Contenuto sponsorizzato
| 27 luglio | 18:42

''Un amo può diventare una condanna a morte'', l'uncino a tre punte le si era conficcato nel corpo. L'appello del Cras che l’ha salvata

Un amo a tre punte le era conficcato nel corpo: femmina di smergo maggiore salvata per miracolo. “Un amo da pesca può diventare una condanna a morte per un animale selvatico - scrivono i responsabili del Cras -. Lei è stata fortunata. Molti altri, invece, muoiono lentamente. Portate sempre via ami, fili e lenze” 

Un amo può diventare una condanna a morte'', l'uncino a tre punte le si era conficcato nel corpo
di Margherita Tomadini

VICENZA. Aveva un amo da pesca a tre punte conficcato nel corpo. È questa la terribile ferita con cui una femmina di smergo maggiore è stata recuperata, vittima dell’ennesimo uncino lasciato abbandonato nell’ambiente e che avrebbe potuto costarle decisamente la vita. Solo grazie al tempestivo intervento del centro recupero animali selvatici di Vicenza e Provincia si è evitato il peggio.

 

Si tratta di un'anatra particolare, riconoscibile facilmente grazie ad un segno distintivo, il ciuffo: “Grande e allungata anatra tuffatrice, strutturalmente più robusta e di maggiori dimensioni rispetto allo smergo minore. La femmina ha il corpo grigio-bruno e il capo marrone – spiega l'associazione Lipu sulla propria pagina di divulgazione –. Sia il maschio che la femmina presentano un ciuffo, che appare come un rigonfiamento della nuca. Nidifica presso laghi, fiumi e torrenti, dove necessita di abbondanza di pesci e disponibilità di siti per la nidificazione nei dintorni dei bacini frequentati”. 

 

Per riuscire a salvare l'anatra femmina in questo caso è stato necessario un delicato intervento chirurgico eseguito immediatamente dal veterinario del Cras, Alessandro Guerra, che ha potuto rimuovere il pericoloso amo e ridare così serenità all’esemplare ferito. 

Quello dello smergo maggiore non si tratta di un caso isolato però: ami, fili e lenze abbandonati continuano infatti a trasformarsi in ‘trappole mortali’ per la fauna selvatica, ferendo o uccidendo uccelli, ma non solo, anche altri animali. 

 

Questa femmina è sopravvissuta perché qualcuno l’ha notata in tempo e ha fortunatamente chiesto aiuto. Molti altri esemplari, invece, scompaiono nel silenzio, morendo lentamente senza che nessuno possa soccorrerli. 

 

L’appello del Cras di Vicenza e Provincia: "Se ami la pesca, ama anche la natura: porta sempre via con te ami, fili e lenze. Un piccolo gesto può salvare una vita”. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 15 settembre | 18:08
Dopo le operazioni di soccorso la linea è stata riaperta ma si registrano ancora cancellazioni e ritardi
Cronaca
| 15 settembre | 18:42
Dopo i malesseri e la sospensione del servizio mensa, il comune diffonde una nota: "In merito ai casi di tossinfezione alimentare che hanno [...]
Cronaca
| 15 settembre | 17:19
E' successo lungo la strada provinciale 90 a Nogaredo. Sulla dinamica esatta dell'incidente sono in corso gli accertamenti. L'uomo è stato [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato