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| 19 maggio | 18:39

Un ascensore da 27 milioni per salire al monastero di Sabiona: è polemica per la megaopera che verrà realizzata nel cuore della montagna

Tra l'ambizione della giunta di salvare il convento e l'ira di chi grida allo scandalo per i fondi pubblici sottratti alla crisi abitativa, l'opera rischia di trasformarsi in un salasso economico senza precedenti

di Redazione

BOLZANO. Un ascensore da 27 milioni di euro, scavato direttamente nel cuore della montagna, per raggiungere il suggestivo monastero di Sabiona. Quello dove dovrebbero trionfare il silenzio, la pace, la tranquillità. 

 

È questo il fulcro di un progetto ambizioso che sta accendendo gli animi in Alto Adige, dividendo l'opinione pubblica tra chi vede un rilancio spirituale e chi l'ennesima esagerazione a beneficio dei turisti.

 

C'è da dire, però, che a voler essere del tutto realistici le cifre attuali sembrano destinate a essere solo un punto di partenza: le indiscrezioni e le prime analisi tecniche suggeriscono infatti che il conto finale sarà molto più salato, semplicemente perché i lavori di scavo dentro quella specifica roccia si preannunciano maledettamente complicati e tutt'altro che facili da gestire.

 

L’idea nasce da lontano, per la precisione da una dichiarazione d’intenti siglata nella Walthersaal di Chiusa tra la Provincia di Bolzano, il Comune e la Diocesi.

 

L’obiettivo dichiarato è salvare dal degrado la "culla della diocesi", un luogo dalla storia millenaria dove i primi vescovi risiedettero prima di trasferirsi a Bressanone nel Medioevo, rimasta orfana delle suore benedettine nel 2021.

 

Da allora la struttura ha iniziato a mostrare i primi acciacchi, come la rottura dell'impianto di riscaldamento, e solo di recente ha ritrovato un briciolo di vita con l'arrivo dei monaci cistercensi austriaci e di padre Kosmas Thielmann.

 

Per evitare che il complesso si trasformi in un guscio vuoto, le istituzioni hanno pensato a una svolta radicale che non si limita al solo impianto di risalita: il piano preliminare prevede infatti anche una galleria espositiva sulla storia locale, un piccolo museo, un punto di ristoro e persino un nuovo sottopassaggio sulla statale 12 per rendere più sicuro l'accesso pedonale alla promenade.

 

Il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, difende la scelta spiegando che un ascensore interno alla montagna non avrebbe alcun impatto visivo sul paesaggio, permetterebbe l'accesso anche a chi ha problemi di deambulazione e, dopotutto, è una formula che funziona già benissimo in molti altri siti storici europei.

 

Sulla stessa linea il sindaco di Chiusa, Peter Gasser, il quale assicura che Sabiona resterà un luogo di pace e contemplazione: l'ascensore avrà una capienza ridotta a sole 10 o 15 persone alla volta con ingressi contingentati e, in ogni caso, l'ultimo tratto di dieci minuti andrà comunque percorso rigorosamente a piedi.

 

Le opposizioni, e non solo, sono già sulle barricate. Torna prepotente il tema dei costi e dei lavori che hanno la priorità rispetto ad altri, vedasi la famosa circonvallazione di Bolzano, tanto necessaria quanto impossibile da realizzare. Senta contare i rischi del costruire una simile struttura nel cuore della roccia. Critico, in particolare, il consigliere provinciale del Team K Paul Köllensperger che punta il dito contro le "priorità" della provincia di Bolzano: "27 milioni per un ascensore mentre nel capoluogo le persone non trovano casa a causa dei prezzi?"

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