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Belluno
05 agosto | 06:44

Non si riescono a raggiungere i contributi o realizzare opere? Si punta sulla formazione. Tra le competenze più richieste la gestione di sistemi informatici e IA

Firmato tra Provincia di Belluno e Centro studi bellunese l'accordo quadro per colmare il divario di competenze tecniche negli enti locali e accelerare l'attuazione degli investimenti. Nel prossimo triennio saranno erogati ai dipendenti dei Comuni bellunesi corsi per rispondere alla crescente difficoltà nel realizzare investimenti pubblici e attuare i finanziamenti legati a Pnrr, Fondi comuni di confine e fondi strutturali

Non si riescono a raggiungere i contributi o realizzare opere?

BELLUNO. Erogare corsi di formazione in maniera uniforme ai dipendenti pubblici dei Comuni bellunesi per far fronte alla crescente difficoltà nel realizzare investimenti pubblici e attuare finanziamenti legati a Pnrr, Fondi comuni di confine e fondi strutturali dovuta alla carenza di personale adeguato. È l’obiettivo l’accordo triennale stipulato tra Provincia di Belluno e Centro studi bellunese, che punta a rafforzare le capacità amministrative degli enti locali, colmare il divario di competenze tecniche e accelerare l'attuazione degli investimenti.

 

“Con questa convenzione - spiega Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia - vogliamo rafforzare la collaborazione tra enti pubblici del territorio per far sì che le competenze sviluppate e le attività svolte dentro la provincia siano sinergiche. Oggi, ad esempio, gli enti, a partire dai Comuni, hanno serie difficoltà da soli a portare a casa contributi, realizzare opere o garantire le risorse per il proprio territorio, perciò lasciare che ognuno faccia la sua parte senza una regia generale sembra ormai fuori tempo”.

 

L’accordo vedrà quindi la Provincia occuparsi di sviluppare i percorsi formativi più idonei, promuovere l’aggregazione dei fabbisogni degli enti e guidare il reperimento delle risorse finanziarie, mentre il Centro studi offrirà corsi e laboratori e strutturerà il piano formativo annuale. I costi? Proporzionati alla grandezza del Comune: si va dai 200 euro annui per i più piccoli ai 3.200 per i grandi come Belluno e Feltre - in un abbonamento che dà diritto di usufruire di quanti corsi si vuole (tra il centinaio annualmente offerti) per tutti i propri dipendenti, che in totale sul territorio ammontano a oltre un migliaio.

 

I Comuni, insomma, non provvederanno più da soli alla formazione. “Si tratta di un problema - prosegue Staunovo Polacco - che i sindaci denunciano da tempo: la difficoltà di reperire e formare personale in grado di gestire progetti complessi e opportunità come il Pnrr. Oggi ogni soggetto partecipa ai corsi autonomamente e manca uno scambio di formazione e informazione. Mettere invece a sistema tutto ciò fa sì che le persone non siano sole e si costruiscano soluzioni condivisibili e scambio di buone pratiche”.

 

L’accordo, inoltre, sarà funzionale a un’altra convenzione riguardante le opere pubbliche, in approvazione nelle prossime settimane, per assistere gli enti locali dall’ottenimento dei finanziamenti alla rendicontazione finale. Una novità, questa, piuttosto importante, perché dovrebbe permettere un più agevole accesso per i Comuni alle risorse esterne, delle quali c’è quanto mai bisogno.

 

Ma quali sono i temi su cui c’è oggi più bisogno di formazione? Si va dagli aggiornamenti in ambito economico-finanziario sul bilancio alla formazione nel settore opere pubbliche, fino al tema più cruciale: l'utilizzo di sistemi informatici, intelligenza artificiale e piattaforme pubbliche statali. Concretamente, saranno poi proposti progetti per l’innovazione, ad esempio in ambito di contrasto all'evasione fiscale locale (Imu/Tari) tramite incrocio di banche dati, di costituzione di Comunità energetiche rinnovabili, di presidio del rischio idrogeologico e gestione del patrimonio boschivo con strumenti Gis (Geographic information system), e servizi di prossimità contro lo spopolamento.

 

“Tutto ciò si innesta su quanto già oggi avviene - commenta Giovanni Piccoli, presidente Csb - ma con un salto di qualità. Lavoreremo infatti fianco a fianco con i Comuni per costruire percorsi su misura, a partire dalle competenze su Rup, appalti e transizione digitale che oggi mancano di più. Prendiamo quindi atto che ci sono esigenze, avanzate dagli enti locali, che richiedono percorsi di formazione non gestibili da piccoli enti da soli".

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