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Belluno
08 giugno | 12:03

Olimpiadi Milano-Cortina 2026, cresce la protesta. Il Comitato civico contro la cabinovia Apollonio-Socrepes: “Una violenza al nostro territorio”

L'Associazione Comitato Civico Cortina si è fatta portavoce delle preoccupazioni dei cittadini e ha inviato una lettera alle società interessate alla costruzione dell’impianto, l’italiana Leitner di Vipiteno, l’austriaca Doppelmayr, e la francese MND, esprimendo le proprie osservazioni al progetto chiedendo che siano tenute in considerazione nella valutazione di partecipazione al bando

Foto archivio
Foto archivio
di Redazione

BELLUNO. La realizzazione dell’impianto a fune previsto nell’ambito dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, la cabinovia Apollonio/Socrepes a Cortina d’Ampezzo, sta preoccupando associazioni e cittadini.

 

L'Associazione Comitato civico Cortina ha deciso nei giorni scorsi di pubblicare una lettera con la quale sottolinea la propria contrarietà all'intervento. “Lo riteniamo una violenza al nostro territorio e uno sfregio ambientale. I rischi connessi alla costruzione e al successivo esercizio dell’impianto sono elevati e dichiarati in tutti documenti tecnici, e non vi nascondiamo la preoccupazione per il possibile lascito di guai e problemi”.

 

Nella lettera dell'associazione viene ricordato come il Comune di Cortina d’Ampezzo abbia appena ricevuto la “bandiera nera” di Legambiente (simbolo di Natura violata: il prezzo di un progresso superato) proprio per la cabinovia Apollonio-Socrepes.

 

Nel dossier, viene definita “un’infrastruttura dall’impatto ambientale significativo e dalle molte criticità nel cuore delle Dolomiti”.

 

Nonostante le quattordici prescrizioni ambientali previste per mitigare gli impatti del cantiere e dell’opera sull’ecosistema cortinese, spiega l'associazione Comitato Civico Cortina nella lettera “ restano forti preoccupazioni per le conseguenze paesaggistiche e ambientali del progetto. L’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali ha evidenziato problematiche legate alla sicurezza idraulica e alla stabilità dei versanti, indicando la necessità di ulteriori approfondimento per garantire la sostenibilità dell’opera”. 

 

Qui la lettera

 

 

 

  

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