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Trento
14 settembre | 21:45

Fusione impossibile tra Cavareno e Romeno, ma non piace la gestione associata? Ecco la "distrettualizzata", progetto pilota di 5 anni: "Soluzione a beneficio della comunità"

Il progetto di durata quinquennale prevede la condivisione dei servizi. Luce verde della Provincia alla gestione distrettualizzata con un finanziamento di 300 mila euro nel periodo 2026-30. L'assessora Zanotelli: "Valorizziamo le buone pratiche e la capacità dei territori di costruire insieme il proprio futuro"

Fusione impossibile tra Cavareno e Romeno, ma non piace la gestione associata?

TRENTO. La gestione distrettualizzata. Assomiglia alla gestione associata ma è una nuova sperimentazione in Trentino per cercare di strutturare i servizi e di rispondere anche alla carenza di personale nelle amministrazioni. Il progetto viene avviato in val di Non.

 

Negli anni scorsi c'è stata una stagione delle fusioni tra Comuni con l'obiettivo di razionalizzare le risorse e i servizi, sempre più difficili da mantenere in un contesto diventato complesso. 

 

Nonostante la forte spinta e le molte aggregazioni, sono rimaste realtà amministrative piccole e non sempre c'è la possibilità, per localizzazioni e motivi vari, di procedere in quella direzione.

 

In alcuni casi i vantaggi possono essere un maggiore peso specifico - politico e amministrativo - all'interno del territorio, anche a livello provinciale, così come la riduzione dei costi di gestione e di imposte, la possibilità di aver più facilità nel raggiungere incentivi e contributi, un'ottimizzazione dei servizi. 

 

Ma anche se le fusioni funzionano, può risultare difficile far digerire questa prospettiva, più complesse (e talvolta non molto fortunate) le gestioni associate e le Unioni.

 

Per questo a livello di Autonomie locali si è lavorato per mettere in campo servizi trasversali a supporto delle amministrazioni. Alcune iniziative si sono rivelate efficaci e, per esempio, oltre 80 Comuni hanno aderito nel tempo al servizio appalti, circa 120 quelli che si rivolgono al Cal per cedolini paghe e 160 per quello privacy. Intanto si è ragionato anche su altre soluzioni, purché il punto di partenza sia dal basso e non ci fossero imposizioni (Qui articolo).

 

Nasce così, viene spiegato, un'iniziativa spontanea e dalla visione comune dei territori il primo esempio di modello organizzativo tra enti locali basato sulla gestione distrettualizzata, deciso su base volontaria dalle amministrazioni.

 

Il progetto avviato dai Comuni di Cavareno e Romeno, che avrà una durata di cinque anni, coinvolge diversi ambiti, con l'obiettivo di valorizzare le risorse umane e strumentali, garantire una maggiore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa.

 

"Questo progetto dimostra come la collaborazione tra Comuni possa tradursi in soluzioni concrete e innovative a beneficio delle comunità", il commento dell'assessora Giulia Zanotelli. "E' una strada che intendiamo continuare a sostenere, valorizzando le buone pratiche e la capacità dei territori di costruire insieme il proprio futuro".

 

Un modello che viene seguito con interesse e accompagnato dalla Provincia, tanto che è stato ammesso un finanziamento da 300 mila euro per il periodo 2026-30 in attuazione di quanto condiviso con il Consiglio delle autonomie locali nell'ambito dell’integrazione del Protocollo d’intesa in materia di finanza locale 2026.

 

"L'accordo tra i Comuni di Cavareno e Romeno - aggiunge Zanotelli - rappresenta un progetto pilota e la dimostrazione di come la gestione integrata dei servizi possa coniugare vicinanza al cittadino, valorizzazione del personale e sostenibilità della spesa pubblica".

 

Per ora sono le uniche amministrazioni orientate a questa soluzione. Un tentativo di mettere a fattor comune alcuni servizi e rafforzare così la macchina pubblica degli enti locali.

 

"Si tratta di interventi puntuali previsti anche dal protocollo di finanza locale, una condivisione dei servizi e un modo per favorire progetti di riorganizzazione dei Comuni per superare situazioni di criticità", conclude Michele Cereghini, sindaco di Pinzolo e presidente del Consiglio delle autonomie locali

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