Pista da bob, l'attacco di Alleanza Verdi e Sinistra: "L'opera è uno scandalo nazionale e simbolo dell'irresponsabilità governo. Ci appelliamo al Cio per evitare sprechi"
Resta alta la tensione sulla possibilità di realizzare la pista da bob a Cortina per le Olimpiadi 2026. Luana Zanella: "Ci chiediamo quale impresa possa partecipare dato che dovrebbe costruire rapidissimamente, per renderla agibile completamente entro il marzo 2025, una opera del valore di 81 milioni"

CORTINA D'AMPEZZO. "La costruzione di una pista da bob è diventata il simbolo di un governo irresponsabile". Così Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera. "Noi ci siamo appellati al Cio, perché temiamo i disastri dell'esecutivo a Roma, sprechi e il discredito internazionale".
Resta alta la tensione sulla costruzione dell'impianto che sarebbe funzionale alle Olimpiadi 2026. Dopo i bandi andati a vuoto e le trattative private non decollate, il progetto sembrava destinato a finire nel cassetto dopo che Malagò durante una sessione Cio ha spiegato che le gare sarebbero state spostate all'estero.
Si è parlato di riqualificare Cesana, mentre il Veneto però ha iniziato a spingere per avere più gare e ha tenuto aperta la porta a riprendere il discorso sulla pista Eugenio Monti. Nelle scorse settimane l'opera è stata rilanciata dal ministro Matteo Salvini. E' arrivato in questa direzione anche il bando di gara per il progetto light.
"Il Comitato olimpico internazionale - continua Zanella - ha stabilito criteri e condizioni da molto tempo, qui si è preferito fare una gara tra Cortina e Cesana: la prima esclusa da un nostro ordine del giorno votato alla unanimità alla Camera, l’altra abbandonata al degrado".
Nei mesi scorsi la Corte dei Conti del Veneto aveva aperto un fascicolo contro ignoti per valutare la decisione di non realizzare la pista e i parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 stelle hanno presentato un esposto ai giudici contabili. L'ipotesi di realizzare un impianto che potrebbe seguire il destino di quello di Torino 2006 continua a preoccupare associazioni e cittadini.
"Dopo il fallimento di una gara pubblica e di una trattativa privata, ora siamo di fronte a una nuova asta alla quale ci chiediamo quale impresa possa partecipare dato che dovrebbe costruire rapidissimamente, per renderla agibile completamente entro il marzo 2025, una opera del valore di 81 milioni", conclude Zanella.













