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Belluno
16 aprile | 19:15

Socrepes, Avs presenta un esposto alla Corte dei conti: “Si faccia luce su questo inutile mega progetto: per le Olimpiadi non è servito e la fine dei lavori sembra lontana”

La deputata e capogruppo Avs alla Camera Luana Zanella ha presentato un esposto alla Procura veneta della Corte dei conti per far luce sulle risorse economiche impegnate in un “inutile mega progetto” che continua a non veder luce. Parliamo della cabinovia Apollonio-Socrepes, che avrebbe dovuto essere ultimata per i Giochi e che invece oggi è ancora ferma, mentre Ansfisa certifica di non poter concedere il nulla osta definitivo

CORTINA D’AMPEZZO. “L’impianto è stato contestato da noi ambientalisti e Avs dall’inizio, insistendo su un territorio a rischio idrogeologico. In più, oltre al discorso ambientale e paesaggistico, sfugge l’utilità di un’opera che non è servita a nulla durante i Giochi, visto che non è stata completata né per le Olimpiadi né, come si era ipotizzato, per le Paralimpiadi”.

 

A parlare è Luana Zanella, capogruppo per Alleanza verdi e sinistra alla Camera, contattata da Il Dolomiti a seguito dell’esposto presentato alla Corte dei conti riguardante la cabinovia Apollonio-Socrepes. In esso, dopo aver elencato tutte le criticità connesse all’opera, si richiede “un accertamento sulle scelte operate dal commissario straordinario e amministratore di Simico Fabio Massimo Saldini, con particolare riferimento ai possibili danni procurati alle finanze pubbliche nella gestione delle risorse economiche destinate agli interventi e alle opere connesse ai Giochi”, soprattutto per la cabinovia.

 

“Ho avanzato diversi atti ispettivi - afferma Zanella - e durante le vacanze pasquali sono anche andata a vedere il cantiere, che sembra tutto fuorché finito. In più, l’aspetto preoccupante è che ho ricevuto una lettera da Ansfisa, l’agenzia addetta alla sicurezza degli impianti, che certifica di non essere in possesso della necessaria documentazione per procedere al collaudo e dare quindi il nulla osta definitivo”.

 

A ciò si aggiunge poi l’aspetto economico: la deputata nota come il costo iniziale di 22,8 milioni di euro sia lievitato a 35 milioni, mentre persistono criticità legate alla stabilità dei versanti montani e alle condizioni idrogeologiche dell’area. Aveva infatti fatto notizia a settembre l’ampia frattura che si era aperta, liquidata da Simico come un allentamento superficiale assolutamente gestibile (qui il fatto). Oggi, a Giochi conclusi, Zanella ha quindi presentato un esposto presso la Procura veneta della Corte dei conti “sperando si possa far luce sulle risorse economiche impegnate in un inutile mega progetto che, peraltro, continua a non veder luce”.

 

“Aver insistito per realizzare questo investimento - aggiunge - è completamente fuori dall’interesse e dalla sicurezza della comunità della valle del Boite. Si tratta di problematiche gravissime, confermate anche dalla risposta che ho ricevuto da Ansfisa”. Risposta che Il Dolomiti ha visionato e nella quale Ansfisa rileva come, dopo aver ricevuto il certificato di ultimazione lavori, nelle giornate dal 10 al 12 marzo i propri funzionari abbiano effettuato un sopralluogo preliminare, “rilevando la necessità di ulteriori completamenti”. Alla data della comunicazione (fine marzo), Simico non aveva inoltre ancora inviato la richiesta di sopralluogo per le verifiche e prove funzionali.

 

Quindi la situazione della grande e indispensabile opera, che ricordiamo avere anche spinto a espropriare i due veterinari di Cortina del loro ambulatorio - aspetto non secondario, visto che sono gli unici in paese - è quantomeno incerta, come emerso anche dal reportage effettuato da L'Altramontagna (qui le immagini).

 

“L’area tra Mortisa e Lacedel - conclude Zanella - si era mantenuta piuttosto integra nonostante l’edificazione importante subìta da Cortina. Questo, aggiungo ai tanti milioni pubblici spesi, ci ha sempre fatto pensare a uno spreco inammissibile, soprattutto in un momento in cui le esigenze sarebbero altre, a partire dalla sanità. Osservo inoltre che la gara iniziale andò deserta, poi ne è stata annullata un’altra per fuga di notizie e alla fine è stato fatto l’affidamento diretto: la Corte dei conti avrà quindi sotto gli occhi tutti i passaggi, i soldi spesi e il fatto che, ad oggi, tutto è fermo. Le cabine, arrivate dalla Turchia, sono infatti lì, coperte, accanto una discarica a cielo aperto e un cantiere che fa pensare a tutto tranne che a una rapida soluzione”.

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