Trovata sotto shock dopo aver sfiorato i cavi elettrici, una femmina di gufo reale torna in volo (VIDEO) dopo due settimane di cure: le emozionanti immagini del rilascio
Prima la segnalazione al Cras di un cittadino, poi l'intervento della polizia provinciale e le cure al centro recupero del Wwf: la femmina di gufo reale è tornata in libertà nel suo ambiente naturale

VAL CAVALLINA. Ritrovata in stato di shock, probabilmente dopo essersi elettrizzata venendo a contatto con una linea elettrica, una femmina di gufo reale è stata salvata ed è tornata in libertà dopo due settimane di cure al Centro Recupero Animali Selvatici Valpredina.
Il rapace, specie protetta e di fondamentale importanza ecologica - in quanto contribuisce al controllo naturale dei roditori ed è indicatore di biodiversità e ambiente sano - è stato ritrovato nella zona del lago di Endine, in provincia di Bergamo e dopo la segnalazione è scattato l'intervento di recupero.
"Un cittadino ha trovato la femmina di gufo reale in un prato a lato della strada - raccontano dal Cras di Valpredina, centro del Wwf Italia gestito dalla sezione Bergamo/Brescia dell'associazione - e ha notato che aveva grandi difficoltà di movimento. A quel punto ci ha contattati e abbiamo allertato la polizia provinciale: gli agenti si sono recati sul posto e hanno recuperato il rapace che poi è arrivato al centro".
A quel punto gli operatori hanno provveduto ad effettuare le analisi per comprendere lo stato di salute del rapace ed effettuato dei sopralluoghi sul luogo del ritrovamento per cercare di capire cos'era accaduto.
"Abbiamo notato che a pochi metri dal luogo del ritrovamento - spiega il referente del Cras - che c'era una linea elettrica e l'ipotesi è quella di una probabile elettrizzazione: in questi casi capita che i volatili passino vicino ai cavi, creando un arco elettrico che causa uno stato di shock corporeo".
La femmina di gufo reale, viene sottolineato, al momento del recupero era molto magra e denutrita e con ogni probabilità era da poco uscita dal nido e dalla cova.
"Per questo motivo abbiamo cercato di curarla in modo che si rimettesse nel più breve tempo possibile - prosegue il referente del Cras - anche se ci sono voluti comunque quindici giorni: fortunatamente a livello fisico si è ripresa ed è stata inanellata e poi condotta e liberata nella zona del ritrovamento, dove ha spiccato nuovamente il volo".












