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Trento
21 maggio | 15:12

A 40 anni "Ciurla" dice basta e appende le scarpette al chiodo. "Un viaggio bellissimo, chiuso con la squadra del cuore. Adesso la maratona di Berlino e poi vedremo"

Classe 1985, Michele Ciurletti è uno degli "highlander" del calcio regionale. Quella di domenica prossima sarà la sua ultima partita da giocatore: una lunghissima carriera a livello di prime squadre, che l'ha portato ad indossare le maglie di Benacense, Fersina, Comano Fiavè, Dro, Rotaliana, nuovamente Comano, per chiudere nella squadra del cuore, il Calisio, che ha contribuito a portare in Promozione per la prima volta nel 2022, mettendo a referto anche 11 reti

Foto Alessandro Holneider/Calcio Calcio

TRENTO. La festa c'è già stata, anche l' "ultimissima" assoluta della sua carriera da giocatore è fissata per domenica prossima, 24 maggio, sul campo di Arco.

 

In via Pomerio, in una cornice assolutamente nobile, Michele Ciurletti saluterà il calcio giocato a 40 anni e mezzo, giocando la sua 470esima partita tra serie D, Eccellenza, Promozione e Prima Categoria.

 

Stavolta è ufficiale: il "Ciurla", come è conosciuto ad ogni angolo della regione, dirà "basta" e appenderà veramente le scarpette al chiodo.

 

Una lunghissima carriera a livello di prime squadre, che l'ha portato ad indossare le maglie di Benacense, Fersina, Comano Terme Fiavè, Dro, Rotaliana, nuovamente Comano, per chiudere nella squadra del cuore, quella in cui si è formato calcisticamente, il Calisio, che ha contribuito a portare in Promozione per la prima volta nella storia nel 2022, mettendo a referto anche la bellezza di 11 reti.

 

"Ufficialmente - racconta - la mia prima squadra è stata la Virtus Nordauto, con cui ho giocato da bambino per alcuni anni, ma la squadra e la società in cui sono effettivamente nato e dalla quale sono "partito" è il Calisio. E' stato bello chiudere il cerchio dove tutto era iniziato tanti anni fa. Domenica scorsa è stata una giornata unica, emozionante, che ricorderò per sempre: i compagni e gli amici sono stati fantastici, la maglietta che mi hanno regalato è una vera e propria opera d'arte. Se mi sono commosso? Certamente sì. Adesso spero che il mister mi faccia giocare domenica ad Arco, così farò "cifra tonda": sono a 469 presenze e ne manca solamente una per arrivare a 470. Tra l'altro "lascio" dopo un ottimo campionato, visto che chiuderemo nella parte sinistra della classifica. E con questa maglia mi sono tolto tante soddisfazioni, vedi anche la storica finale di Coppa disputata al "Briamasco" lo scorso anno".

Una passione fortissima, che non l'ha portato a smettere nemmeno quando, a 36 anni, si è rotto il legamento crociato. Si è operato, ha lavorato sodo per rientrare prima possibile e, dopo soli sette mesi, è tornato in campo. Innamorato del calcio o folle?

 

"Al mio posto in tanti avrebbero smesso - conferma - e, tutto sommato, non ci sarebbe stato nulla di "male": insomma, a 36 anni e già una bella carriera alle spalle, durante la quale mi ero tolto tante soddisfazioni, sia personali che di squadra, chiudere lì sarebbe stata la scelta più facile e, probabilmente, anche "naturale". Ma io non avevo voglia di chiudere. Giocavo a Comano, un posto e una società della quale mi sono innamorato, che mi ha sempre supportato e fatto sentire "a casa", e dunque volevo fortissimamente rientrare, anche perché sentivo di poter "dare" ancora qualcosa. E, allora, ho fatto di tutto per tornare prima possibile, riuscendovi. Se è stata la più grande soddisfazione? Beh, i tanti sforzi sono stati ripagati ampiamente".

E adesso? Cosa farà il "Ciurla"? Si accontenterà di qualche "partitella" con gli amici a metà settimana o è pronto a restare nel calcio con un altro ruolo, magari dirigenziale o addirittura tecnico?

 

"Una "mano" al Calisio, se avranno bisogno - spiega - sarò sempre pronto a darla, per riconoscenza nei confronti di quella che è una vera e propria seconda famiglia. Ma l'ho già detto, non voglio nessun ruolo ufficiale, né da dirigente, né da allenatore. Nel 2024 ho corso la maratona di New York ed è stata un'esperienza "mistica", che voglio ripetere. E, infatti, mi sono già iscritto alla maratona di Berlino, in programma a fine settembre: nei prossimi mesi mi concentrerò su tale "avventura", perché necessita di tempo e preparazione specifica. E poi c'è il paddle, un'altra grande passione, a cui voglio dedicare più tempo. Era il momento giusto per smettere e poi, visto che mi sono rotto il naso tre volte, adesso è venuto il momento anche di operarmi e "sistemarmi" definitivamente".

 

Si chiude un capitolo e, dunque, è il momento dei bilanci. E dei ricordi. Il più bello, quello che arriva subito in testa, senza pensarci su due volte?

"Tanti, tantissimi - conclude Ciurletti -. Impossibile individuarne solo uno. E, allora, siccome ho avuto la fortuna di vivere diverse promozioni, tutte sono state dei momenti che resteranno indelebili nella mia mente. Così come il primo e unico gol in serie D, con la maglia del Dro contro la Triestina e il rientro in campo a Comano dopo il grave infortunio, suggellato subito dal gol, nella partita contro il Brixen. E, per finire, la festa di domenica, con tanti amici. Un allenatore? Anche in questo caso è difficile individuarne uno: dico Ciresa, ai tempi della Fersina, perché mi ha fatto crescere a livello calcistico e Luciano Gabrielli, che mi ha preso dal "nulla", dalla juniores, e portato a Riva del Garda a fare l'Eccellenza. A tutti, però, sarò sempre grato perché ognuno di loro mi ha trasmesso e insegnato qualcosa".

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