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Belluno
03 settembre | 10:03

Its turismo, a Belluno le iscrizioni arrancano ma il corso non è a rischio. “Dobbiamo far capire a giovani e famiglie che si tratta di un’istruzione di altissimo livello”

Parte a fine ottobre il corso Its Turismo a Belluno, con lezioni svolte nella sede della Camera di commercio e tirocini in azienda. Le iscrizioni tardano ad arrivare, ma il corso non è a rischio: a spiegare a Il Dolomiti possibili cause e soprattutto il valore dell’alta formazione erogata è Enrica Scopel, direttrice generale della Fondazione Its Academy Turismo Veneto

Its turismo, a Belluno le iscrizioni arrancano ma il corso non è a rischio

BELLUNO. “Siamo assolutamente in tempo, mancano due mesi all’avvio del corso, ma rispetto agli anni scorsi le iscrizioni tardano ad arrivare e sono sicuramente meno. Non è però a rischio: siamo fiduciosi che il corso partirà. Il sistema Its è un sistema in cui tutti vincono: le famiglie, i giovani, la scuola, le imprese, i territori e tutta la società perché questi giovani crescono professionalmente e trovano la loro collocazione nel territorio”. 

 

A commentare la situazione delle iscrizioni all’Its Turismo di Belluno (Istituto tecnologico superiore), al momento limitate, è Enrica Scopel, direttrice generale della Fondazione Its Academy Turismo Veneto. Due le possibili cause di questo rallentamento. “A nostro avviso - spiega a Il Dolomiti - un po’ è dovuto alla mancanza di appeal data finora dal tema olimpico. Poiché il corso approfondisce la parte di accoglienza legata a eventi sportivi e grandi eventi, è chiaro che l'elemento olimpiadi e paralimpiadi era di per sé trainante. In più è anche vero che in tutti i corsi periferici le iscrizioni sono sempre un po’ rallentate rispetto a località balneari o grandi città, dove è in qualche modo più semplice anche l'accessibilità fisica”.

 

Motivazioni quindi logistiche e di contesto, ma nessun allarmismo. Il corso infatti non è a rischio: partirà a fine ottobre, con un numero minimo di 20 iscritti. Nei giorni 8 e 9 settembre ci saranno le selezioni presso la sede centrale di Jesolo, per le quali stanno ancora arrivando delle pre-iscrizioni. Ulteriori passaggi saranno comunque possibili anche successivamente, per fare selezioni anche tra fine settembre e inizio ottobre.

 

“Le selezioni di Jesolo - spiega Scopel - sono gratuite e prevedono una parte scritta e una orale. Il momento più importante è il colloquio motivazionale, nel quale noi capiamo se il candidato è nel posto giusto e il candidato capisce se siamo noi il percorso ideale per lui o lei. Un momento quindi in cui si ragiona insieme sul corso più adeguato”. 

 

Il problema però è principalmente di tipo culturale: fatica ancora a prendere piede la consapevolezza del ruolo che tali percorsi possono avere nel curriculum formativo e professionale. Il Dolomiti ne ha già parlato con Gianluca Vigne, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti con delega a Università e alta formazione (qui l’intervista), ma secondo Scopel c’è ancora una difficoltà nel percepire gli Its come master professionalizzanti. 

 

“Un valore aggiunto - afferma - è la presenza del mondo imprenditoriale. A Belluno il corso è partito per volontà di Ascom Confcommercio e Confindustria, mentre la Camera di commercio ha fornito gli spazi. Quindi c’è una sinergia importante a livello di istituzioni e le imprese sono molto presenti, tanto che in due anni i ragazzi fanno 1000 ore di aula, ricche anche di visite aziendali, casi studio e progetti di mercato, e 800 in azienda. Il problema semmai è arrivare nelle case dei giovani, bellunesi e non. La passione per il turismo montano riguarda infatti molti ragazzi, per questo raccontiamo in tutte le scuole della regione il corso di Belluno e chiediamo agevolazioni, come l’individuazione dell’alloggio per chi arriva da fuori”.

 

Recentemente, Veneto Lavoro ha certificato che, a un anno dal diploma, l’82% degli ex studenti degli Its risulta occupato. Tra questi, il 71,4% è dipendente a tempo indeterminato o in apprendistato e il 92,8% ha un’occupazione a tempo pieno, mentre il 9,5% svolge un’attività autonoma, libero-professionale o imprenditoriale. “Le percentuali dipendono dal corso - commenta - ma la Regione ha creduto da subito nei percorsi Its, tanto che ha sempre dato un grande aiuto al loro avvio e mantenimento, anche nelle aree interne e montane. Allo stesso modo ci credono le categorie imprenditoriali e ovviamente anche noi: ora dobbiamo arrivare nella testa delle persone e superare quello scoglio culturale per cui, dopo la scuola secondaria di secondo grado, nell’immaginario comune siamo ancora convinti che la scelta sia solo tra università e lavoro, mentre gli altri corsi appaiono come un ripiego”. 

 

“Invece - conclude - con l'arrivo degli Its in Italia si è coperto un buco nell’offerta formativa pari al quinto livello di formazione nel background europeo, cioè l'istruzione professionalizzante: un’istruzione codificata, normata, riconosciuta a livello ministeriale e partecipata dalle aziende stesse. Abbiamo quindi bisogno di tempo per maturare una reale consapevolezza che si tratta di un'istruzione di altissimo livello, ricca e di valore”.

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