotidiane. Successivamente il negozio si trasferisce in Piazza Fiera e diventa sempre più conosciuto: le persone sapevano che lì avrebbero trovato qualità, competenza e tutto ciò di cui avevano bisogno. Alla morte del fondatore subentra il nipote Ferrante Cappelletti, che amplia ulteriormente l'attività sviluppando una linea di prodotti naturali per la cosmesi e il benessere: creme, shampoo, propoli, preparati alla rosa canina e molti altri rimedi erboristici. E si comincia a produrre anche il noto Elisir Novasalus, vero cavallo di battaglia nei decenni dell'azienda di famiglia.
E dagli anni Sessanta al presente è una crescita continua, e si sviluppa ulteriormente la gamma dei prodotti.
Quando nel 1954 morì Giuseppe, a prendere le redini dell'azienda fu suo nipote Ferrante: lui era un erborista diplomato e sostenitore della coltivazione in montagna di erbe officinali e con la crescita della produzione alla fine degli anni Sessanta viene realizzato il nuovo stabilimento di Ravina, mantenendo comunque attiva l'erboristeria di Piazza Fiera. In quel periodo cresce la produzione: vicino agli amari, alle erbe e ai bitter si iniziano a produrre altre grappe, il famoso vin brulé Bacchus e vari tipi di liquori. Alla morte di Ferrante subentrano poi i suoi figli – Gianpaolo, mio padre, Corrado e Sandra – che si dividono i vari ambiti dell'attività ed è davvero il periodo del boom, soprattutto del Novasalus, e parallelamente si sviluppa una linea di cosmesi naturale.

A ritagliarsi uno spazio sempre maggiore è il settore liquoristico, gestito interamente da suo padre Gianpaolo dal 1998.
Esattamente, e alla fine degli anni Novanta la produzione cresce ulteriormente e anche lo stabilimento di Ravina comincia a risultare "stretto" alla luce anche delle nuove normative e dello sviluppo dei macchinari: si decise così di costruire una nuova sede ad Aldeno, dove siamo tuttora. Nel 2001 purtroppo mio padre morì improvvisamente ed è l'inizio della quarta generazione: io e mio fratello Luigi siamo entrati in società, assieme a nostra madre Tiziana, e da 25 anni portiamo avanti l'azienda.
Entriamo nei dettagli della vostra produzione di oggi.
Va detto che nel tempo cambiano i gusti, le abitudini e le mode, per cui bisogna sempre sapersi adattare, ma alcuni prodotti per noi rimangono intoccabili e ci piace definirci dei "custodi del tempo". Penso all'Elisir Novasalus, dall'Amaro Trentino e delle nostre ricette storiche che continuano ad essere realizzate nel rispetto della tradizione. Accanto a questi prodotti iconici ne abbiamo sviluppati di nuovi: negli ultimi anni siamo diventati particolarmente forti, soprattutto all'estero, nella produzione di aperitivi e basi per cocktail. Per noi è stato un passaggio naturale, perché il nostro vero mestiere è sempre stato la lavorazione delle erbe, e le tecniche di infusione e macerazione utilizzate per gli amari sono le stesse. Insomma, cambiano le ricette, ma il sapere artigianale rimane lo stesso: in questo modo riusciamo a mantenere la nostra identità e al contempo dialogare con consumatori e mercati sempre nuovi.
Non possiamo non chiederle di spiegarci come nasce nel concreto un liquore, e un amaro, a partire dalla raccolta delle erbe.
È difficile riassumerlo in poche parole, ma ci provo. Una volta raccolte e selezionate, le erbe vengono messe in infusione in una base alcolica di circa sessanta gradi e rimangono immerse per almeno tre o quattro settimane, così da trasferire all'alcol colore, profumo e sapore. Terminata l'infusione, le erbe vengono separate dal liquido attraverso una filtrazione e a quel punto si ottiene una base aromatica che racchiude tutte le caratteristiche delle piante utilizzate. La composizione finale dipende dalla ricetta: se si vuole ottenere un amaro deciso si utilizzano ad esempio genziana e rabarbaro, se invece si ricerca un profilo più morbido e gradevole si possono impiegare bucce o fiori d'arancio, della camomilla. Successivamente si aggiungono acqua per abbassare la gradazione alcolica e zucchero nelle quantità desiderate e il prodotto viene poi filtrato nuovamente attraverso filtri di cartone per eliminare ogni impurità residua e infine imbottigliato.
Sempre parlando della produzione, in essa convivono tecnologie moderne e metodi tradizionali.
Sì, continuiamo a mantenere una forte componente artigianale: dalla lavorazione delle erbe alle infusioni utilizziamo ancora filtri in cotone e alcune attrezzature storiche che richiedono lavorazioni manuali, e allo stesso tempo ci avvaliamo di tecnologie moderne come cisterne in acciaio, torchi elettrici e impianti che permettono una maggiore efficienza produttiva. La nostra filosofia è quella di unire tradizione e innovazione: manteniamo il sapere storico che ha reso riconoscibili i nostri prodotti e lo affianchiamo a strumenti contemporanei che garantiscono qualità, sicurezza e continuità produttiva.
Si può dire che il prodotto simbolo dell'azienda sia l'Elisir Novasalus.
L'Elisir Novasalus è probabilmente il prodotto che più rappresenta la nostra storia: nasce negli anni successivi alla Prima guerra mondiale ed è un amaro digestivo e depurativo diventato famoso anche grazie a slogan come "Quando ci vuole, ci vuole" e "L'amico nel bisogno". È un prodotto molto particolare, con una personalità forte e riconoscibile: scherzando, dico spesso che il suo gusto inizialmente può sembrare "tremendo", ma poi conquista. Qualche anno fa sui social circolava persino l'hashtag dedicato alle "facce da Nova Salus", che immortalava le espressioni di chi lo assaggiava per la prima volta. La ricetta prevede una base vinosa di Marsala, alcol, zucchero e oltre trenta piante officinali: alcune vengono semplicemente infuse, altre vengono prima cotte. Tra gli ingredienti principali ci sono bardana, tarassaco, aloe e genziana.
Oltre alla produzione, nella vostra attività conta molto anche la divulgazione.
Ci piace che le persone sappiano cosa stanno bevendo: il nostro obiettivo non è soltanto proporre prodotti di qualità, ma anche diffondere una cultura del bere consapevole. Molto spesso chi entra da noi chiede semplicemente un amaro alle erbe, ma quando iniziamo a parlare ci accorgiamo che non sempre conosce davvero le caratteristiche di ciò che ha assaggiato fino a quel momento, per questo crediamo molto nella formazione. E la nostra sala viene utilizzata per eventi, incontri e laboratori: uno dei più apprezzati è "Crea il tuo amaro". Noi mettiamo a disposizione una base alcolica e una serie di essenze: ciascuno, utilizzando pipette e dosatori, costruisce il proprio equilibrio aromatico e realizza una bottiglia da portare a casa. È un modo concreto per capire quanto lavoro, quanta sensibilità e quanta conoscenza si nascondano dietro un prodotto apparentemente semplice.
Ora la vostra distribuzione arriva in cinque continenti, e l'inizio di tutto sta in un "incontro" causale.
È successo in maniera del tutto inattesa circa quindici anni fa: un importatore americano vide in un locale di Monaco una vecchia bottiglia di Elisir Novasalus, rimase colpito dall'etichetta storica, molto colorata e caratteristica, e decise di contattarci. Da quel primo contatto iniziò a importare alcuni nostri prodotti, soprattutto aperitivi: una volta "arrivati" negli Stati Uniti, grazie al passaparola tra operatori e importatori del settore, la diffusione è cresciuta rapidamente. Da lì il percorso si è sviluppato progressivamente fino a portarci a esportare in cinque continenti, e tra i prodotti più apprezzati c'è sicuramente lo "Specialino", base destinata alla preparazione di spritz e cocktail.

Insomma, da via Oss Mazzurana e Piazza Fiera, si può dire che avete portato le erbe di montagna trentine nel mondo.
Per noi il legame tra prodotto, storia e territorio è fondamentale: raccontiamo una realtà nata in Trentino oltre cent'anni fa e profondamente legata alle erbe delle nostre montagne. Quando ci confrontiamo con mercati internazionali, il richiamo alle Dolomiti e alla tradizione erboristica del territorio suscita sempre grande interesse e naturalmente la vera sfida è far conoscere il prodotto e costruire una cultura intorno ad esso.
Parliamo del vostro rapporto con la città di Trento e con i clienti, in 120 anni è cambiato tutto e la vostra azienda in qualche modo è stata specchio di ciò.
Trento è cambiata moltissimo e con essa sono cambiate anche le abitudini delle persone: l'erboristeria di Piazza Fiera apparteneva a un'epoca completamente diversa, si arrivava in auto fino alla piazza, non esisteva l'e-commerce e non c'erano negozi specializzati come oggi. Era un luogo di fiducia dove si trovava tutto ciò che serviva e dove il rapporto umano aveva un valore centrale, mentre con il passare degli anni il mercato si è trasformato e molti prodotti che un tempo si trovavano soltanto in erboristeria oggi sono disponibili nei supermercati o online. E anche il pubblico cambia: le persone che negli anni Sessanta consumavano abitualmente certi prodotti non ci sono più e ogni generazione va conquistata nuovamente. Per questo oggi è fondamentale raccontare ciò che facciamo, spiegare la qualità delle materie prime e trasmettere la cultura che sta dietro ai nostri prodotti.
Raccogliamo l'assist. Cosa ha rappresentato per voi, a livello emotivo, la chiusura più di un anno fa dello storico negozio di Piazza Fiera?
Quello per noi è sempre stato semplicemente "il negozio": tutto è nato lì e per molto tempo è stato impossibile immaginare Cappelletti senza Piazza Fiera e Piazza Fiera senza Cappelletti. Quando la storica collaboratrice che lo gestiva è andata in pensione non siamo riusciti a trovare qualcuno disposto a raccoglierne il testimone, e nel frattempo la nostra attività era ormai concentrata principalmente sulla produzione di liquori e gestire anche il punto vendita stava diventando sempre più complesso. Chiuderlo è stata una scelta difficile, perché in quel momento è finito un capitolo lungo oltre un secolo, e rimane sicuramente un piccolo rimpianto. Accanto all'erboristeria c'era il Bar Baccus, aperto da mio nonno, che per molti anni è stato un luogo di incontro importante per la città: negli anni Ottanta era un vero punto di riferimento, frequentato da tantissime persone, compresi i tifosi del Calcio Trento.
Oggi qualcosa della storica erboristeria è ancora presente nel nuovo locale che occupa i suoi spazi.
Esattamente. Quando il nuovo locale Sottobanco ha aperto, i gestori hanno scelto di conservare alcuni arredi e mobili originali della vecchia erboristeria, ed è come sbirciare da una finestrella su ciò che rimane di oltre un secolo di storia: diciamo che è un piccolo frammento di memoria che continua a vivere, e per questo sicuramente dobbiamo ringraziarli.

Rimaniamo tra passato e futuro: se dovesse scegliere un'immagine o un concetto che rappresenti tutta la storia dell'azienda, quale sarebbe?
Senza dubbio la passione, che è stata il motore che ha accompagnato ogni generazione. C'è stata la visione del fondatore Giuseppe Cappelletti, poi le competenze introdotte da Ferrante, il grande spirito imprenditoriale e comunicativo di mio padre e infine la nostra interpretazione contemporanea di questa storia. Sono cambiati i prodotti, i mercati e le tecnologie, ma non è mai cambiato quel mix di passione, spirito pionieristico, tradizione e capacità di guardare avanti che caratterizza l'azienda fin dalle origini.
Prima di salutarla, un gioco di fantasia: si è mai chiesta cosa direbbero il fondatore Giuseppe Cappelletti, o il nipote Ferrante, se mettessero piede oggi nell'azienda di oggi?
Credo che lui, così come Ferrante e tutte le persone che hanno contribuito a costruire questa storia, sarebbero orgogliosi del percorso compiuto. Mio padre probabilmente ci rimprovererebbe un po', perché aveva una straordinaria capacità di comunicare e fare marketing, e ci ricorderebbe che bisogna continuare a guardare avanti. Noi cerchiamo di raccogliere quell'eredità ogni giorno e l'obiettivo è continuare a innovare senza perdere le nostre radici, mantenendo vivo un progetto che da oltre cent'anni racconta una storia di famiglia, di territorio e di passione.












