Parco di Lambioi, i dubbi del Pd: “Si tuteli l’interesse pubblico”. Dopo l’ex Agip, continuano le perplessità dei cittadini sui lavori in città
Sull’ormai eterno cantiere al parco fluviale di Lambioi interviene il Pd di Belluno, che esprime dubbi rispetto a recenti dichiarazioni secondo le quali il Comune non potrebbe garantire la gestione ordinaria dell’area.

BELLUNO. Parla di “elementi di incertezza che meritano attenzione” il Partito democratico bellunese nel puntare i riflettori sul lungo cantiere del parco fluviale di Lambioi.
“Esprimiamo una sincera preoccupazione in merito alle dichiarazioni dell’assessore Paolo Gamba - scrive infatti in una nota - perché le poche informazioni disponibili evidenziano elementi di incertezza, soprattutto alla luce delle tempistiche: dopo mesi di ritardo, la scadenza dei collaudi di giugno è prossima e il rischio di complicazioni, anche sotto il profilo dei finanziamenti, non può essere sottovalutato”.
Il collaudo va infatti fatto entro giugno, visto che si tratta di fondi Pnrr. In questi mesi, passeggiando al parco Emilio, ridotto a pochi spazi verdi per fare posto ai camper e, andando verso il Piave, al nuovo discutibile sottopassaggio, si è sempre notato un procedere a rilento dei lavori. Ora però sarebbero finiti quelli del parco fluviale: manca solo la parte camper. “Quella del parco fluviale della Piave - prosegue il partito - è un’opera attesa e importante per la città ed è interesse di tutti che si forniscano aggiornamenti trasparenti sullo stato di avanzamento dei lavori e sui tempi di restituzione dell’area ai cittadini”.
Le perplessità quindi non mancano e all’orizzonte non sembra nemmeno esserci un quadro certo. “Spiace leggere nelle dichiarazioni del vicesindaco un sorta di rassegnazione - aggiunge - in merito al fatto che il Comune di Belluno, capoluogo, attraverso le sue società partecipate o con mezzi propri non sarebbe in grado di garantire nemmeno l’ordinaria gestione (sfalci, cura del verde)”.

Il Pd parla comunque di un bene collettivo che è ora di restituire ai cittadini. “La possibilità di sostare liberamente, accedere ai servizi di base e vivere l’area come luogo di socialità e tempo libero - scrive ancora - deve rimanere un principio cardine indipendentemente dalle scelte gestionali che verranno adottate. La Piave rappresenta un elemento centrale nella vita della comunità e la sua relazione con la città di Belluno merita scelte ponderate e condivise. Non si tratta di mettere in discussione il ruolo che soggetti privati possono svolgere anche in modo positivo, ma di ribadire l’importanza che l’amministrazione eserciti la propria funzione di indirizzo e tutela dell’interesse pubblico, definendo con chiarezza quali elementi debbano restare accessibili e gratuiti per tutti”.
In pochi giorni è già la seconda volta che dal territorio arriva una riflessione simile. Recentemente, infatti, le stesse domande sono sorte rispetto all’ex Agip di Baldenich, dove il Comitato locale ha sottolineato nuovamente la richiesta che sia tutelato l’interesse pubblico - anche se la proprietà è privata (qui l’articolo). “Si tratta di scelte rilevanti, che non possono essere guidate esclusivamente dal timore del degrado o dall’assenza di risorse economiche. Al contrario - conclude ora il Pd - l’esperienza dimostra che luoghi accessibili, curati e vissuti contribuiscono a rafforzare il senso civico e la qualità della vita”.
Seguirà sul tema un'interrogazione in Consiglio comunale, oltre alla richiesta di un confronto pubblico con i cittadini.












