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FVG
20 maggio | 19:21

Pantaloni e maglie senza etichette sulle bancarelle al mercato, sequestrati 171 capi di abbigliamento sprovvisti di indicazioni sulla provenienza: nei guai un ambulante

L'episodio è avvenuto a Monfalcone, dove i controlli della polizia locale sono diventati sempre più frequenti sui banchi del mercato, anche a fronte della frequente esposizione di merce giudicata non conforme

MONFALCONE. Ennesimo sequestro di merce irregolare in un'attività commerciale di Monfalcone avvenuto nella mattina di oggi, 20 maggio, quando la polizia locale, proseguendo un'attività di controllo capillare degli esercizi del territorio partita ormai diverse settimane fa, ha portato alla luce ben 171 capi di abbigliamento risultati non conformi alla normativa vigente in termini di origine della merce.

 

Questa volta il controllo ha interessato una bancarella dedita alla vendita di vestiti gestita da un cittadino pachistano che presentava evidenti irregolarità.

 

Diversi paia di pantaloni, ma anche maglie e altro vestiario, apparivano sprovvisti delle indicazioni relative alla provenienza e al produttore, come invece previsto al fine di garantire la tracciabilità dei capi e la sicurezza dei consumatori, portando ad un ammenda per il titolare per l'ammontare di 333,33 euro.

 

In tal senso, il comune di Monfalcone rammenta come la normativa sull’etichettatura nei prodotti tessili rivesta anche un’importanza sanitaria, date le conseguenze nocive che potrebbero derivare da prodotti non conformi e privi di certificazioni. Sui risvolti sulla sicurezza dei cittadini legata alla presenza in commercio di prodotti inadeguati è intervenuta la consigliera delegata alla sicurezza del comune, nonché europarlamentare Anna Maria Cisint, che ha dichiarato: “Questi controlli dimostrano ancora una volta l’attenzione costante che l’amministrazione comunale e la polizia locale dedicano alla tutela dei cittadini, dei consumatori e dei nostri negozi, ai quali è richiesto molto. Contrastare la vendita di prodotti non conformi significa proteggere la salute pubblica, garantire maggiore sicurezza e salvaguardare anche gli operatori commerciali che lavorano rispettando le regole”.

 

I capi sequestrati sono stati quindi rimossi dalla vendita e posti a disposizione dell’autorità competente per gli ulteriori accertamenti del caso.

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