Il “noce monumentale” attaccato da funghi patogeni: “Accelerazione improvvisa favorita da alte temperature. Criticità strutturali a tronco e chioma”
Il messaggio arriva dal Comune di Cles: ad essere colpito lo storico “noce monumentale” nel centro del comune noneso. Per salvaguardare l'incolumità dei cittadini e contestualmente la stabilità e longevità della pianta, tra le misure messe in atto anche il divieto d'accesso all'area interessata sotto la chioma

CLES. “Rilevanti criticità strutturali che interessano il tronco e la chioma del nostro storico 'noce monumentale'”. È questa la “diagnosi” che arriva dal Comune di Cles dopo recenti verifiche approfondite sull'arbusto, iscritto al Registro degli alberi monumentali italiani, e che ha portato l'amministrazione ad annunciare una serie di misure per salvaguardare tanto l'incolumità dei cittadini quanto la stabilità e longevità della pianta.
Una decina di giorni fa infatti sul posto si era portato il dottor Giorgio Maresi – dell'Unità di protezione piante agroforestali e apicoltura del centro trasferimento tecnologico – che, nel corso di un sopralluogo richiesto dal Comune di Cles, ha riscontrato “la presenza di corpi fruttiferi di Kretzschmaria deusta, un fungo patogeno che provoca un deterioramento dei tessuti legnosi dell'albero compromettendone la salute e la stabilità strutturale. Inoltre è stato evidenziato un attacco iniziale di Phytophthora spp (un oomiceto, simile a un fungo, che può a sua volta causare gravissimi danni ndr) che sta provocando sofferenza su parte della chioma”.
Dopo il sopralluogo, l'esperto ha proposto diversi interventi: “Divieto di accesso all'area interessata sotto la chioma; tomografia sonica per approfondire l'estensione interna della cavità; specifici trattamenti fitosanitari contro la Phytophthora spp; puntellare le branche principali della pianta al fine di evitarne il cedimento improvviso; rimozione del secco presente in chioma”.
“Il 'noce monumentale' – continua il Comune di Cles – rappresenta un patrimonio storico, paesaggistico e affettivo inestimabile per tutta la comunità clesiana e l'amministrazione intende attivare tutto quanto si renda necessario per la sua cura. Va tuttavia compreso che il decorso naturale di una pianta così anziana porta con sé l'insorgere anche di questo problematiche”.
L'alterazione dovuta al fungo, continuano le autorità, era già stata individuata dallo stesso Maresi nei controlli del 2020 e del 2023, ma in una forma così ridotta da non richiedere azioni drastiche.
“L'accelerazione improvvisa della patologia – spiega l'amministrazione – è purtroppo legata alle condizioni climatiche recenti: le temperature costantemente alte favoriscono la proliferazione di questo parassita, che sta diventando sempre più diffuso e critico nei contesti urbani. L'amministrazione comunale ringrazia i cittadini per la collaborazione e la comprensione nel rispettare le aree recintate e resta a completa disposizione per qualsiasi chiarimento si rendesse necessario”.












