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Belluno
14 settembre | 15:48

“Dopo gli studi vorrei tornare qui e aiutare la mia terra a crescere. C’è potenziale inespresso, ma le aziende devono guardare al futuro”

Nicolò Morriello, classe 2006, è molto giovane ma ha le idee chiare. Racconta a Il Dolomiti la sua storia e perché vorrebbe tornare a Belluno dopo gli studi, lavorando non solo da remoto ma anche con i piccoli imprenditori del territorio per farli crescere grazie a quella che è la sua passione: il marketing online

(foto sx Wikipedia)
(foto sx Wikipedia)

BORGO VALBELLUNA. "Vorrei tornare a Belluno e qui continuare a fare il mio lavoro, ma molte aziende faticano ad aprirsi a questo mondo. Tanti sono ancorati al ‘si è sempre fatto così’ che però non funziona più. Mi dispiacerebbe essere tra i tanti giovani che lasciano la provincia, perché vorrei dare una mano al mio territorio per crescere e guardare al futuro".

 

Nicolò Morriello, classe 2006, è molto giovane ma ha le idee chiare. Interessato al marketing online fin dal liceo scientifico, decide di farne una professione. “Ho capito che il mondo andava in quella direzione - afferma a Il Dolomiti - così ho iniziato ad approfondirlo per conto mio, sia quello classico sia quello digitale”.

 

Dopo il diploma, apre la partita Iva e inizia a muoversi nel settore, mentre si iscrive al corso di Digital management presso l’università Ca’ Foscari. “Ho cominciato presso un’agenzia di e-commerce - spiega - ma non avevo progetti miei: volevo maggiore autonomia, così mi sono messo in gioco. È stato un salto nel vuoto e nel primo periodo ho lavorato quasi gratuitamente, ma adesso finalmente inizio a strutturare progetti che mi piacciono davvero, perlopiù con persone giovani. Purtroppo, però, lavoro soprattutto con realtà fuori Belluno”.

 

Morriello vive infatti a Mestre per seguire le lezioni e lavora molto da remoto. L’idea però è tornare a Belluno dopo gli studi: esattamente quel giovane che torna di cui tanto si parla, ma nel suo settore sostiene di trovare ostacoli. “È vero che ho poca esperienza - ammette - ma gli imprenditori bellunesi con cui ho avuto modo di interfacciarmi sono tendenzialmente restii ad aprirsi a questa realtà. Parlo di piccole medie imprese dalle quali il marketing online rimane fuori perché ci si continua ad affidare al solo passaparola. Invece fuori provincia c’è maggiore consapevolezza, soprattutto tra i giovani”.

 

Pensi che il tuo futuro sia a Belluno? “Qui sono cresciuto - risponde - e qui vorrei vivere, ma senza rinunciare a questo lavoro. Opero soprattutto da remoto, ad esempio ho un cliente in Spagna e uno in Lombardia, ma non può mancare la parte di contatti umani e se qui non trovo terreno per farlo guarderò altrove. Perché, però, se uno chef italiano a Valencia che insegna agli spagnoli a fare la carbonara può trovare clienti online, altrettanto non può fare un’impresa edile qui da noi?”.

 

Morriello è infatti appassionato di lead generation, cioè trovare contatti da trasformare in clienti. “Mi piace - ribadisce - perché si valorizza ciò che ti rende unico: ad esempio, con una cliente molto giovane stiamo sviluppando l’e-commerce di abbigliamento e attrezzi da padel, sia puntando sulle recensioni sia presentando a circoli sportivi e allenatori i vantaggi che avrebbero lavorando con lei. Si tratta cioè di instaurare relazioni: il passaparola resterà sempre un ottimo canale, ma non lo gestisci tu né non ti assicura costantemente nuovi contatti”.

 

Uno dei grandi problemi oggi, nella pervasività della tecnologia nella vita quotidiana, è saperla applicare (qui). Cosa ne pensa un ragazzo di 20 anni che con la tecnologia vuole lavorare? “È più facile pensare che basti semplicemente fare un post sui social e sponsorizzarlo - risponde - ma non è così. Ogni impresa ha particolarità uniche su cui puntare, in ogni settore, e va fatto capire: a me piace, sento di aiutare le persone a scoprire qualcosa che non hanno mai visto e senza spendere grandi cifre, che una piccola azienda non può permettersi”.

 

“Questo vorrei che si capisse anche a Belluno, dove c'è tanto potenziale inespresso. Siamo un po’ la Lombardia di vent’anni fa - conclude - cioè una terra con tanto valore da esprimere. Vale anche per i piccoli agricoltori: ad esempio lavoro con l’azienda Vallenzai, gestita da due giovani con i quali abbiamo curato sito e social e ora stiamo partendo con la vendita online del fieno (qui l’intervista). Anche loro sono partiti dal passaparola, ma è stato con il sito che hanno ottenuto tanti contatti anche da fuori. Immaginiamo quindi quanti potenziali clienti molte aziende bellunesi stanno lasciando indietro”.

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