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Belluno
11 settembre | 06:43

Nasce Dolomiti Innovation Valley: l’alta formazione punta su IA, ricerca scientifica e startup: "I giovani meritano attenzione: hanno aspettative cui va dato ascolto"

Firmato l’atto di nascita di Fondazione Dolomiti Innovation Valley Ets, dedicata allo sviluppo di progetti per l’alta formazione e l’innovazione a Belluno. I soci fondatori sono Confindustria Belluno Dolomiti, Lattebusche e Fondazione Monti Pallidi di Fassa Primiero Belluno, ma l’adesione è aperta a imprese ed enti pubblici che vogliono contribuire. Il primo passo sarà l’avvio di percorsi Its per la manifattura digitale a settembre 2027

Nasce Dolomiti Innovation Valley: l’alta formazione punta su IA

BELLUNO. "Un progetto fondamentale per il territorio, i nostri ragazzi, le famiglie e le imprese. È stato un percorso faticosissimo, ma i giovani devono sapere che il loro futuro è già partito”. Con queste parole Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, annuncia la nascita della Fondazione Dolomiti Innovation Valley Ets.

 

L’atto di costituzione è stato firmato nella giornata di mercoledì 9 settembre. Attualmente il Consiglio di amministrazione è formato dal presidente Gianluca Vigne, in rappresentanza di Confindustria, e dagli altri due soci fondatori cioè Lattebusche (con Antonio Bortoli) e Fondazione Monti pallidi di Fassa Primiero Belluno (con Sonia Zuliani). Da subito però si aprirà alle imprese che hanno già dato la loro disponibilità: l’obiettivo è infatti fare un ulteriore passo avanti nella costruzione di quell’ecosistema dell’alta formazione cui Confindustria lavora da tempo sul territorio (qui un esempio).

 

“Ci siamo sempre interrogati - prosegue Berton - su come restare attrattivi e competitivi. Abbiamo imprese che competono sui mercati internazionali e un territorio riconosciuto per la sua qualità, lavoratori 5.0 cui va il nostro riconoscimento per quello che fanno, ma anche fragilità come spopolamento e carenza di servizi. Oggi vogliamo essere una provincia che sa affrontare le grandi sfide perché possiede competenze, energia e capacità di innovare: da qui l’impegno nell’alta formazione, per dare soprattutto alle piccole e medie imprese gli stessi strumenti che le grandi aziende già possiedono per raggiungere il massimo livello e competere nel mercato”.

 

Quali dunque le azioni previste nel concreto? Puntando soprattutto a incentivare l’attrazione di startup innovative, professionalità e investimenti esterni, la Fondazione agirà su diversi livelli: formazione terziaria (Its - Istituti tecnologici superiori) e universitaria, borse di studio, ricerca scientifica applicata, innovazione. Tre i primi progetti che dovrebbero partire a settembre 2027: un percorso di formazione Its post diploma per la trasformazione digitale nella manifattura, un master universitario di I livello in AI for Manifacturing in collaborazione con l'Università di Padova, e il programma “Dolomiti Innovation Residency” per mettere startup e team tecnologici al lavoro sulle sfide reali affrontate dalle aziende bellunesi.

Per fare tutto ciò, la Fondazione è aperta anche agli enti pubblici e qui l’esortazione è soprattutto alla Provincia di Belluno, presente alla presentazione con il presidente Marco Staunovo Polacco, affinché lavori seriamente sul fronte dei servizi, in primis l’assenza di alloggi. “Invito anche le famiglie - aggiunge Berton - a ospitare gli studenti in casa perché tutti dobbiamo contribuire allo sviluppo del territorio. Ci sarà infatti un grande cambiamento, si pensava che la manifattura fosse destinata a chiudere invece con l’intelligenza artificiale possiamo portare in tutte le imprese, anche le più piccole, una nuova generazione di operai 5.0 con giovani entusiasti di lavorare con le tecnologie, per le quali dovranno però essere formati. I prossimi cinque anni saranno cruciali per quella che sarà la rivoluzione industriale più impegnativa e importante: dobbiamo perciò lavorare sull’alta formazione da un lato e sui servizi dall’altro, per portare Belluno a essere la provincia più sviluppata d’Europa”.

 

Soddisfazione anche dal presidente della Fondazione Vigne, che Il Dolomiti aveva già intervistato proprio su questi temi (qui). “Enti come il Comune di Belluno, la Provincia e il Consorzio Bim - spiega - hanno già dato la loro disponibilità e per noi è fondamentale, perché vogliamo costruire uno strumento agile che consenta a tutti di contribuire. Oltre a ciò, serviranno le imprese, che entreranno come soci portando idee, entusiasmo, voglia di innovare e risorse. Belluno ha bisogno di dare un’attenzione speciale ai giovani, che tendono a non mettere a fuoco le vere opportunità oggi presenti, ma anche quelle che dobbiamo creare per loro: hanno infatti linguaggi e aspettative diverse, cui va dato ascolto”.

 

Sede principale dei percorsi formativi sarà Palazzo Bembo, ma si sta lavorando con il Comune per una seconda sede operativa sempre nel centro di Belluno. Questo autunno partiranno inoltre le selezioni per gli studenti dei primi Its, mentre la speranza rimane che pubblico e privato lavorino davvero affinché il territorio possa offrire loro - come citati da Berton - case, centri sportivi, cinema, biblioteche, eventi (e aggiungiamo servizi sanitari e trasporti pubblici) oggi purtroppo sempre più carenti.

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