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Belluno
06 agosto | 12:20

Come gestire i fondi pubblici per rilanciare le aree rurali? Il progetto europeo per il governo di territori soggetti a spopolamento: tra i partner anche il GAL alto bellunese

Si chiama Interreg Europe RuralProof ed è un progetto europeo di quasi 2 milioni di euro pensato per affrontare il divario di sviluppo tra aree urbane e rurali. Coinvolti 9 partner di 8 Paesi europei, tra cui l’Italia con il Gal Alto Bellunese: Il Dolomiti ha incontrato il direttore Marco Bassetto e la project manager Elisa Bortot per farsi spiegare di cosa si tratta.

Come gestire i fondi pubblici per rilanciare le aree rurali?

BELLUNO. Un progetto per affrontare il ritardo nello sviluppo delle aree rurali: è la finalità di Interreg Europe RuralProof, che coinvolge 9 partner in 8 Paesi europei. Tra di essi l’Italia con il Gal Alto Bellunese, di cui il Dolomiti ha incontrato il direttore Marco Bassetto e la project manager Elisa Bortot per farsi spiegare di cosa si tratta.

 

In molti Paesi europei, il divario di sviluppo tra aree urbane e rurali è spesso sbilanciato a sfavore di queste ultime, contrassegnate da spopolamento, frammentazione dei servizi, infrastrutture carenti, basso potenziale economico e limitate opportunità di lavoro. “È comune ai partecipanti - spiega Bassetto - il fatto di operare a livello di politiche pubbliche o gestione di fondi in contesti con bassa densità abitativa e fenomeni di spopolamento, tipici anche del nostro territorio. L’obiettivo principale è scambiarsi esperienze virtuose di governance: ognuno fa conoscere agli altri le buone pratiche del proprio territorio per mostrare come si possono attuare al meglio progetti o pianificare risorse affinché si traducano in aiuti reali alla vivibilità”.

 

Il budget complessivo è di quasi 2 milioni di euro (1.903.188), dei quali 256.120 euro assegnati al Gal e il progetto durerà fino al 31 luglio 2029. Diverse le tipologie di partner coinvolti, da enti pubblici (figurano Ministeri e Regioni) ad associazioni, mentre tra i Paesi la maggior parte sono membri Ue (Italia, Irlanda, Ungheria, Polonia, Grecia e Lettonia) più Serbia e Albania in fase di adesione.

 

È un’iniziativa piuttosto tecnica, forse più per addetti ai lavori, ma permette di costruire un sistema di governo basato sulla cooperazione tra realtà, in un arricchimento reciproco che nel futuro si potrà tradurre in nuovi progetti per territori come Agordino, Cadore, Comelico, Zoldano e Valle del Boite. “Ci si concentra sul modo: condividiamo le buone pratiche - prosegue Bassetto - e visitiamo i Paesi per toccarle con mano. Nello specifico, noi cerchiamo di intercettare quelle che ci aiutano a rendere più efficace il modo in cui spendiamo i soldi del programma Leader”.

 

Si tratta di uno stanziamento di oltre 6 milioni di euro della Regione Veneto per il quinquennio 2023-2027, all’interno del quale il Gal porta avanti il programma T.r.a.c.c.e. (Territori resilienti e accoglienti per comunità coese - qui un esempio). Grazie a RuralProof, il Gal rivedrà T.r.a.c.c.e. con metodi innovativi per valutare l’efficacia delle politiche territoriali e sviluppare strategie di comunicazione per aumentare la visibilità delle opportunità di finanziamento. In particolare, sarà costruita una piattaforma (con dati ad esempio su imprese, startup, servizi) che restituisce lo stato di salute del territorio e dalla quale valutare gli interventi attuati. “Ad esempio - specifica - monitoriamo quanto si è riusciti a favorire l’avvio di imprese femminili e giovanili, o in che misura il finanziamento ai servizi ha accresciuto la capacità del territorio di svilupparsi. Così possiamo avere il polso dell’abilità di rendere efficaci gli investimenti pubblici”.

 

"L’apprendimento di tutto ciò - spiega Bortot - avviene tramite incontri tra i partner, visite in loco, workshop tematici, per migliorare le capacità professionali sia dei singoli partecipanti sia degli stakeholder coinvolti. Ognuno porta infatti con sé anche i propri partner, che per noi sono enti pubblici (Comuni, Provincia e Unioni montane) e privati (come le associazioni di categoria)”.

 

Ma quali sono queste buone pratiche? “Un problema comune - ammette - è la mobilità. Noi abbiamo portato gli esempi di servizio a chiamata Trillo e ‘Muoversi meglio in montagna’, oltre all’iniziativa regionale di trasporto sociale Stacco. A sua volta la Polonia ha portato un accordo fatto a livello provinciale con la rete ferroviaria nazionale per garantire sconti sui biglietti dell’autobus a chi ha acquistato quello del treno, il che ha generato un effettivo aumento nell’uso dei mezzi pubblici. Oppure la crisi abitativa, a cui l'Irlanda sta cercando soluzioni alternative come finanziare fino a 70mila euro la ristrutturazione di case disabitate a condizione che diventino prima residenza”.

 

Tutto ciò resterà disponibile per gli enti locali, che oltre ad aver sviluppato una preziosa rete di contatti con altre realtà europee, avranno la possibilità di consultare dati e pratiche per decidere come affrontare questioni inerenti la vivibilità locale sempre più cruciali.

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