Olimpiadi Milano-Cortina 2026, cresce la protesta. Il Comitato civico contro la cabinovia Apollonio-Socrepes: “Una violenza al nostro territorio”
L'Associazione Comitato Civico Cortina si è fatta portavoce delle preoccupazioni dei cittadini e ha inviato una lettera alle società interessate alla costruzione dell’impianto, l’italiana Leitner di Vipiteno, l’austriaca Doppelmayr, e la francese MND, esprimendo le proprie osservazioni al progetto chiedendo che siano tenute in considerazione nella valutazione di partecipazione al bando

BELLUNO. La realizzazione dell’impianto a fune previsto nell’ambito dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026, la cabinovia Apollonio/Socrepes a Cortina d’Ampezzo, sta preoccupando associazioni e cittadini.
L'Associazione Comitato civico Cortina ha deciso nei giorni scorsi di pubblicare una lettera con la quale sottolinea la propria contrarietà all'intervento. “Lo riteniamo una violenza al nostro territorio e uno sfregio ambientale. I rischi connessi alla costruzione e al successivo esercizio dell’impianto sono elevati e dichiarati in tutti documenti tecnici, e non vi nascondiamo la preoccupazione per il possibile lascito di guai e problemi”.
Nella lettera dell'associazione viene ricordato come il Comune di Cortina d’Ampezzo abbia appena ricevuto la “bandiera nera” di Legambiente (simbolo di Natura violata: il prezzo di un progresso superato) proprio per la cabinovia Apollonio-Socrepes.
Nel dossier, viene definita “un’infrastruttura dall’impatto ambientale significativo e dalle molte criticità nel cuore delle Dolomiti”.
Nonostante le quattordici prescrizioni ambientali previste per mitigare gli impatti del cantiere e dell’opera sull’ecosistema cortinese, spiega l'associazione Comitato Civico Cortina nella lettera “ restano forti preoccupazioni per le conseguenze paesaggistiche e ambientali del progetto. L’Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali ha evidenziato problematiche legate alla sicurezza idraulica e alla stabilità dei versanti, indicando la necessità di ulteriori approfondimento per garantire la sostenibilità dell’opera”.
Qui la lettera












