"Pista da bob a Cortina, l'ottimismo di Zaia si scontra con le caute dichiarazioni della Fondazione Milano-Cortina", i dubbi di Europa Verde in consiglio regionale
Durante il Consiglio regionale, i consiglieri Renzo Masolo e Andrea Zanoni hanno portato all’attenzione i timori per la realizzazione delle infrastrutture. A partire dalle contraddizioni tra le dichiarazioni sulla pista da bob: "L'ottimismo di Zaia non collima con le più caute dichiarazioni della Fondazione Milano Cortina 2026: qual è la verità?"

CORTINA D’AMPEZZO. Preoccupazione per le opere olimpiche: durante l’ultimo Consiglio regionale del Veneto, i consiglieri Renzo Masolo e Andrea Zanoni di Europa Verde hanno portato all’attenzione i timori per la realizzazione delle infrastrutture legate all’evento, che appaiono in ritardo e sempre più impattanti sul territorio. A partire dalle contraddizioni nelle dichiarazioni sulla pista da bob: l'ottimismo di Zaia, affermano i proponenti, non collima con le più caute dichiarazioni del board della Fondazione Milano Cortina 2026: qual è la verità?
Mentre crescono i costi complessivi, destano perplessità anche le tempistiche della realizzazione delle opere e gli impatti che già si stanno verificando sul territorio. “Questa interrogazione - afferma Masolo - riporta la preoccupazione dei cittadini rispetto all’andamento dell'organizzazione delle prossime Olimpiadi. Preoccupazione condivisa anche da Giovanni Malagò, presidente del Coni, il quale poche settimane fa dichiarava che “dobbiamo essere onesti: siamo consci della responsabilità e non vogliamo alibi, ma ci siamo trovati in percorso molto più complesso di un mondiale o un Expo”. Così Andrea Vernier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina, ha ribadito come si stanno monitorando le opere più critiche, che saranno consegnate a ridosso dell’evento, aggiungendo che, pur essendo a Cortina il progresso eccezionale, dobbiamo arrivare a certezza assoluta”.
Dall’altro lato, però, dichiarazioni di altro tono dalla politica: “Il presidente Zaia, invece, ha sempre palesato grande ottimismo - prosegue Masolo - dichiarando che il cantiere da 118 milioni di euro è addirittura più avanti del cronoprogramma, ma al contempo pare voglia suggerire che, se la pista da bob non dovesse essere realizzata in tempo restando in piedi l’ipotesi di utilizzo della quella di Lake Placid, si arriverebbe a sanatoria per le olimpiadi giovanili. A fronte di questa contraddittorietà, è necessario un chiarimento: qual è ad oggi la situazione dei lavori?”
“La realizzazione dell'impianto dello sliding center - risponde Elisa De Berti, vice presidente della Regione - è di competenza del commissario straordinario e amministratore delegato della Società infrastrutture Milano Cortina 2026 (Fabio Saldini). Lo sliding center Eugenio Monti è stato testato con successo nella settimana dal 24 al 28 marzo 2025 da circa 60 atleti che hanno partecipato alle prove di pre-omologazione. Il completamento della copertura e di tutti gli impianti adiacenti alla pista è previsto per novembre 2025, con successiva omologazione e consegna alla Fondazione Milano Cortina nel 2026. Ad oggi non vi sono ritardi nel cronoprogramma”.
Tutto bene dunque? Non secondo Masolo, che ribadisce come “se la pre omologazione è stata attuata, è anche vero che il percorso è ancora lungo. Infatti, si va a novembre 2025, molto a ridosso delle Olimpiadi: continueremo perciò a monitorare la situazione, vista la rilevanza dell’investimento. Nello stesso tempo però - aggiunge il consigliere - porto anche la voce di chi è preoccupato per tante altre cose”.
Diverse le puntualizzazioni fatte in conclusione, temi che hanno interessato le cronache di questi giorni e che continuano a tenere alta l’attenzione attorno alle Olimpiadi. Anzitutto, il presunto sabotaggio della pista da bob, che già la consigliera Roberta De Zanna aveva definito una strumentalizzazione: “Ad oggi - fa notare Masolo - non abbiamo sentito nessuno dei grandi esponenti che accusavano gli ambientalisti di sabotaggi chiedere umilmente perdono anche solo per averlo pensato. Chiedere almeno scusa sarebbe un segno di signorilità”.
Non mancano infine la proroga dei lavori di ristrutturazione del trampolino di Zuel, per i quali l'investimento pubblico è di 10 milioni di euro e che non saranno completati in tempo, il villaggio olimpico e la funivia di Socrepes. “Inoltre - conclude - siamo preoccupati perché il famoso trampolino di Zuel, che doveva dare il benvenuto ai giochi olimpici, sarà pronto solo nel marzo 2026. Il memoriale Eugenio Monti sarà invece pronto nel 2027, mentre il villaggio olimpico sarà costruito con la ghiaia del lago di Auronzo, comportando il transito di 1.100 camion verso Cortina. Infine, la funivia di Socrepes, da 25 milioni di euro, anche in questo caso è prevista su una zona franosa. Ribadiamo quindi la nostra preoccupazione generale”.












