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Belluno
15 settembre | 12:06

A Socrepes il terreno cede, ma Simico minimizza: “Un allentamento superficiale assolutamente gestibile”. E chiama in causa le contestazioni respinte per la pista da bob

“Un allentamento superficiale assolutamente gestibile nelle ordinarie attività di cantiere”. Questa la posizione di Simico in merito alla frattura nel terreno su cui sorge il cantiere per l’impianto di risalita Apollonio-Socrepes: posizione che arriva dopo l’esposto depositato alla Procura della Repubblica di Belluno dai residenti pochi giorni fa

CORTINA D’AMPEZZO. "Un allentamento superficiale assolutamente gestibile nelle ordinarie attività di cantiere". Questa la posizione di Simico in merito alla frattura nel terreno su cui sorge il cantiere per l’impianto di risalita Apollonio-Socrepes: posizione che arriva dopo il clamore mediatico e soprattutto dopo l’esposto depositato alla Procura della Repubblica di Belluno dai residenti pochi giorni fa.

 

Nel suo intervento, la società ribadisce infatti il “preminente interesse nazionale” dell’opera stabilito dalla legge, sottolineando anche di aver svolto un’ampia campagna di indagini geognostiche prima di avviare i lavori, i cui risultati sono stati trasmessi ai competenti uffici regionali a garanzia della sicurezza dei luoghi e delle persone. Inoltre, secondo Simico va tutto bene perché la frana “insiste su aree distinte da quelle in cui sono in corso interventi di natura privata, come lo Ski Bar Ria da Saco e la cabinovia Lacedel–Socrepes”.

 

Per i legali che hanno presentato l’esposto, però, non è così semplice. “La frattura inizialmente mostrava una apertura di circa 30 centimetri al piano campagna - spiegano - mentre il terreno immediatamente a valle risultava visibilmente abbassato di oltre 30 centimetri. Il fenomeno si è ampliato nei giorni successivi e la frattura si è allungata fino a oltre 40 metri, con un abbassamento superiore ai 50 centimetri del terreno”. Il movimento del terreno in corso, dunque, è profondo e coinvolgerebbe l’intera lunghezza del pendio (qui i dettagli).

 

Simico però cita la posizione del Tar del Lazio che a giugno aveva respinto la richiesta di sospensiva sull’impianto perché basata “su deduzioni non manifestamente fondate” e per la non attualità del pericolo di danno. “A seguito dei sopralluoghi effettuati nei giorni scorsi con esperti nazionali della materia - aggiunge ora Simico - sono stati previsti interventi di drenaggio delle acque dovute alle recenti precipitazioni e un ulteriore piano di monitoraggio per garantire la regolare prosecuzione dei lavori. Il progetto integra specifiche soluzioni ingegneristiche per fronteggiare eventuali movimenti lenti del terreno: la stazione intermedia è progettata per assecondare possibili scivolamenti, gran parte dei sostegni di linea è dotata di elementi speciali al piede (slitte) che consentono il riallineamento dell’asse, ed è inoltre previsto uno speciale sistema di monitoraggio continuo dei movimenti”.

 

Insomma, la frana c’è, il terreno si muove, ma si prosegue accompagnando la frattura anziché - verrebbe da dire - chiedersi come mai si stia aprendo e con movimenti non esattamente “lenti”.

 

Il prossimo step, intanto, è la sentenza pubblica del 29 ottobre sul ricorso presentato dai residenti. Nell’attesa, Simico e il Commissario straordinario ribadiscono comunque che intendono continuare a operare nel pieno rispetto della catena dei poteri e dei controlli. “Si sottolinea inoltre - concludono - che, sempre in Cortina D’Ampezzo, con riferimento alla riqualificazione della pista Eugenio Monti, la correttezza sotto ogni profilo del percorso amministrativo seguito da Simico e dal medesimo Commissario di fronte a contestazioni di matrice ambientale è stato cristallizzato con sentenza passata in giudicato”.

 

Anche se, a onor del vero, la pista da bob non sorge a Socrepes.

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