"Sciopero del personale di sala durante il Festival Economia? Stupore e rammarico: la protesta danneggia il pubblico e l'immagine dell'ente in un momento di grande visibilità"
Dopo l'annuncio delle sigle sindacali, arrivano alcune precisazioni del Centro Servizi Culturali Santa Chiara in merito allo sciopero del personale di sala previsto per sabato 23 maggio

TRENTO. "Stupore e rammarico": questo è lo stato d'animo con cui il Centro Servizi Culturali Santa Chiara di Trento ha commentato l'annuncio delle sigle sindacali in merito all'imminente sciopero di 40 lavoratori previsto per sabato 23 maggio.
"Una presa di posizione così rigida e inaspettata - scrive il Csc - giunge proprio mentre i tavoli di confronto stavano portando a una concreta e positiva risoluzione della vicenda. A tutela della trasparenza e della corretta informazione, il Centro ritiene doveroso precisare alcuni aspetti fondamentali".
"In primo luogo - si legge -, il Centro non è il datore di lavoro diretto del personale di sala. Il servizio è stato affidato, tramite procedure di gara trasparenti e a norma di legge, al Consorzio Lavoro Ambiente che ha individuato la Cooperativa Servizi Urbani (CSU) come esecutore dell’appalto, una realtà solida e radicata sul territorio trentino, il che smentisce la tesi di un soggetto distante o privo di riferimenti locali. Per quanto concerne le difformità denunciate, il Centro, pur non essendo la controparte contrattuale diretta, non è mai rimasto indifferente. Al contrario, si è attivato immediatamente per trovare soluzioni per sbloccare la richiesta economica dei lavoratori. Il dialogo è proseguito con continuità, serietà e massima disponibilità da tutte le parti coinvolte, inclusa Csu, senza che nulla lasciasse presagire una rottura improvvisa o una simile proclamazione di sciopero".
"Infine - evidenzia la nota - l’indennità in oggetto è al centro di articolati confronti, attivamente in corso, per il suo riconoscimento economico. Si tratta, d'altronde, di una materia che presenta profili di forte complessità interpretativa e applicativa, e, proprio per questo, la pratica ha richiesto un’attenta elaborazione e costante approfondimento tra le parti. I vertici del Centro si dicono quindi fortemente rammaricati per una protesta che rischia di danneggiare il pubblico e l'immagine della struttura in un momento di grande visibilità. Da sempre il Centro ha a cuore l’occupazione e la crescita professionale delle nuove generazioni, verso le quali si è sempre dimostrato aperto, propositivo e sensibile. Dispiace perciò constatare che un percorso di mediazione ormai in dirittura d'arrivo sia stato messo in discussione da un'azione in contrasto con il clima di collaborazione mantenuto fino ad ora".
"Il Centro - si legge in conclusione - auspica che prevalga il buon senso e che si possa ritornare prontamente al tavolo del confronto per definire gli accordi in corso di elaborazione, garantendo così il regolare svolgimento delle attività teatrali e culturali a beneficio di tutta la cittadinanza. L'Ente confida che una vicenda così complessa e delicata, legata a dinamiche puramente contrattuali, non diventi terreno di facili strumentalizzazioni, ma continui a essere affrontata nelle sedi opportune con lo spirito costruttivo che ha sempre contraddistinto i rapporti tra le parti".












