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Belluno
10 settembre | 16:42

Iti "G. Segato" di Belluno, inaugurata la nuova ala ma gli studenti entreranno nel 2027: “Sulla scuola non possiamo sbagliare: è la base per far crescere qui i ragazzi”

Inaugurata nella mattinata di giovedì 10 settembre la nuova ala dell'istituto superiore Iti G. Segato di Belluno. Dopo due anni di lavori, partiti dalla completa demolizione dei fabbricati esistenti, il taglio del nastro è avvenuto con l’inizio del nuovo anno scolastico. Gli studenti, però, dovranno attendere il prossimo settembre per entrare

Iti "G. Segato" di Belluno, inaugurata la nuova ala ma gli studenti entreranno nel 2027

BELLUNO. “Grazie al Consiglio provinciale precedente che ha investito nella scuola, ma aggiungo che ci mancherebbe altro. Per farlo ci vogliono volontà e competenza, ma non diamo tutto per scontato. La Provincia ha molte competenze ma alcune non sono delegabili né trascurabili: la scuola è una di queste e su di essa non possiamo permetterci di sbagliare e di ignorare le richieste dei territori”.

 

Così Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, commenta l’inaugurazione della nuova ala dell’Istituto Iti G. Segato. Due anni fa la completa demolizione dei fabbricati che si affacciano su Via J. Tasso, seguita dalla ricostruzione ad opera della ditta Terna Costruzioni Srl.

 

L’edificio è stato realizzato con un investimento di quasi 8 milioni di euro (7.718.110) e il finanziamento proviene da fondi Pnrr per circa la metà, il fondo per opere indifferibili e fondi propri dell’amministrazione provinciale. Come si compone la nuova struttura? Su quattro piani, per un totale di 2.850 mq calpestabili, sono stati realizzati: una nuova sala multifunzionale da 153 posti che sarà aperta anche in orario extrascolastico per iniziative esterne, 12 aule, una grande sala insegnanti e due sale minori per i colloqui, l’infermeria e un deposito.

 

Nel sottotetto, l’unità di trattamento dell’aria e la pompa calore. Come previsto dalla normativa, infatti, l’edificio presenta una maggiore efficienza energetica: il riscaldamento è a pavimento, c’è un impianto fotovoltaico da 55kW (che non rende la scuola autonoma ma abbatte i costi), ampie vetrate antisfondamento per dare luminosità e fungere da isolamento termico e sonoro, e c’è un impianto di condizionamento dell’aria che garantisce il mantenimento di un certo livello di temperatura e umidità per avere ambienti salubri. La classe energetica è A4 e chiaramente sono state previste tutte le misure antisismiche idonee, perché l’edificio sorge in zona sismica 1.

 

Plauso arriva anche dalla Regione, con il presidente Alberto Stefani che sottolinea la “capacità delle amministrazioni di intercettare risorse e rispondere ai bisogni della cittadinanza”, mentre il consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica Marzio Sovilla ribadisce i tempi di realizzazione “quasi record per un edificio pubblico situato in centro città, con un cantiere molto difficile da gestire da un punto di vista dell’approvvigionamento del materiale e della gestione del traffico”.

 

Più ampia invece la riflessione di Staunovo Polacco. “Negli anni scorsi abbiamo lavorato anche per il ‘salvataggio’ del liceo linguistico in Cadore. Si è trattato - conclude - di un obiettivo raggiunto dalle istituzioni con i privati e le famiglie: questo deve fare il territorio, cioè non dimenticare che la scuola è un elemento basilare per il nostro futuro e per far crescere i ragazzi qui. In provincia abbiamo dirigenti e docenti di altissimo livello e devono essere messi nelle condizioni di lavorare in spazi e strutture adeguati, affinché possano portare in serenità gli studenti nel loro percorso a fare delle scelte consapevoli per il loro futuro che sia lavorativo o universitario”. Con la speranza inoltre che, nel frattempo, si possano fornire agli insegnanti anche adeguati servizi - in primis abitativi - se si vuole far fronte alla carenza con cui l’anno è partito (qui i dati).

 

Presenti alla cerimonia anche gli studenti delle quarte e delle quinte dell’istituto, che durante i lavori sono stati ospitati presso l’istituto Brustolon, in parte nell’edificio e in parte in container vicini - mentre le classi del triennio sono potute rimanere nella parte di edificio su via Psaro. Tuttavia non rientreranno subito nella loro scuola: nonostante il taglio del nastro, se ne parla con il prossimo anno scolastico. La previsione è di smontare il cantiere tra fine mese e inizio ottobre, per poi procedere con il trasferimento dei laboratori e la collocazione degli uffici amministrativi.

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