“Venderemo fieno di montagna a chi vive in città, magari fino a Roma o Milano”, storia di Ilaria, Luca e delle loro galline tra natura e tecnologia
Si chiama Ilaria Scremin, non ha neanche 30 anni e da cinque gestisce un’attività agricola aperta con il compagno grazie alla passione comune per le galline. Con un percorso partito in salita, l'azienda Vallenzai è oggi attiva sul territorio tra vendita di uova, animali e consulenza da allevamento. E a breve puntano a portare il fieno di montagna nelle case della capitale

BORGO VALBELLUNA. “Crediamo che animali felici producano cose straordinarie”. Si presentano così Ilaria e Luca sul loro sito: due giovani appassionati di vita rurale che hanno trasformato il loro amore per gli animali in un’attività, nella quale a governare prodotti e vendite sono i ritmi della natura.
Ilaria Scremin, classe 1997, è una giovane imprenditrice agricola. La sua passione sono le galline, tanto che a Borgo Valbelluna ha aperto la sua azienda Vallenzai e, da allora, ha saputo farsi conoscere e far conoscere le razze avicole sul territorio.
“Si tratta di una passione comune a me e al mio compagno Luca. Ci siamo conosciuti nel 2019: lui aveva qualche gallina nella casa dei nonni - racconta a Il Dolomiti - e io mi sono innamorata di questi animali. Da lì, abbiamo sfruttato il periodo del Covid per raccogliere informazioni sulle razze e fare formazione, finché nel 2021 abbiamo aperto l’azienda. All’inizio c’erano solo i recinti, da circa un anno e mezzo abbiamo realizzato anche un laboratorio per la carne e aperto il punto vendita”.
Ilaria e Luca recuperano la tenuta dei nonni, sistemano casette e recinti, e costruiscono il negozio: un percorso che parte in salita. “La maggiore difficoltà - ammette - è stata trovare risposte. Quando apri un’azienda, sai che dovrai affrontare delle spese e in qualche modo, se c’è un progetto definito, riesci a trovare dei finanziamenti o partecipare a dei bandi. Dove invece abbiamo perso tanto tempo è stato nell’ottenere risposte chiare e avere un quadro della situazione: ci rimandavano da un ufficio all’altro, non riuscivamo a capire nella pratica cosa dovessimo fare”.
Ostacoli che pesano, soprattutto su un/a giovane poco più che ventenne come lei all’epoca: limite non nuovo, già sperimentato dai ragazzi di Dolomiti VanLife (qui) e che testimonia, ancora una volta, come il supporto all’imprenditoria giovanile passi prima di tutto dai fatti e dal ruolo di supporto che istituzioni e associazioni dovrebbero rivestire.
Fortunatamente, Ilaria e Luca non demordono e avviano l’attività. Lei la segue a tempo pieno, lui mantiene un altro lavoro. “C’è voluto tempo - prosegue Scremin - per lavorare sul passaparola, come facevamo nei primi anni. Inizialmente le persone arrivavano solo per le uova, poi pian piano ci siamo ingranditi: oggi vendiamo anche qualche verdura grazie a un piccolo orto, poi galline, anatre e pulcini per allevamento o da tenere in giardino, carne di pollame e facciamo consulenza in allevamento. E la cosa funziona bene”.

Negli anni l’azienda è cresciuta: oggi fa parte dell’associazione Mele a Mel e ospita 10 razze di gallina, di cui tre autoctone venete, ognuna con le sue particolarità. “Anche se siamo abituati a pensare a questi animali nelle nostre case come solo ovaioli - spiega - ci sono ad esempio anche le cosiddette ornamentali, che fanno meno uova e più piccole, ma hanno un carattere docile e sono ideali per chi le vuole da compagnia (come la cocincina o la moroseta ndr)”.
“I clienti arrivano qui - aggiunge - perché si sono informati e vogliono prodotti locali, così mostro loro dove vivono le galline, cosa mangiano, dove dormono. E non avrei mai detto, ma sono soprattutto i giovani, che magari comprano casa con un po’ di prato, a voler tenere le galline. Alcuni arrivano già con le idee chiare dopo aver consultato Internet, mentre con altri consigliamo noi in base a dove vivono. È bello perché c’è tutta una parte di consulenza in cui spieghiamo le caratteristiche delle diverse razze: dietro alla mera produzione di uova o carne c’è un mondo, un po’ come per le caratteristiche etologiche di cani e gatti, che vanno adattate allo stile di vita dei proprietari”.
Ma non solo. C’è un’altra parte di un mestiere tradizionale che, preso in mano da ragazzi giovani del territorio, viene portato nella modernità: a breve, infatti, partirà anche un e-commerce di fieno. “Facciamo fieno nei nostri prati di campagna - conclude - e stiamo aprendo un e-commerce per venderlo in sacchi da uno o due chili per chi ha conigli o piccoli animali in casa. Si tratta di fieno buono, a differenza di quello che spesso si trova in vendita. Lo forniamo già ai negozi per animali, ma ci incuriosiva l’idea di offrire a chi abita in città il vero fieno di montagna. Perciò l'obiettivo è farlo arrivare anche nei grandi centri, magari fino a Milano o Roma, tramite le vendite online. Qui dove vivono le nostre galline, un tempo era tutto prato curato e tagliato dai nostri nonni: oggi lo facciamo ancora, facendoci aiutare dalla tecnologia”.














