Val Campelle, parte il nuovo piano di mobilità ma non mancano le criticità. La lettera: “Bene limitare gli accessi, ma così si disincentiva il turismo sostenibile"
Dall'1 agosto è partita la fase sperimentale del nuovo Piano di mobilità in Val Campelle, nel Comune di Scurelle. Pensato per ridurre il traffico veicolare e tutelare l’equilibrio naturale dell’area, presenta però alcune criticità: a scriverci è una lettrice, di cui pubblichiamo la lettera al Comune, scritta nella speranza che possa essere accolta per migliorare la gestione degli accessi e, soprattutto, tutelare un turismo che sia davvero sostenibile

SCURELLE. “Un territorio incontaminato è meta ambita per gli amanti della natura finché resta, appunto, incontaminato. Così, per salvaguardare territori vulnerabili, sia in senso prettamente ecologico sia con un occhio al turismo sostenibile, si rende necessario mettere in atto piani di regolazione degli accessi che rischiano di essere impopolari e, di conseguenza, controproducenti. È questo, a nostro parere, il rischio che corre il Comune di Scurelle con il nuovo piano di mobilità della Val Campelle”.
Si apre così la lettera inviata alla nostra redazione da una lettrice, la docente Francesca Noceti, in passato residente a Castel Ivano e tuttora frequentatrice delle montagne trentine nonché futuro Accompagnatore di media montagna. Ci ha contattati in merito all’adozione - per ora sperimentale - del nuovo Piano di mobilità in Val Campelle (a pochi chilometri dalla Ss47 della Valsugana, nel Comune di Scurelle).
Ecco dunque la lettera, pensata non in ottica di mera critica ma nella speranza che i suggerimenti contenuti possano migliorare la fruibilità dell’area salvaguardandone, allo stesso tempo, la vulnerabilità.
“Situata nel territorio del Comune di Scurelle, la Val Campelle è, come si legge sul sito, ‘uno dei principali corridoi di accesso al Gruppo del Lagorai, la catena montuosa fra le mete più ambite per l’amante della natura incontaminata’. Proprio con l’obiettivo di preservare il valore ambientale e naturalistico della valle, a partire dal 1 agosto 2026 è stato reso operativo un nuovo Piano di mobilità che, si legge ancora, negli ultimi anni ‘ha registrato un costante aumento delle presenze turistiche, soprattutto durante i mesi estivi e invernali. Una crescita importante che ha reso necessario ripensare la gestione della viabilità’. A fronte di alcune criticità riscontrate (aumento del traffico veicolare, parcheggi irregolari, abbandono di rifiuti, accensione incontrollata di fuochi) il Comune ha messo in atto un progetto di gestione degli accessi che vede nel mese di agosto 2026 una fase di sperimentazione, in vista dell’attuazione definitiva nel 2027.
In sintesi, sono stati approntati due parcheggi a pagamento in località Hotel (a 2 km dal Ponte Conseria, dove parte la maggior parte dei sentieri), con una capienza complessiva di circa 130 posti. Da lì non più possibile proseguire in auto, ma solo a piedi, in bicicletta o con una navetta elettrica gratuita, attiva dalle 7 alle 17. Se per i residenti del Comune l’accesso resta consentito (gratuitamente), per tutti gli altri vengono stabilite regole, tariffe e modalità che, proprio in virtù della dichiarata fase di sperimentazione, potrebbero essere migliorate e rese più efficienti.
Rimandando al sito per il dettaglio del piano di mobilità, riteniamo che l’attuale progetto presenti numerose criticità che potrebbero sia vanificare l’impegno del Comune nella direzione della sostenibilità ambientale, sia ridurre a tutti gli effetti la frequentazione della Valle, con evidente danno per gli operatori turistici locali: due rifugi alpini (Rifugio Conseria e Rifugio Caldenave), due strutture ricettive accessibili in auto (Rifugio Carlettini e Albergo Sat Lagorai), numerose baite in affitto, due case-vacanza e due malghe (Agritur Malga Casarina e Malga Cenon di Sopra).
Tra i punti deboli del piano c’è innanzitutto la capienza ridotta dei nuovi parcheggi. Così, ad esempio, aver prenotato un pernottamento in uno dei due rifugi alpini non garantisce che si potrà salire in auto e trovare parcheggio. Lo scorso fine settimana (8-9 agosto), una volta occupati tutti i posti disponibili del parcheggio a pagamento, chi tentava di salire in Val Campelle ha trovato un cartello assai poco accogliente che, di fatto, sconsigliava l’accesso con l'avviso di ‘parcheggio esaurito’. Con buona pace dei prenotati per il pernottamento in rifugio. Un altro problema che si è già verificato in queste prime settimane è legato al fatto che il pagamento deve avvenire anticipatamente (con obbligo di esposizione del tagliando sul cruscotto dell’auto). Come gestire la modifica imprevista del tempo di permanenza in valle? Due escursionisti che nei giorni scorsi avevano parcheggiato prevendendo di restare due giorni, avevano poi avuto l’opportunità di prolungare la loro vacanza, ma non sapevano come modificare ‘da remoto’ il ticket (e il tagliando esposto).
Un’altra criticità rilevata è la posizione del nuovo parcheggio. Guido Trevisan, gestore del rifugio Caldenave, apprezza l’idea di ridurre il numero di auto nella valle. “Però la posizione attuale del parcheggio - commenta Trevisan - non risolve il problema, perché il traffico continua a impattare sull’alta valle, che è l’area più vulnerabile. Chiudere più in basso, ad esempio all’altezza di Pra Tomei, poco sopra il ristorante Crucolo, sarebbe una soluzione decisamente più sostenibile”.
Ma non ci sono solo i rifugi alpini. Fernanda Tomio gestisce da molti anni, insieme al marito Enzo, il Rifugio Carlettini, raggiungibile in auto e situato alla testa della valle, a monte del nuovo parcheggio a pagamento. La struttura, aperta quasi tutto l’anno – ad eccezione del solo mese di novembre – rappresenta uno storico presidio di questo prezioso territorio. Il rifugio ha un parcheggio privato di circa 50 posti. Da sabato 1 agosto, primo giorno di operatività del nuovo piano di mobilità della Val Campelle, Fernanda è stata letteralmente ‘assalita’ dagli escursionisti che chiedono di poter utilizzare il parcheggio del Carlettini (che, in quanto privato, rimane sempre accessibile). “Non posso dire di sì a tutti - dice Fernanda - perché da una parte vanificherei il lavoro del Comune, dall’altra non avrei più posto per i miei clienti. Cosa dico poi a quelli che salgono per mangiare e soggiornare qui da me?”.
Qualcuno certo storce il naso al pensiero di dover pagare per il parcheggio. Ma molte valli alpine ormai chiedono un ‘pedaggio’ e non è irragionevole che il ticket sia introdotto come modalità di regolazione degli accessi. Pensando però alla qualità del turismo che si desidera incentivare, forse varrebbe la pena che il Comune prestasse un occhio di riguardo agli escursionisti ‘hard’ (quelli che macinano chilometri e dislivello e si divertono a fare fatica). Questi utenti della montagna sono una risorsa per il territorio perché lo esplorano con rispetto e non lo ‘consumano’ semplicemente. Arrivano all'alba (ben prima delle 7), stanno in giro tutto il giorno, rientrano al tramonto (ben dopo le 17). Per loro i chilometri di asfalto da fare in più, scarponi ai piedi, sono solo un fastidioso disservizio, non un valore aggiunto – e che sia così si percepisce dai commenti sui social all'iniziativa del Comune.
Allora, ecco un altro suggerimento di miglioramento del progetto: permettere agli escursionisti che arrivano prima dell'orario di operatività della navetta di accedere liberamente alle aree di sosta più in alto. Ciò potrebbe essere fatto ad esempio con una sbarra ‘intelligente’ che emette ticket gratuiti prima di una data ora.
Confidiamo che il Comune di Scurelle voglia accogliere queste critiche, che si intendono sinceramente costruttive. Perché la Val Campelle resti sì incontaminata, ma anche accogliente e ospitale”.


















