Parco di Lambioi: lavori finiti entro aprile, ma serviranno 40 mila euro l’anno per la manutenzione. I dubbi della minoranza: “Quanto rimarrà gratuito per i cittadini?”
Arriva in Consiglio comunale la questione del parco di Lambioi, sollevata qualche giorno fa dal Pd di Belluno a seguito delle dichiarazioni dell'assessore Paolo Gamba, che ora spiega le tempistiche per la consegna dell’area e le prospettive sul futuro utilizzo

BELLUNO. Come anticipato pochi giorni fa, la questione sul parco fluviale di Lambioi è stata portata in Consiglio comunale. Le risposte dell’amministrazione però non hanno soddisfatto completamente il Partito democratico, che aveva posto un problema di partecipazione della cittadinanza e di fruizione pubblica dell’area.
Il tema era stato sollevato recentemente dal Pd Città di Belluno, che chiedeva di tutelare l'interesse pubblico su una zona considerata bene collettivo (qui l’articolo). A presentare l’interrogazione è la consigliera Maria Teresa Cassol. “La Piave - afferma - è un elemento centrale nella vita della comunità e merita scelte ponderate e condivise. Chiediamo quindi aggiornamenti chiari e trasparenti sull'avanzamento dei lavori del parco e che la possibilità di vivere liberamente l’area rimanga un principio cardine indipendentemente dalle decisioni sulla sua gestione”.
Perplessità, quest’ultima, sorta a seguito di dichiarazioni dell’assessore Paolo Gamba che lasciavano trapelare, secondo la minoranza, una rassegnazione sul fatto che il Comune non sarebbe in grado di garantire l’ordinaria gestione e cura della zona.
“I lavori sono ultimati - spiega ora Gamba - fatta eccezione per l’installazione delle due barre di accesso all’area naturalistica (spiaggia di Lambioi). Per la consegna formale del sottopasso è necessario il collaudo statico, in fase di redazione da parte del tecnico e con consegna al Comune entro il mese di marzo, mentre l’installazione dell’impianto di illuminazione sarà eseguita entro aprile. In questa fase, perciò, prima di avere un qualsiasi confronto pubblico, riteniamo opportuno avere un’idea di come mantenere pulita e in sicurezza l’area, diventata molto più grande e fruibile di prima”.
Secondo Gamba, inoltre, la gestione del parco potrebbe essere affidata a privati tramite un bando generalizzato, ma l’amministrazione è attualmente in attesa di acquisire tutta la documentazione da parte del demanio fluviale per emanarlo.
“L’accesso al parco - conclude - sarà chiaramente gratuito. Abbiamo speso 4,5 milioni di euro di soldi pubblici e mantenerlo pulito costa circa 40 mila euro l’anno: bisogna capire come fare per far sì che resti pulito e accessibile in sicurezza, comprese tutte le stradine e il laghetto in fondo. Questa è la nostra idea: capire prima, e dopo si può fare un confronto pubblico”.
Parziale la soddisfazione della minoranza. Se c’è sollievo per il termine dei lavori entro un paio di mesi, rimangono dubbi sul resto. “La storia del bando - puntualizza Cassol - mi sembra molto vaga: non sapete cosa, come e a chi, non vorrei ci prendessimo tardi. Il mio dubbio inoltre è che, da quanto letto, il privato dovrebbe acquistare panchine, barbecue, attrezzature sportive: ma un’impresa deve rientrare dei costi, perciò quanto sarà a pagamento? Non può trarre ricavo solo dal baretto”.
“Infine - conclude - avete sempre questa abitudine di parlare dopo con la gente: invece bisogna chiamare le persone prima, a partecipare alla costruzione dei progetti, non fare solo una presentazione dopo. Invito quindi a fare il confronto pubblico, perché quella zona era bella, ora lo è anche di più, quindi è interesse di tutti partecipare e capire come sfruttarla al meglio”.












