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FVG
19 maggio | 17:19

Dalla Lituania al Friuli, il volo interrotto di un raro falco pescatore: trovato ferito e trasportato al centro recupero

Il falco pescatore è stato trovato ferito e in difficoltà e si trova attualmente in cura nel centro universitario di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica

UDINE. Un falco pescatore proveniente dalla Lituania si trova in prognosi riservata al Centro di ricerca e coordinamento per il recupero della fauna selvatica dell'Università di Udine, dopo essere stato trovato ferito nell'area di un allevamento di trote a Polcenigo, in provincia di Pordenone.

 

Il rapace era stato inizialmente preso in carico dal Centro recupero fauna selvatica “Borgo dei Bui” di Fontanafredda, salvo poi essere trasferito nella struttura universitaria di Udine dove è stato sottoposto a una lunga serie di accertamenti clinici e diagnostici, tra cui esami radiografici, ematologici ed ematochimici.

 

Gli esiti avrebbero evidenziato una contusione al polso sinistro associata ad una lacerazione cutanea che preoccupa particolarmente i veterinari per il rischio di possibili infezioni in grado di compromettere la funzionalità dell’ala e quindi la capacità di volo dell’animale.

 

Attualmente il falco pescatore si trova sottoposto a terapia antibiotica e antidolorifica sotto costante monitoraggio sanitario. Il recupero del rapace ha tuttavia evidenziato la prontezza e l'efficacia della rete di soccorso della fauna selvatica resa possibile grazie ad una consolidata sinergia tra la Regione, l'università e i privati, come rimarcato da Stefano Pesaro, responsabile del centro di recupero.

 

 “Un modello operativo – ha spiegato il veterinario - considerato tra i più avanzati in Italia e che rappresenta un punto di riferimento per la gestione della fauna selvatica in Friuli Venezia Giulia”.

 

Venendo al falco pescatore, si tratta di una specie migratoria specializzata nella cattura del pesce e in grado di percorrere distanze lunghe, tuttavia è considerata molto rara da osservare nel nostro paese.

 

L'esemplare in questione, nello specifico, corrisponde ad un individuo adulto la cui apertura alare è di circa centosettanta centimetri, di un chilo e mezzo di peso, la cui storia è stata ricostruita grazie alla presenza degli anelli identificativi attorno ad una zampa.

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