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Belluno
05 febbraio | 12:29

Olimpiadi, gli interrogativi delle associazioni ambientaliste su Socrepes: “Per Simico l’impianto è prossimo al collaudo: dov’è il certificato di immunità da frana?”

A poche ore dal via alle Olimpiadi, le associazioni ambientaliste dell’Alto Bellunese si interrogano in merito al destino della cabinovia Apollonio-Socrepes. In una nota, espongono le loro perplessità in merito alle recenti dichiarazioni di Simico, secondo cui l’impianto sarà utilizzato (a metà portata) già durante le Olimpiadi per poi essere pronto definitivamente per le Paralimpiadi

CORTINA D’AMPEZZO. “Abbiamo sempre sostenuto che l'impianto non andava realizzato e che, comunque, la fretta è cattiva consigliera: troppe sono le perplessità e le criticità ambientali, paesaggistiche, geologiche e idrogeologiche che meritavano ben più attenta considerazione”. Con queste parole il Coordinamento associazioni ambientaliste Alto Bellunese interviene, a poche ore dall’inizio della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, sulla questione della cabinovia di Socrepes.

 

Solo alcuni giorni fa, infatti, a margine di un tavolo tecnico che ha confermato l’apertura delle scuole di Cortina, l’amministratore delegato di Simico (Società infrastrutture Milano Cortina) Fabio Saldini aveva annunciato che la cabinovia sarà utilizzata a metà portata durante i Giochi, per poi entrare in funzione a pieno regime con le Paralimpiadi (qui l’articolo).

 

L’associazione parla però ora di “prepotenza e improvvisazione”. La denuncia degli ambientalisti bellunesi, infatti, riguarda non solo i prevedibili ritardi nella realizzazione dell'opera, ma anche la posizione assunta da Simico e Fondazione Milano Cortina.

 

“Che la cabinovia non sarebbe stata pronta per i Giochi - si legge nella nota - lo sospettavano tutti, soprattutto gli abitanti di Mortisa e Lacedel vittime dei piloni che attraversano i loro villaggi e costretti, per difendersi, a ricorrere al Tar. Eppure pervicacemente Simico, Fondazione MiCo e Comune hanno continuato a sostenere che avrebbero fatto il miracolo sostenendo che la realizzazione della cabinovia fosse essenziale per garantire il regolare svolgimento delle discipline olimpiche come lo sci femminile. Proprio in nome di questa essenzialità la Regione Veneto ha sottratto alla competenza della Provincia di Belluno la procedura di Valutazione impatto ambientale avocandola a sé. Forse temeva che la Provincia fosse troppo lenta o troppo pignola? Tale gestione in capo a Simico ha consentito una corsia preferenziale, ma evidentemente non è bastato e ora, per giustificare lo smacco, Simico afferma che in fondo la cabinovia non è così essenziale e che è già pronto il piano B”.

 

Lo scorso ottobre, come noto, il Tar del Lazio aveva respinto i ricorsi proposti da alcuni privati contro l'opera, mentre Simico, a seguito di un cedimento importante del terreno verificatosi solo qualche mese prima, aveva minimizzato parlando di un “allentamento superficiale assolutamente gestibile” e garantendo un sistema di soluzioni tali da monitorare e fronteggiare ulteriori scivolamenti (qui il dettaglio).

 

L’Associazione però non ci sta, soprattutto ora che l’impianto non è di fatto pronto come promesso. “Dalle ultime dichiarazioni del commissario Saldini - conclude infatti - abbiamo appreso che l’impianto sarebbe prossimo al collaudo per poi essere utilizzato a mezzo servizio anche prima delle Paralimpiadi. A questo punto ci viene spontaneo chiederci e chiedere: è arrivato il famoso ‘Certificato di immunità da frana’ di competenza della Regione Veneto, indispensabile per il collaudo dell’impianto? Arriverà anch’esso in fretta e furia? Arriverà in tempo per fare funzionare l’impianto per le Paralimpiadi oppure si riuscirà con qualche equilibrismo a farne senza?”.

 

Ma soprattutto: cosa ne sarà una volta calato il sipario sull’evento?

 

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