Scolaresca portata in piazza dai migranti, Lorena Fornasir da il Dolomiti replica alle accuse di “lavaggio del cervello”. Ai partiti: “Usate i bambini per fomentare odio”
Lorena Fornasir è l'anima della Piazza del Mondo e assieme a suo marito Gian Andrea Franchi da anni offrono cure, ascolto e aiuto concreto ai migranti in transito che arrivano dalla terribile rotta balcanica. Nei giorni scorsi una scolaresca di Marostica ha partecipato in piazza alla consegna della cena dopo un percorso di educazione fatto in classe con le maestre. La Lega parla di "vicenda gravissima" chiedendo al ministro Valditara l'invio di ispettori nella scuole da dove arrivavano gli studenti. Il Dolomiti ha intervistato Fornasir: "Da sette anni che vengono bambini e scolaresche da tutta Italia a trovarci e a conoscere l'attività che portiamo avanti. I politici che ci hanno attaccato hanno il deserto e la miseria morale dentro"

TRIESTE. Una piazza colorata, fatta di amore, legami, ma anche di dolore e speranza. È la piazza del Mondo di Trieste che da sette anni è attraversata da scout, volontari, scolaresche e pentole fumanti dei “Fornelli Resistenti”.
Ma sono bastati pochi minuti di un video e una scolaresca di bambini arrivati da Marostica per aiutare a consegnare dei piatti di cibo a dei migranti, per trasformare questo luogo conosciuto in tutta Italia in un’arena politica nazionale.
Per alcuni la solidarietà è diventata “un lavaggio di cervello” e la distribuzione di una cena si è trasformata in uno scontro con tanto di interrogazione della Lega al ministro dell'Istruzione, dell'invio degli ispettori nella scuola da dove proveniva la scolaresca e attacchi di ogni genere.
“La sinistra difende ancora una volta l’immigrazione irregolare e si schiera dalla parte di chi cerca di inculcare idee e orientare politicamente dei bambini tra i banchi di scuola” ha scritto in un post l'eurodeputata leghista Anna Cisint. “La vicenda della scolaresca di Marostica è gravissima” ha affermato in un video.
Lorena Fornasir è l'anima della Piazza del Mondo, e assieme a suo marito Gian Andrea Franchi, da anni offrono cure, ascolto e aiuto concreto ai migranti in transito che arrivano dalla terribile rotta balcanica. Un impegno portato avanti quotidianamente che nel tempo ha visto diventare la piazza sempre più un luogo di incontro e di convivenza, un luogo dove conoscere, socializzare e imparare.
Fornasir ha ammesso una “leggerezza” nella pubblicazione di video da cui sono poi partite le polemiche, ma respinge con durezza le accuse di “lavaggio del cervello” rivolte alle maestre e alle attività educative svolte con la scolaresca di Marostica. Il tutto per dei bambini accompagnati dagli adulti che porgono un piatto caldo a persone in difficoltà, sotto gli occhi della polizia.
Lorena Fornasir, partiamo dall'inizio. Da cosa sono partite tutte queste polemiche che hanno investito l'attività che portate avanti nella Piazza del Mondo a Trieste?
Prima di tutto vorrei dire che noi esistiamo da sette anni. Ed è da sette anni che vengono bambini e scolaresche da tutta Italia a trovarci e a conoscere l'attività che portiamo avanti. Per la Piazza del Mondo sono passati migliaia di gruppi scout. In questa infamia politica di questi giorni vengono usati dei bambini solo e unicamente per scopo elettorale, per avere dei voti.
C'è stata una mia leggerezza. Quello che è successo con i bambini della scuola di Marostica è stato talmente bello che mi sono fatta proprio contagiare dalla situazione ed ho pubblicato un video con il volto dei bambini che poi ho subito cancellato. È stata una mia leggerezza di cui mi assumo la mia responsabilità. Però rivendico che la piazza è un atelier meraviglioso dove si genera l'arte della comunità, del vivere, del legame, si celebra l'amore per la vita.
Cosa hanno fatto i bambini arrivati da Marostica che ha creato così tanto scalpore?
Hanno semplicemente dato da mangiare, accompagnati da noi adulti e assieme ad alcuni scout, alle persone che erano presenti in piazza. Davano il piatto con il cibo preparato dai Fornelli Resistenti di Bassano, nelle mani di queste persone. Il tutto davanti anche ad un cordone di poliziotti che si trovavano nel cordolo esterno della piazza e che, mi permetto di dire, osservano l'attività con simpatia. Era tutto talmente bello, ricco, che ho avuto la malaugurata idea di chiedere in video a questi bambini, perché conoscevo le attività preparatorie portate avanti a scuola, il percorso di educazione fatto prima di venire in piazza. Un bambino ha risposto spiegando che tra le attività preparatorie avevano fatto anche una sorta di gioco di ruolo, una cosa normale in un percorso pedagogico e di educazione alla psico-affettività. Hanno provato a immedesimarsi nel buio di una foresta, per capire cosa potessero provare i migranti che si trovano al buio lungo la rotta balcanica. Non c'è stato nulla di strano. Tutto è stato fatto in un ambiente protetto, a scuola. Loro stessi erano molto contenti delle attività portate avanti.
L’europarlamentare della Lega Anna Cisint è intervenuta in modo duro rispetto all'attività portata avanti dalle maestre ma anche nei confronti di quello che viene fatto in piazza. Ha parlato di “lavaggio del cervello” ai bambini. Lei cosa risponde?
Non lo ha detto solo lei, lo hanno ripreso anche altri politici della Lega. Io rispondo che hanno il deserto e la miseria morale dentro e che strumentalizzano i bambini solo ed unicamente per fini elettorali. Li usano per seminare odio.
Anche il sindaco di Trieste non ha gradito quello che è successo.
È il sindaco che poco tempo fa avrebbe voluto chiudere la Piazza del Mondo con delle gabbie. Io mi stupisco che nessuno non lo abbia ancora denunciato per alcune sue affermazioni. Ha addirittura detto che noi, con la nostra attività, attiriamo delinquenti, attiriamo criminali. Ci ha messo sullo stesso piano. E Fedriga ha rincarato la dose insinuando che dietro a tutto ci sia qualche genere di piano oscuro. Ci sono attività di tanti volontari e di 65 Fornelli Resistenti che ogni sera arrivano da diverse parti d'Italia per dare da mangiare alle persone che non hanno nulla e che si trovano in questa piazza.
Cosa le ha lasciato quella serata in piazza con la scolaresca di Marostica?
È stata una serata bellissima, come tante altre da sette anni a questa parte. C'erano i Fornelli Resistenti di Bassano. Tutto era organizzato. Non lasciamo mai venire nemmeno i gruppi di scout o altri adulti senza prima un'adeguata preparazione. Così è stato il 13 maggio. Si è potuto vedere l'amore per la vita speso nella piazza












