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Belluno
11 gennaio | 12:43

"Impianti, il Comune intervenga per tutelare l'interesse pubblico", il Pd alza la voce sul Nevegal: "Non si può ridurre tutto a screzi tra privati”

Il Nevegal continua a far discutere. Dopo la recente nota della stessa società, che ha voluto puntualizzare su costi e piani di gestione economica della stazione sciistica, interviene ora il Pd Città di Belluno, per chiedere l’intervento urgente dell’amministrazione comunale nella definizione di ruoli e competenze, a tutela dell’interesse pubblico legato all’area

BELLUNO. "Riteniamo urgente un confronto, in commissione o in consiglio comunale, con la società Dolomiti Ski Line, per comprendere le difficoltà di questo complesso avvio di stagione e fare chiarezza sullo stato di avanzamento del progetto triennale avviato con la scorsa stagione e al quale il Comune ha dato un consenso di fatto".

 

Il Nevegal continua a far discutere. Dopo la recente nota della stessa società, che ha voluto puntualizzare su costi e piani di gestione economica della stazione sciistica (qui l’articolo), interviene ora il Partito democratico Città di Belluno, che esprime preoccupazione e chiede l’intervento urgente dell’amministrazione comunale.

 

“Abbiamo sempre sostenuto - afferma il segretario Davide Noro - che l’annullamento della gara per il ritorno degli impianti in mano pubblica avrebbe causato difficoltà gestionali importanti. L’appello del presidente del Collegio dei Maestri del Veneto, Luigi Borgo, conferma purtroppo i nostri timori: l’azione di mediazione fatta in autunno tra sindaco, scuola di sci e società degli impianti, oltre a non aver portato nessun risultato, è stata un atto isolato e fine a se stesso”.

 

Il Pd denuncia quindi una situazione da “libera tutti”, che non può essere ridotta “a un semplice screzio tra privati, come affermato in più occasioni dal vicesindaco Paolo Gamba”. Il partito sottolinea infatti lo storico ruolo del Nevegal come riferimento regionale per l’avviamento allo sci e le ricadute socio-economiche dell’attività del Campo scuola per il territorio e l’industria dello sci. “Il Comune dovrebbe essere il primo degli attori - prosegue Noro - ad avere interesse affinché la società che gestisce gli impianti e le realtà storiche trovino una strada per collaborare e solo il pubblico può garantire che gli interessi siano equamente garantiti. A un mese dalle Olimpiadi, anche la stazione del Nevegal doveva essere non solo garantita nelle sue funzioni sportive invernali, ma rappresentare un tassello di valore per l’intera Regione Veneto”.

 

Quello che manca dunque sarebbe una chiara linea politica, senza la quale “anche gli sforzi positivi dei privati rischiano di rivelarsi inefficaci”. “La gestione affidata ai privati - aggiunge infatti Irma Visalli - non può prescindere da un indirizzo pubblico, da chi ha o dovrebbe avere come primo obiettivo l’interesse collettivo”.

 

Il vero nodo da sciogliere è perciò quello della governance. “Avevamo proposto un modello multilivello - prosegue Visalli - che coinvolgesse le istituzioni regionali, provinciali e comunali insieme agli operatori privati. Sappiamo invece com’è andata e ne vediamo i risultati: confusione su competenze, ruoli e responsabilità operative. Sarebbe irresponsabile accendere i riflettori esclusivamente su chi ha deciso di investire nel Nevegal: è evidente una delega totale ai privati come se non esistesse alcun interesse pubblico e il Nevegal fosse semplicemente un’azienda su cui il pubblico interviene solo quando si dichiara il fallimento”.

 

L’esortazione è dunque a un intervento del Comune per coniugare interesse privato e collettivo. “Serve capire come la società sta valorizzando gli operatori esistenti, a partire dalla scuola di sci, e chiarire ai cittadini chi fa cosa e quale ruolo abbiano oggi gli altri enti pubblici. Non è comprensibile - continua ancora Visalli - che un giorno la scuola di sci chieda aiuto e il giorno dopo compaia una nuova scuola che sembra raccontare una situazione completamente diversa, tanto da far pensare a una possibile coesistenza. Così come è necessario chiarire in che modo gli altri operatori siano coinvolti nel progetto avviato da We Love Nevegal e Dolomiti Ski Line”.

 

“Infine - conclude - va spiegato come si intenda valorizzare il patrimonio del Nevegal come parte integrante della città, perché si tratta di un patrimonio collettivo in cui ogni risorsa deve essere valorizzata oltre la contingenza degli imprevisti, del cambiamento climatico e della burocrazia”. 

 

Eccolo, il cambiamento climatico: a margine della diatriba, aggiungiamo ancora una volta, dopo la recente assemblea frazionale (qui l’articolo), che forse sarebbe tempo di iniziare a ripensare alla presenza stessa dello sci in un comprensorio di bassa quota come questo.

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