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Belluno
19 dicembre | 06:43

Gal Alto Bellunese, tempo di bilanci: 5,3 milioni di euro tra imprese e no profit, ma solo 500mila per 4 nuovi alloggi. Da febbraio la mappatura dell’emergenza casa

È tempo di bilancio per il Gal Alto Bellunese, che gestisce bandi e risorse su 40 Comuni. In particolare, c’è soddisfazione per l’impiego di buona parte degli oltre 6 milioni di euro stanziati dalla Regione Veneto per miglioramento di infrastrutture e servizi, creazione di reti sul territorio e sostegno a occupazione e imprese. Ancora poco, invece, alla residenzialità

BELLUNO. È tempo di bilanci anche per il Gal Alto Bellunese, che gestisce bandi e risorse in 40 Comuni della parte alta della provincia. In particolare, c'è soddisfazione per l’impiego di buona parte degli oltre 6 milioni di euro stanziati nel quinquennio 2023-2027 dalla Regione Veneto (programma Leader), volti al miglioramento di infrastrutture e servizi, creazione di reti sul territorio e sostegno a occupazione e imprese. Ancora poco, invece, va alla residenzialità.

 

Per la precisione, l'importo totale del Leader ammonta a 6,4 milioni di euro e, all’interno del un programma che prende il nome di Tracce (Territori resilienti e accoglienti per comunità coese), il Gal ha investito ad oggi 5.392.000 euro (con 20 bandi).

 

Come? Principalmente in tre ambiti: 1,7 milioni di euro per 40 imprese che hanno realizzato investimenti di sviluppo, 216 mila euro per 18 startup (soprattutto ristorazione, industria del legno, mobili e commercio al dettaglio) e 800 mila euro a 12 enti pubblici e no profit per servizi alla popolazione (ad esempio una ludoteca di Agordo, mezzi di trasporto per il volontariato  o servizi di supporto allo studio).

 

Accanto a Tracce, c’è poi la strategia CLLD Dolomiti Live 2021-2027, finanziata nell’ambito di Interreg VI-A Italia-Austria e comprendente i territori dell’alto Bellunese, della Comunità comprensoriale Val Pusteria e dell’Osttirol. Qui la dotazione è di poco superiore a 5 milioni di euro (5.156.837,29), dei quali nel Bellunese sono stati attuati progetti soprattutto a carattere formativo e di valorizzazione culturale per 2.167.924 euro.

 

In tutto ciò, però, rimane un tasto dolente: la residenzialità. In quest’ambito, è stata promossa all’interno del Leader una nuova forma di programmazione.

 

"Si tratta - spiega il direttore Marco Bassetto - dei Progetti di comunità, che prevedono di mettere insieme più bandi all’interno di un piccolo territorio per sviluppare un dato servizio. Noi li abbiamo voluti sfruttare per trovare residenze a chi lavora nel settore pubblico, in particolare insegnanti, personale medico e dipendenti comunali".

 

Due i progetti in tal senso. Uno in Centro Cadore (Comuni di Perarolo e Auronzo) per 260 mila euro, l'altro in Comelico (Comelico Superiore e San Pietro) per 240 mila euro: in totale quattro nuovi alloggi. Si sta inoltre uscendo con un bando per altri tre alloggi tra la Val di Zoldo e il Longaronese. Ben poca cosa, verrebbe da dire, se confrontati con gli oltre 6 milioni di euro di cui sopra.

 

"I finanziamenti - spiega Bassetto - sono dati in base a filoni pre-assegnati da Regione ed Europa e la residenzialità non era prevista. Grazie ai Progetti di comunità, il Gal ha promosso gli interventi in Centro Cadore e Comelico, ma va detto che il nostro budget è pur sempre limitato rispetto all’effettivo bisogno. Inoltre noi facciamo per natura sperimentazioni pilota: tali progetti di comunità sono degli apripista? Ad oggi non so dirlo, ma per quanto piccoli, hanno attivato un dibattito in merito alla ricognizione di altri alloggi. Insomma, sono tasselli di un lavoro corale che stiamo cercando di mettere a sistema per capire quanto bisogno c’è e qual è la possibilità di intervento".

 

Per questo, partirà a febbraio anche una mappatura di dettaglio su 18 Comuni, realizzata con Università di Padova e Iuav. "Ci siamo accorti - conclude - che per il settore pubblico non abbiamo dati precisi su quante persone hanno bisogno di alloggio e di che tipologia. Tale mappatura farà chiarezza e permetterà poi di indagare con i Comuni il possibile recupero di patrimonio pubblico".

 

Budget totale di tale progetto è di 81.371 euro: i primi dati saranno disponibili nell’estate 2026 e in autunno sarà fatto il censimento per gli alloggi potenzialmente riconvertibili. Iniziativa che si somma al protocollo promosso dalla Provincia di Belluno, con Consorzio Bim Piave, Gal Prealpi Dolomiti e Gal Alto Bellunese, finalizzato a fare sintesi delle iniziative in atto sul territorio (Qui l'articolo). Chissà che, in tutto questo indagare, si passi poi all’azione e si metta mano realmente all’emergenza abitativa, perché sette nuovi alloggi sono davvero pochi.

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