Its turismo, a Belluno le iscrizioni arrancano ma il corso non è a rischio. “Dobbiamo far capire a giovani e famiglie che si tratta di un’istruzione di altissimo livello”
Parte a fine ottobre il corso Its Turismo a Belluno, con lezioni svolte nella sede della Camera di commercio e tirocini in azienda. Le iscrizioni tardano ad arrivare, ma il corso non è a rischio: a spiegare a Il Dolomiti possibili cause e soprattutto il valore dell’alta formazione erogata è Enrica Scopel, direttrice generale della Fondazione Its Academy Turismo Veneto

BELLUNO. “Siamo assolutamente in tempo, mancano due mesi all’avvio del corso, ma rispetto agli anni scorsi le iscrizioni tardano ad arrivare e sono sicuramente meno. Non è però a rischio: siamo fiduciosi che il corso partirà. Il sistema Its è un sistema in cui tutti vincono: le famiglie, i giovani, la scuola, le imprese, i territori e tutta la società perché questi giovani crescono professionalmente e trovano la loro collocazione nel territorio”.
A commentare la situazione delle iscrizioni all’Its Turismo di Belluno (Istituto tecnologico superiore), al momento limitate, è Enrica Scopel, direttrice generale della Fondazione Its Academy Turismo Veneto. Due le possibili cause di questo rallentamento. “A nostro avviso - spiega a Il Dolomiti - un po’ è dovuto alla mancanza di appeal data finora dal tema olimpico. Poiché il corso approfondisce la parte di accoglienza legata a eventi sportivi e grandi eventi, è chiaro che l'elemento olimpiadi e paralimpiadi era di per sé trainante. In più è anche vero che in tutti i corsi periferici le iscrizioni sono sempre un po’ rallentate rispetto a località balneari o grandi città, dove è in qualche modo più semplice anche l'accessibilità fisica”.
Motivazioni quindi logistiche e di contesto, ma nessun allarmismo. Il corso infatti non è a rischio: partirà a fine ottobre, con un numero minimo di 20 iscritti. Nei giorni 8 e 9 settembre ci saranno le selezioni presso la sede centrale di Jesolo, per le quali stanno ancora arrivando delle pre-iscrizioni. Ulteriori passaggi saranno comunque possibili anche successivamente, per fare selezioni anche tra fine settembre e inizio ottobre.
“Le selezioni di Jesolo - spiega Scopel - sono gratuite e prevedono una parte scritta e una orale. Il momento più importante è il colloquio motivazionale, nel quale noi capiamo se il candidato è nel posto giusto e il candidato capisce se siamo noi il percorso ideale per lui o lei. Un momento quindi in cui si ragiona insieme sul corso più adeguato”.
Il problema però è principalmente di tipo culturale: fatica ancora a prendere piede la consapevolezza del ruolo che tali percorsi possono avere nel curriculum formativo e professionale. Il Dolomiti ne ha già parlato con Gianluca Vigne, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti con delega a Università e alta formazione (qui l’intervista), ma secondo Scopel c’è ancora una difficoltà nel percepire gli Its come master professionalizzanti.
“Un valore aggiunto - afferma - è la presenza del mondo imprenditoriale. A Belluno il corso è partito per volontà di Ascom Confcommercio e Confindustria, mentre la Camera di commercio ha fornito gli spazi. Quindi c’è una sinergia importante a livello di istituzioni e le imprese sono molto presenti, tanto che in due anni i ragazzi fanno 1000 ore di aula, ricche anche di visite aziendali, casi studio e progetti di mercato, e 800 in azienda. Il problema semmai è arrivare nelle case dei giovani, bellunesi e non. La passione per il turismo montano riguarda infatti molti ragazzi, per questo raccontiamo in tutte le scuole della regione il corso di Belluno e chiediamo agevolazioni, come l’individuazione dell’alloggio per chi arriva da fuori”.
Recentemente, Veneto Lavoro ha certificato che, a un anno dal diploma, l’82% degli ex studenti degli Its risulta occupato. Tra questi, il 71,4% è dipendente a tempo indeterminato o in apprendistato e il 92,8% ha un’occupazione a tempo pieno, mentre il 9,5% svolge un’attività autonoma, libero-professionale o imprenditoriale. “Le percentuali dipendono dal corso - commenta - ma la Regione ha creduto da subito nei percorsi Its, tanto che ha sempre dato un grande aiuto al loro avvio e mantenimento, anche nelle aree interne e montane. Allo stesso modo ci credono le categorie imprenditoriali e ovviamente anche noi: ora dobbiamo arrivare nella testa delle persone e superare quello scoglio culturale per cui, dopo la scuola secondaria di secondo grado, nell’immaginario comune siamo ancora convinti che la scelta sia solo tra università e lavoro, mentre gli altri corsi appaiono come un ripiego”.
“Invece - conclude - con l'arrivo degli Its in Italia si è coperto un buco nell’offerta formativa pari al quinto livello di formazione nel background europeo, cioè l'istruzione professionalizzante: un’istruzione codificata, normata, riconosciuta a livello ministeriale e partecipata dalle aziende stesse. Abbiamo quindi bisogno di tempo per maturare una reale consapevolezza che si tratta di un'istruzione di altissimo livello, ricca e di valore”.














