Garlasco, Tarfusser demolisce la superconsulenza su Andrea Sempio: “È una cosa vietata dal Codice. Non vale la carta su cui è scritta. È il nulla intorno al nulla”
Durissimo attacco dell'ex procuratore Tarfusser a Quarta Repubblica sulla perizia realizzata sulle base delle vecchie interviste di Sempio. "Sono sconcertato e sbalordito", dichiara

BOLZANO. “Sono scandalizzato e sbalordito. Questa cosa è assolutamente vietata, lo dice il Codice Penale, non io. Questa analisi è il nulla e vale meno della carta sulla quale è stampata”.
Insomma, Cuno Tarfusser, ex procuratore di Bolzano, non le manda a dire, come suo solito.
E questo è ciò che pensa, Codice di procedura penale alla mano, dell'analisi criminologica svolta su Andrea Sempio.
Una consulenza tecnica del Racis, contenuta nell'informativa finale redatta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano nell'ambito delle nuove indagini sul delitto di Garlasco.
La Procura di Pavia aveva infatti affidato a uno psicologo e a una psicologa investigativa e criminologa del Racis il compito di tracciare il profilo personologico del 38enne indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, analizzando interviste televisive, intercettazioni ambientali, ma anche scritti personali e interazioni sul web, in particolare sui forum.
Ospite di Nicola Porro a Quarta Repubblica, l'ex Procuratore ed ex giudice della Corte penale internazionale dell’Aia va dritto al punto: una perizia del genere, mossa dall'accusa senza il consenso e la presenza dell'interessato, per la legge italiana semplicemente non può esistere.
Nel servizio della trasmissione Mediaset vengono dunque mostrati i dettagli di questo screening mediatico svolto dagli esperti.
La prima intervista risale al 2017 quando Andrea Sempio, davanti al giornalista Gianluigi Nuzzi nel corso della trasmissione Quarto Grado, rispondeva alle domande apparendo “tranquillo, con una posa rilassata. Anche se - si ascolta – prima di rispondere ad alcune domande, alza lo sguardo come se stesse cercando informazioni”.
Sempre nel 2017 e sempre a Quarto Grado, viene notata una “particolare attivazione quando si parla del genetista e della difesa di Stasi”.
In quell'occasione si noterebbe un Sempio più sicuro, più aggressivo, un Sempio che si autodefinisce tra “il sollevato e l'incazzato” perché, a suo dire “questa gente ha la possibilità di rovinarti la vita con il nulla in mano”.
Si passa poi al 2025, e a un'intervista realizzata, sempre per Quarto Grado, alla fine del marzo 2025.
In quell'occasione a domanda diretta “Entri in casa e uccidi Chiara Poggi”, risponde “No....no”, con in volto quello che viene definito un “ghigno”.
Viene poi presa in analisi un'ultima intervista realizzata per “Zona Bianca” nella quale appare “nervoso, si dondola, gesticola”.
“Sconcertato – ribadisce Tarfusser al rientro in studio – questa cosa è vietata”
“Come vietata? - chiede Porro sgranando gli occhi.
“Guardi, le leggo l'articolo del Codice di procedura penale, il 220 secondo comma: non si può realizzare una consulenza tecnica sulle caratteristiche e sulla personalità di una persona in assenza della persona stessa. Sono sconcertato che questa richiesta sia avvenuta dalla Procura di Pavia, anche perché sa benissimo che quanto emerso è inutilizzabile in eventuale sede processuale. Questa perizia non vale la carta su cui è scritta. Non so come avrei reagito se i Carabinieri mi avessero presentato una cosa del genere nell'ambito di un'indagine per omicidio”.
Porro incalza, quasi a dar voce ai dubbi del pubblico: “Ma quindi non esistono questo tipo di perizie? Cioè, quelle cose che vediamo nei telefilm nella realtà sono vietate?”.
“Guardi, se lo facesse la difesa, in accordo con l'indagato, forse avrebbe vagamente senso. Ma no, questo tipo di analisi si fanno necessariamente in presenza, con l'interessato consapevole di quello che sta andando a fare. Sennò non è una perizia. È il nulla”.
“Vorrei non essere arrestato dalla Procura di Pavia domani...”, tenta di smorzare Porro con una battuta.
Ma l'ex magistrato non ha nessuna intenzione di alleggerire il carico e lancia l'affondo finale: “Glielo ripeto, è vietata. Questa analisi è assurda, è il nulla intorno al nulla. Nelle carte si parla di una richiesta partita dalla Procura, ma non si fa riferimento diretto al procuratore. Conoscendolo, mi rifiuto di credere che abbia fatto una simile richiesta. Che sia un'idea dei due carabinieri? Che abbiano cercato o stiano cercando di ovviare ad errori commessi in precedenza?”.












