La favola Maia Alta, una salvezza arrivata dopo due settimane "folli" e tre rimonte di fila. Toccoli: "Da underdog già "spacciati" abbiamo compiuto un'impresa"
Il risultato vale tantissimo e il "come" è maturato è semplicemente clamoroso. In due settimane l'Obermais, espressione della popolazione di lingua tedesca della città del Passirio, ha piazzato tre rimonte pazzesche - l'ultima nella sfida "secca" dei playout contro il Vigasio, sconfitto per 3 a 2 con rete decisiva di Loncini al 116' - raggiungendo un risultato che molti (anche diversi addetti ai lavori) indicavano come impossibile sia prima che durante la stagione

MERANO. L'hanno già chiamato "Das Wunder von Vigasio", il "Miracolo di Vigasio". La festa è stata lunga e non poteva essere altrimenti.
Prima al campo, dove erano presenti ben 400 sostenitori arrivati dall'Alto Adige, poi lungo il viaggio di ritorno e, infine, a Merano, con tantissimi tifosi biancoblu che hanno atteso la squadra per celebrare insieme la salvezza raggiunta in serie D.
Quella scritta ieri, domenica 17 maggio, da Flavio "Lupo" Toccoli e dai suoi giocatori è una pagina quasi storica della storia del calcio regionale. Pochissime altre volte, forse si contano sulle dita di una mano, una squadra - che sia trentina o altoatesina - neopromossa in categoria ed esordiente assoluta in Quarta Serie è stata capace di centrare la salvezza.
Il risultato vale tantissimo e il "come" è maturato è semplicemente clamoroso. In due settimane l'Obermais, espressione della popolazione di lingua tedesca della città del Passirio, ha piazzato tre rimonte pazzesche - l'ultima proprio contro il Vigasio, sconfitto per 3 a 2 nella sfida playout con rete decisiva del giovane Loncini al 116' - raggiungendo un risultato che molti (anche diversi addetti ai lavori) indicavano come impossibile sia prima che durante la stagione.
"E' una gioia immensa - racconta mister Toccoli, ancora "provato" dai festeggiamenti - e oggi possiamo dirlo: abbiamo fatto un "miracolino". Ci sentiamo i protagonisti di una favola: siamo stati gli "underdog" che compiono l'impresa dopo essersi confrontati con tante squadre molto più "ricche" e forti. Sì perché, diciamocela tutta, abbiamo affrontato un girone difficilissimo con tante squadre molto forti, alcune delle quali non avevano "nulla da spartire" con noi per esperienza, budget a disposizione e organizzazione. Ecco perché la soddisfazione è doppia, tripla".
Alla sua prima avventura da allenatore in serie D, dopo nove in Eccellenza (cinque con il Bozner, uno con il Trento e tre, per l'appunto, con il Maia Alta), Flavio Toccoli, che da giocatore ha calcato anche i campi della serie C2 prima con il Südtirol e poi con il Mezzocorona, è riuscito a centrare una fantastica salvezza.
"Non vedevo l'ora di misurarmi da tecnico in Quarta Serie - prosegue - dopo non aver avuto la possibilità di affrontarla con il Trento. Avevamo vinto la Coppa Italia provinciale e la Coppa Italia regionale, stavamo dominando il campionato che venne sospeso per la pandemia, ma la classifica venne "cristallizzata" e, dunque, venimmo promossi in serie D ma la società fece altre scelte. A Vigasio si è chiuso un cerchio, sono strafelice e mi godo il momento, consapevole però che bisognerà mettersi subito a lavorare per programmare il futuro. L'anno prossimo confermarsi in categoria sarà ancora più difficile e dovremo alzare l'asticella".
Il Maia Alta, infatti, aveva già confermato mister Toccoli a prescindere dall'esito della sfida playout: un chiaro segno di fiducia e stima nei confronti dell'allenatore, che l'anno venturo siederà per la quinta stagione di fila sulla panchina meranese.
"Un grande segnale e una manifestazione di stima che è assolutamente ricambiata - conclude - perché in questi anni abbiamo lavorato benissimo, siamo cresciuti tanto e c'è la volontà, da parte di tutti di compiere un ulteriore step in avanti. Adesso è il momento della festa, arrivata dopo tre partite incredibili: a San Luigi andiamo sotto, rimontiamo, pareggiamo e ci conquistiamo lo spareggio, dove subiamo la rete avversaria dopo pochi minuti. Poi realizziamo tre gol nel primo tempo e vinciamo, guadagnandoci la possibilità di disputare il playout. E a Vigasio subiamo un rigore che non c'era, obiettivamente, ci troviamo sotto di una rete, pareggiamo, un altro rigore contro che il nostro portiere Tenderini para ma incassiamo comunque la seconda rete. Poi tutti in avanti, quando sembra finita troviamo il pari al 93' e, nei supplementari, un ragazzo che non giocava da diverse partite, entra e segna a quattro minuti dalla retrocessione. Incredibile, sono state due settimane "folli". Aver vinto così, davanti a 400 persone scese per incitarci è stato più bello. E' stato un ottovolante d'emozioni, di qualcuna avremmo fatto volentieri a meno, ma è stato ed è stupendo".
E, a proposito di "corsi e ricorsi", a Vigasio, dove in campionato il Maia Alta aveva perso in pieno recupero con un errore del portiere Tenderini, proprio il numero uno meranese, autore di una stagione super, si è rifatto con gli interessi nel giorno più importante.
Come? Parando nel secondo tempo il rigore del possibile 2 a 1 a Moras, il secondo di giornata concesso ai veneti da un direttore di gara "un po' casalingo". Un intervento decisivo. Il calcio "toglie" ma poi - spesso - "restituisce".












