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Belluno
14 settembre | 09:48

Olimpiadi, dopo il crollo del terreno 'trema' la funivia Socrepes: ''Esposto per proteggere i cittadini. Ipotizzate responsabilità penali per disastro e frana colposa''

I residenti avevano già presentato tre ricorsi al Tar Lazio, anche a riguardo dei rischi idro-geologici relativi alla costruzione della cabinovia olimpica e alla sovrapposizione dei cantieri, la cui udienza di merito è fissata per il prossimo 29 ottobre 2025 ma nel frattempo quello che si leggeva nei documenti (''nel Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) risultava come zona a rischio elevato'') si è verificato con una grossa crepa di 40 metri che si è aperta sui cantieri

CORTINA. Prima la crepa nel terreno, poi i continui eventi franosi con la spaccatura che è passata da poche decine di centimetri a oltre 40 metri e ora arriva anche un esposto da parte dei residenti e proprietari di case del villaggio storico di Lacedel di Cortina d’Ampezzo. D'altronde era già stata denunciata la scarsa stabilità dei terreni sui quali si vorrebbe andare a realizzare la nuova cabinovia Apollonio/Socrepes per i Giochi Olimpici e Paralimpici Milano-Cortina 2026 e gli eventi delle ultime settimane sono andati a confermare quei timori che oggi, per chi si trova a vivere nelle vicinanze dell'impianto, si sono trasformati in vera e propria paura.

 

''Nell’esposto - comunicano gli avvocati che seguono i residenti - vengono ipotizzate le responsabilità penali ai sensi degli artt. 426 e 449 c.p. (disastro e frana colposa), oltre a violazioni del D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro, evidenziando l’assenza di un piano unitario di sicurezza per cantieri interferenti e la mancata ottemperanza alle prescrizioni del decreto di compatibilità ambientale regionale''.

I residenti avevano già presentato tre ricorsi al Tar Lazio, anche a riguardo dei rischi idro-geologici relativi alla costruzione della cabinovia olimpica e alla sovrapposizione dei cantieri, la cui udienza di merito è fissata per il prossimo 29 ottobre 2025 ma sono stati ''costretti alla denuncia - comunicano i legali - per la tutela dell’incolumità privata e pubblica'' a seguito del fatto verificatosi tra il 29 e il 30 agosto 2025 e cioè una frattura, formazione di frana, di oltre 30 metri di lunghezza su un versante posto in località Socrepes a monte dell’abitato di Lacedel.

 

''La frattura - spiegano i legali - inizialmente mostrava una apertura di circa 30 centimetri al piano campagna, mentre il terreno immediatamente a valle risultava visibilmente abbassato di oltre 30 centimetri. Il fenomeno si è ampliato nei giorni successivi e la frattura si è allungata fino a oltre 40 metri, con un abbassamento superiore ai 50 centimetri del terreno. Contestualmente è stata rilevata anche la deformazione del muro di contenimento in cemento armato del cantiere adiacente a quello della stazione di arrivo della cabinovia Apollonio/Socrepes “Ski Bar Ria de Saco – Kraler” attualmente in costruzione), a conferma di un movimento franoso profondo e non superficiale che coinvolge l’intera lunghezza del pendio''.

 

L'esposto è stato depositato l'11 settembre alla Procura della Repubblica di Belluno, con l’assistenza degli avvocati Primo, Andrea e Alessandro Michielan del Foro di Treviso.

 

Il pendio interessato dalla franasi colloca in prossimità di tre cantieri in attività interferenti: la cabinovia Apollonio–Socrepes (opera olimpica B09.0 – SIMICO S.p.A.), lo Ski Bar Ria de Saco – di Franz Kraler & Co. s.a.s e la nuova cabinovia SEM 243 Lacedel–Socrepes (di ISTA S.p.A.).

 

''La frattura e la formazione di una frana, sul versante dove è posizionata la cabinovia olimpica (con trasporto di 2.400 persone all’ora), è considerata dagli esperti tecnici incaricati di importante gravità e costringe i residenti alla denuncia per la tutela dell’incolumità privata e pubblica- spiegano ancora dallo studio Michielan -. Secondo la relazione tecnica del professore Eros Aiello, ricercatore e geologo del Centro di Geotecnologie dell’Università di Siena, riconosciuto anche a livello internazionale come rinomato studioso dei fenomeni geologici di frana, l’accertato sbancamento è stato eseguito senza le doverose indagini geotecniche in un ambiente “a rischio frana” e senza le previe “opere di presidio” per il consolidamento del versante, già instabile, generando un fenomeno franoso retrogressivo importante su un’area, già classificata dal Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) come zona a rischio elevato''.

''La frana minaccia direttamente le abitazioni del villaggio di Lacedel - concludono i legali - garage interrati, servizi e la viabilità della S.R. 48, con rischio concreto per la pubblica incolumità''. I residenti e i loro legali chiedono che le autorità competenti dispongano l’immediata sospensione dei lavori e la messa in sicurezza del versante, mediante monitoraggi e consolidamenti preventivi. ''La gravità della situazione di Cortina trova un parallelo in quanto accaduto a Livigno, dove la Procura di Sondrio ha disposto in questi giorni il sequestro del cantiere della nuova pista da sci destinata a ospitare gare di Coppa del Mondo, contestando carenze autorizzative e irregolarità nelle prescrizioni ambientali e di sicurezza. Questo ulteriore intervento della Magistratura conferma la necessità che tutte le opere connesse ai grandi eventi sportivi rispettino rigorosamente le normative vigenti, ponendo la tutela del territorio e della pubblica incolumità al di sopra di ogni interesse acceleratorio o commissariale''.

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