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Belluno
20 luglio | 21:21

Trasporto pubblico e turismo: “Bene il servizio TrenoBiciBus delle Dolomiti, ma perché non se ne parla? Speriamo non sia per giustificarne la soppressione in futuro”

Con la pubblicazione di un’infografica sugli orari del servizio TrenoBiciBus delle Dolomiti (reperibile su sito e profilo Facebook), l'associazione TreniBelluno plaude a quello che considera un esempio concreto di integrazione tra ferrovia e trasporto su gomma in Veneto. Tuttavia non mancano i dubbi sul perché non sia adeguatamente sponsorizzato, visti i benefici in termini di mobilità sostenibile

BELLUNO. “Quest'anno trovare informazioni sul TrenoBiciBus non è stato semplice. Ma se questo è uno dei migliori esempi di integrazione tra treno e autobus delle Dolomiti Bellunesi e del Veneto, perché viene promosso così poco?”.

 

A esprimere perplessità su uno dei servizi ormai essenziali oggi quando si tratta di turismo è l’associazione TreniBelluno, che sul suo profilo Facebook ha recentemente pubblicato un’infografica con le informazioni sul sistema di trasporto ferroviario e su gomma per chi decide di salire a Cortina, in Val di Zoldo o in Nevegal con la bicicletta. In particolare, si trovano gli orari del treno diretto tra Venezia e Calalzo di Cadore e dei collegamenti autobus - con i carrelli portabici - da qui per Cortina e da Ponte nelle Alpi per Nevegal e Palafavera Zoldo.

 

Nel complesso, il servizio (attivo fino al 12 settembre ogni sabato e domenica) è giudicato positivamente come “uno degli esempi più concreti di integrazione tra ferrovia e trasporto su gomma nella nostra regione”. Un punto non trascurabile, considerata la posizione critica di TreniBelluno sul tema: con una delle ultime indagini svolte sul territorio, infatti, la richiesta era di un cambio di passo in direzione di un maggiore dialogo tra bus e treni e, soprattutto, di una maggiore considerazione per la componente ferroviaria, ancora ampiamente sottovalutata (qui l’intervista)

 

Non mancano, però, i dubbi. “La migliore pubblicità per la ferrovia del Cadore - nota l'associazione sul suo sito - sono le persone che la usano. Far conoscere questo servizio significa contribuire a renderlo sempre più forte perché, per essere utilizzato, deve prima di tutto essere conosciuto”. Invece, “a differenza di quanto ci si aspetterebbe da un servizio che da più di dieci anni coinvolge Regione del Veneto, Trenitalia e Dolomiti Bus - prosegue - reperire informazioni sul TrenoBiciBus delle Dolomiti è stato sorprendentemente difficile".

 

A detta dell’associazione, manca insomma un reale impegno per far sapere come funziona questo servizio di trasporto pubblico, in particolare in un territorio come quello bellunese “dove - è la constatazione - non manca chi è convinto erroneamente che la ferrovia del Cadore sia ancora interrotta o che non sia possibile raggiungere le Dolomiti in treno”.

 

Da qui un’impressione che si spera infondata, ma di fatto inevitabile. “Viene quasi da chiedersi - sostiene TreniBelluno - se ci sia la volontà di valorizzare un servizio che funziona o se si preferisca lasciarlo nell’ombra con il rischio di registrare un numero inferiore di utenti e poter così, un domani, giustificarne un ridimensionamento o addirittura la soppressione”.

 

“Negli ultimi anni - conclude - si è parlato molto di integrazione tra treno e autobus, di mobilità sostenibile e del futuro biglietto unico regionale e il TrenoBiciBus delle Dolomiti rappresenta uno dei migliori esempi di questi principi tradotti in pratica. Per questo stupisce che un’esperienza tanto virtuosa venga promossa così poco. Se davvero si vogliono incentivare trasporto pubblico e intermodalità, servizi come questo dovrebbero essere valorizzati con convinzione, raccontati e resi facilmente riconoscibili, non lasciati quasi esclusivamente al passaparola di appassionati e associazioni”.

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