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Belluno
31 dicembre | 10:24

Cortina dopo il nuovo bando per la pista da bob, il Cio risponde ai parlamentari: ''Non serve costruirne una nuova. Nessuna 'legacy' per il territorio''

Zaia e Salvini si sono incaponiti su quest'opera e nonostante esistano già strutture su cui si potrebbe puntare (una su tutte Innsbruck ma i tempi stringono e se l'Italia perderà ancora tempo si chiuderà anche questa possibilità) il bando è stato lanciato e la scadenza è per il 18 gennaio. Il presidente della commissione del Cio che si occupa dei Giochi 2026 ha risposto alla lettera dei parlamentari di Avs e M5s che esprimevano preoccupazione per la strada intrapresa dal Governo

CORTINA. ''Come già è stato evidenziato, il Comitato Olimpico Internazionale mantiene una posizione chiara in merito alla materia dello Sliding Center sottolineando che la costruzione o ricostruzione di una nuova venue non è ritenuta essenziale per le gare di bob, slittino e skeleton di Milano Cortina 2026''. Questo è Kristin Kloster, capo della commissione che si occupa dei Giochi italiani del Cio in merito al tentativo di rilancio per la realizzazione della pista da bob per le olimpiadi 2026 a Cortina.

 

Dopo che era risultato chiaro che quella pista da bob per Cortina avrebbe rappresentato un danno e non una risorsa, dopo che nessuna ditta aveva deciso di realizzare l'opera, dopo che era stato acclarato che tempi tecnici per realizzarla e ''legacy'' (l'eredità per il territorio) non esistevano, pochi giorni fa è stato pubblicato un nuovo bando che di fatto conferma la spesa folle per un'opera semplicemente più scarna ma che non cancella nemmeno uno dei problemi che esistevano prima. Perché il nocciolo del problema è che spendere decine di milioni di euro sforando le centinaia, per uno sport che in Italia praticano in meno di 30 persone è contrario proprio a quel principio di ''eredità'' da lasciare ai Paesi ospitanti che smuove i Giochi in epoca moderna.  

 

Uno sport che non ha nessuna ricaduta sul territorio e anzi rischia di mettere in ginocchio le amministrazioni locali che dovranno poi trovarsi negli anni a gestire e a mantenere questa struttura (si è parlato di una spesa annua di almeno 600mila euro anche se questa spesa potrebbe salire ancora e per un comune come Cortina significa una perdita colossale dalle casse pubbliche). Nelle scorse ore un grido d'allarme sarebbe arrivato anche dal consiglio comunale di Cortina (il FattoQuotidiano ieri titolava un articolo così: ''Olimpiadi, la pista da bob a Cortina e gli incubi del sindaco: “Per gli impegni presi rischiamo il default del Comune”). Zaia e Salvini, però, si sono incaponiti su quest'opera e nonostante esistano già strutture su cui si potrebbe puntare (una su tutte Innsbruck ma i tempi stringono e se l'Italia perderà ancora tempo si chiuderà anche questa possibilità) il bando è stato lanciato e la scadenza è per il 18 gennaio (QUI ARTICOLO).

 

E' passato un giorno ma ecco la lettera del Cio che, di fatto, richiude la porta in faccia a quest'opera ribadendo che è chiaro che al territorio non lascerà eredità positive e dunque che non ha senso proseguire in questo senso. Questo il testo della lettera scritta in risposta a Francesco Silvestri, capogruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, e Luana Zanella, capogruppo di Verdi e Sinistra Unita che avevano chiesto numi al Comitato olimpico interanzionale. 

 

''Come già è stato evidenziato, il Comitato Olimpico Internazionale mantiene una posizione chiara in merito alla materia dello Sliding Center sottolineando che la costruzione o ricostruzione di una nuova venue non è ritenuta essenziale per le gare di bob, slittino e skeleton di Milano Cortina 2026''. E ancora: ''È cruciale ripetere che la potenziale realizzazione di uno Sliding Center, oltre agli altri lavori infrastrutturali, riguarda investimenti pubblici che ricadono al di fuori delle competenze del comitato organizzatore, Fondazione Milano Cortina 2026. In linea con le raccomandazioni dell’Agenda Olimpica 2020 il Cio è stato inequivocabile nel sostenere che nessun impianto permanente dovrebbe essere costruito senza un chiaro e visibile piano di legacy. Questa posizione, già espressa in un rapporto del 2019, e reiterata durante le recenti discussioni riguardanti lo Sliding Center di Cortina, riguarda anche Cesana. La mancanza di opportunità di lascito ha portato all’abbandono dell’impianto costruito per Torino 2006 solo 6 anni più tardi''.

 

Dunque il Cio porta in luce anche un esempio di lavoro fatto male che riguarda una precedente olimpiade italiana, quella di Torino del 2006. Anche in quel caso il buco più grande (perché molte infrastrutture sportive sono andate in rovina) fu causato dalla pista da bob. ''Il Cio crede fermamente che il numero esistente di impianti sia sufficiente per l’attuale numero di atleti e competizioni di bob, slittino e skeleton. - completa il Cio - Solo gli impianti esistenti e già operanti possono essere considerati, a causa dello scarso tempo che rimane per i Giochi 2026”. 

 

''Ora attendiamo la fine di gennaio 2024 per una decisione definitiva che dovrà essere coerente con le indicazioni del Cio - commenta la parlamentare Luana Zanella - sostenibile economicamente e ambientalmente e rispettosa dei territori, non rispondere a interessi forti di breve periodo, incuranti degli effetti disastrosi e permanenti. Soprattutto dopo che proprio venerdì è stato reso noto l’avvio di una nuova gara - la prima è andata deserta, così come la successiva procedura ristretta - per la costruzione della pista a Cortina, scelta irresponsabile che scongiuriamo abbia seguito”. 

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