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Belluno
29 dicembre | 13:34

Pur di fare la pista da bob a Cortina va bene anche un impianto ''light''? Per Salvini questa è ''l'Italia che non molla'' ma rischia di essere la solita Italia dei grandi eventi

Quando tutti avevano detto che non aveva senso spendere oltre 120milioni di euro per uno sport che in Italia praticano in meno di 30 persone, lasciando alla comunità ampezzana sul groppone un budello che avrebbe consumato oltre mezzo milione di euro alla collettività ogni anno solo per restare in funzione si rischia di gettarsi in un progetto ''alleggerito'' che però conserva tutti gli stessi elementi di criticità. Lacasella: ''Anche in questo caso, ci si serve della comunità per sostenere un progetto elitario, destinato a un pugno di atleti e decisamente oneroso per il portafoglio pubblico''

BELLUNO. Se ne parla da qualche giorno e il ministro alle infrastrutture Salvini ha addirittura parlato di ''Italia che non molla''. Quel che è certo è che l'Italia quando c'è da sbagliare (ovviamente con i soldi pubblici e a spese delle comunità) è bravissima e anche quando l'errore lo stava per evitare avendo il tempo per fare un figurone (forti del motto ''Olimpiadi sostenibili'' c'era tutto il tempo di appoggiarsi su strutture già esistenti come Innsbruck spiegando proprio che si voleva evitare sprechi e danni permanenti) tornano in campo i nostri straordinari politici ed ecco che la frittata, se possibile, la si rischia di fare ancora più grande.

 

La vicenda del bob a Cortina è emblematica in questo senso. Quando tutti avevano detto che non aveva senso spendere oltre 120milioni di euro per uno sport che in Italia praticano in meno di 30 persone, lasciando alla comunità ampezzana sul groppone un budello che avrebbe consumato oltre mezzo milione di euro alla collettività ogni anno solo per restare in funzione, quando nessuna azienda si era presentata per realizzare quell'opera perché i tempi erano troppo stretti, quando anche il Cio aveva detto non fatela perché il gioco non vale la candela ecco il colpo di scena. 

 

In meno tempo, grosso modo con le stesse risorse, ne faremo una più ''asciutta'', nello stesso posto. Quindi, di fatto, i problemi che c'erano prima sul piatto restano tutti solo l'opera sarà meno strutturata e pensata. Per Salvini è questa ''l'Italia che non molla''.  La certezza, al momento, è che mancano 3 anni alle Olimpiadi Milano-Cortina e che le discipline del budello (slittino, bob e skeleton) ancora non hanno una casa. Non c'è ancora un cantiere aperto e non si sa nemmeno ancora il luogo dove verranno ospitate (quando, comunque, a livello internazionale il dibattito sul tenerle o meno ancora come discipline olimpiche è aperto visto che l'importanza delle infrastrutture che servono per disputare le gare è di ostacolo anche solo per presentare le candidature). 

 

Ma in questi giorni viene rilanciata la notizia che si starebbe pensando a un struttura ''light'' rispetto all'originale con edifici e servizi ridotti. Ne ha dato notizia il Corriere delle Alpi e in questi giorni rimbalza anche sui siti di sport. Eurosport ha spiegato che comunque ''l'ultima parola spetterà al CIO, che dovrà approvare il progetto'' aggiungendo che ''entro pochi giorni sarà pubblicato il bando per la costruzione del nuovo impianto a Cortina d'Ampezzo. Sono previsti quindici giorni per recepire le offerte e altri quindici per aggiudicarsi la gara. Sarà un intervento light, con la riduzione degli edifici per tagliare i costi. La mossa è stata fortemente voluta da Luca Zaia (presidente del Veneto) e Matteo Salvini (vicepresidente del consiglio e ministro delle infrastrutture). L'inizio dei lavori è previsto per metà febbraio, con 607 giorni di cantieri invece che 807. L'omologazione della pista avverrà invece nella prima settimana di settembre 2025 con il test event il primo ottobre, seguito dalla conclusione dei lavori''.

 

Pietro Lacasella, che era stato tra i sostenitori della manifestazione per chiedere lo spostamento della pista a Innsbruck e protagonista, assieme a Marco Albino Ferrari per il Dolomiti di questo video-servizio, ha commentato così sulla sua seguitissima pagina Facebook AltoRilievo/VocidiMontagna

 

Bob: Salvini rilancia Cortina -

"L'Italia che non molla" sarebbe un bel titolo se la tenacia dimostrata, quasi ostentata, riflettesse politiche a sostegno delle esigenze comunitarie. Invece, anche in questo caso, ci si serve della comunità per sostenere un progetto elitario, destinato a un pugno di atleti e decisamente oneroso per il portafoglio pubblico.

 

Insomma: non si molla la presa sulla pista da bob di Cortina. I costi di realizzazione del nuovo progetto, promosso dal Ministro Matteo Salvini, rimangono invariati pur trattandosi di un'infrastruttura di carattere più snello. Questo ovviamente per ingolosire le imprese.

 

"Via la copertura della pista, via qualche edificio, via le tribune per il pubblico, via i piazzali, il bar e un po’ di strade di raccordo."

 

Così Giuseppe Pietrobelli descrive il nuovo progetto sul Fatto Quotidiano, aggiungendo poi un dettaglio che evidenzia il nostro rapporto distorto con gli alberi: "Mezzo ettaro di bosco in meno divorato dalle ruspe, ma anche una bella sforbiciata alle mitigazioni ambientali."

 

Un progetto "light", insomma, che tuttavia solleva numerose perplessità: i tempi risicati per ultimare l'opera, il rischio per gli atleti (esposti a una pista che, causa tempi ristretti, svolgerà i test event a ridosso delle Olimpiadi), gli elevati costi di manutenzione annua, il pericolo che il bando di gara vada un'altra volta deserto, ma soprattutto il futuro dell'impianto a Olimpiadi terminate.

 

Se già in precedenza dilagava l'incertezza sulla longevità della pista, con il progetto "light" avallato da Matteo Salvini, la preoccupazione che si stia seguendo una logica "usa e getta" aumenta vertiginosamente.

 

Le sorti del progetto passano comunque attraverso il Comitato Olimpico Internazionale, ma anche attraverso di noi, che dobbiamo tenere accesi i riflettori sul tema per scongiurare un investimento insensato; per dimostrare che siamo noi l'Italia che non molla.

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