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| 23 maggio | 18:54

Atleti dopati a caccia di record del mondo, potenti miliardari che industrializzano prodotti biotech per superare i limiti umani: benvenuti agli Enhanced Games di Las Vegas

A Las Vegas domenica 24 maggio si "celebrano" gli Enhanced Games, gare di nuoto, atletica e sollevamento pesi con alcuni atleti professionisti sottoposti a mirati esperimenti farmacologici per spingere al massimo i propri corpi. Dietro il progetto, i miliardi di Peter Thiel, Donald Trump Jr. e altri danarosi investitori delle biotech

(foto sx instagram @fkerley99 - foto dx enhanced.com)
(foto sx instagram @fkerley99 - foto dx enhanced.com)

TRENTO. Un evento controverso e rivoluzionario, di certo specchio della confusa modernità che non lascia scampo a niente e nessuno: domenica 24 maggio è il giorno in cui si “celebrano” gli Enhanced Games, da qualcuno definite le “Olimpiadi dei dopati”.

 

Una competizione multisportiva che include (almeno per questa edizione) gare di nuoto, atletica e sollevamento pesi. Ma a differenza delle noiose competizioni tradizionali, qui l’utilizzo di sostanze per migliorare le prestazioni non solo è permesso, ma regolamentato e supervisionato medicalmente. Agli atleti è permesso usare testosterone, ormone della crescita, steroidi anabolizzanti, nel nuoto via libera pure a “costumoni” e simili. Tutto per andare a caccia dei record del mondo (ovviamente non ufficiali) e per dare carburante al mercato della longevità, con una potenza di fuoco economica assolutamente fuori scala grazie al coinvolgimento di alcuni tra i più potenti uomini di business e tecnologia del pianeta (c’è pure il figlio di Trump, ma ogni cosa a suo tempo).

 

Ciliegina sulla torta, la scelta di Las Vegas come città ospitante: siamo di fronte all’inizio della fine dello sport per come lo conosciamo, o è tutta una messinscena? Forse entrambe le cose.

 

I GIOCHI.

 

L’idea alla base dell’intera operazione è quella di abbandonare la presunta ipocrisia del doping nascosto che secondo gli organizzatori esiste già nello sport di alto livello. Insomma, invece di proibire si vorrebbe paradossalmente celebrare e ‘valorizzare’ la scienza: le sostanze dopanti ci sono, ma l’evento promette trasparenza, sicurezza grazie alla continua supervisione medica e alla ricerca (ben remunerata) sui limiti del corpo umano “potenziato”.

 

A prendere parte a questa sorta di grande esperimento genetico, sociale e sportivo sono una quarantina di atleti, e qui le cose cominciano a farsi complicate perché il livello è alto e qualcuno dei partecipanti ha pure vinto medaglie olimpiche. I nomi più noti sono quelli del nuotatore britannico Ben Proud, argento olimpico a Parigi, e del velocista statunitense Fred Kerley, uno dei rivali di Marcell Jacobs a Tokyo.

 

Buona parte di questo folto gruppo di atleti d’ élite, non tutti perché qualcuno ha ambizioni di tornare a lasciare il segno anche nello sport dove esistono ancora i controlli antidoping (Kerley compreso), sono stati coinvolti in una sorta di “ritiro” ad Abu Dhabi tra gennaio e maggio in cui hanno ricevuto trattamenti personalizzati sotto la supervisione di team medici con l’obiettivo di potenziare e ottimizzare i propri corpi.

 

IL DENARO.

 

Inutile girarci intorno, il denaro è uno dei grandissimi protagonisti di questo appuntamento: la promessa agli atleti è quella di ricchi, anzi ricchissimi premi. Per sportivi di discipline poco remunerative, in palio ci sono somme che per molti rappresentano quello che guadagnerebbero in anni e anni di carriera tradizionale. Ogni evento, a cui partecipano 4 atleti in gara, ha un montepremi di 500 mila dollari (250 mila al primo per scalare fino ai 50 mila al quarto). E per chi batte l’attuale record del mondo ci sono bonus fino a un milione di dollari (per i due eventi di punta che sono i 100 metri di atletica e i 50 stile di nuoto). Il budget complessivo dell’evento è stimato intorno ai 50 milioni di dollari.

 

La reazione della Wada e più in generale del mondo degli sport olimpici è stata univoca e inequivocabile: gli Enhanced Games sono considerati pericolosi, un concetto “irresponsabile” anche alla luce della pericolosità dell’utilizzo delle sostanze sugli atleti, a breve e lungo termine. “Alcuni in passato sono morti”, ha evidenziato la Wada.

 

I POTERI FORTI.

 

Anche qualora (ed è un grande "se") la sicurezza e il benessere degli atleti fossero assicurati al 100%, senza dubbio il meccanismo sarebbe quantomeno inquietante. A maggior ragione lo diventa quando ci si rende conto di quanti e quali siano i poteri economici e il giro di soldi che si celano dietro agli Enhanced Games.

 

Un’alleanza tra biotech, crypto e tutta quella cosiddetta “Silicon Valley trumpiana” che si fregia di rappresentare le istanze del mondo antiwoke e del trans-umanesimo libertario. L’ideatore e volto dell’operazione è Aron D’Souza, avvocato australiano vicino a Peter Thiel (quello di Paypal e Palantir, proprio lui), ma a sostenere l’iniziativa ci sono anche il miliardario tedesco Christian Angermayer, uomo di business che ha fatto i miliardi con le cryptovalute e che ora punta forte su biotech e longevità; e il fondo 1789 Capital che fa riferimento al già citato Donald Trump Jr.

 

Un ristretto gruppo di potenti ossessionati dalla produttività umana e che vuole non solo trasformare i corpi degli atleti in prototipi biologici da studiare, ma perfino in ‘macchine’ da monetizzare e industrializzare.

 

Ecco perché gli Enhanced Games vanno in scena, come rivelato dallo stesso sito della manifestazione: l’obiettivo non è fare entertainment, non solo, ma è quello di diventare un “movimento globale che promuove conoscenze scientifiche, scoperte mediche ed eventi sportivi da record per unire l'umanità e stimolare l'innovazione”. Tradotto: uno degli obiettivi è vendere e monetizzare un variegato universo di farmaci e integratori per migliorare le prestazioni. Il mercato dei prodotti antietà è in espansione? Ecco a voi un gran numero di prodotti medicalmente testati su atleti professionisti che spingono il corpo umano all’eccellenza, o al limite.

 

Oggi sono steroidi “approvati”, domani chi lo sa. Magari direttamente modifiche genetiche. D’altronde il lessico stesso scelto dagli organizzatori tradisce la natura più profonda ed oscura del progetto: “performance optimization”, “human enhancement”, “superhumanity”.

 

L’atleta (e l'essere umano) non è più il risultato di un bilanciato equilibrio tra talento, allenamento e sacrificio, ma una vera e propria macchina da modificare, correggere e far correre il più velocemente possibile.

 

Intanto per chi vuole godersi lo spettacolo, per dire così, appuntamento per domenica 24 maggio quando lo show sarà chiaramente superbo: diretta streaming delle gare in tutto il mondo, perfino un concerto live dei The Killers in conclusione di giornata. 

 

Il motto della città del peccato da sempre è: “Quello che succede a Las Vegas, resta a Las Vegas”. Speriamo sia davvero così.

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