Contenuto sponsorizzato
Trento
08 maggio | 06:00

Donne senza casa in Consiglio provinciale ma Fugatti le ignora e lancia il 'nuovo modello di accoglienza': “Vergognoso, nessuna svolta, norme già dovute e non ancora applicate”

L'annuncio della Pat  arriva dopo la chiusura dei dormitori invernali e l'allarme lanciato in questi giorni sul rischio che molto donne finiscano a dormire per strada. Per le associazioni la Pat "spaccia per svolta innovativa ciò che dovrebbe essere il minimo". Un intervento, viene spiegato che rappresenta comunque "una coperta in ogni caso troppo corta, visto il numero di donne entrate nella cosiddetta “bassa soglia” di assoluto bisogno d’assistenza"

TRENTO. Altro che “nuovo modello integrato”.  Non sarebbe altro che “la tardiva applicazione di precise norme del diritto nazionale ed europeo”. Chiara Aliberti, dello 'Sportello Casa per tutti' usa queste parole per commentare l’annuncio della Giunta provinciale, circa “l’avvio di una prima sperimentazione operativa del  nuovo modello integrato di accoglienza e attivazione lavorativa per i richiedenti protezione internazionale”.

Un annuncio  che arriva dopo la data di chiusura dei dormitori invernali e che la Pat sembra aver spacciato per svolta innovativa ciò che dovrebbe essere il minimo. Dopo anni di emergenze annunciate, proroghe umilianti e soluzioni tampone, il Trentino scopre improvvisamente l’accoglienza solo quando decine di donne rischiano di dormire per strada.

 

ALLARME ACCOGLIENZA PER LE DONNE E L'INTERVENTO DELLA PAT
La Provincia ha deciso di avviare una prima sperimentazione operativa del nuovo modello integrato di accoglienza e attivazione lavorativa per i richiedenti protezione internazionale, con una soluzione specifica a favore delle donne senza dimora a seguito alla conclusione del piano di accoglienza invernale. Ad annunciarlo è piazza Dante spiegando che l'iniziativa rientrerebbe nell’ambito del modello che si sta sviluppando in stretta sinergia con il Commissariato del Governo per la presa in carico delle persone presenti sul territorio trentino, con l’obiettivo di favorire percorsi concreti di responsabilizzazione, inclusione sociale e attivazione lavorativa. 

 

L'iniziativa arriva sull'onda dell'emergenza che si è creata nei giorni scorsi con la chiusura dei dormitori in particolare quello femminile di via Saluga. Almeno 20 donne sono rimaste senza un posto dove dormire. Alle ospiti della struttura di via Saluga in un primo momento era stato  comunicato di lasciare il proprio posto entro le 8 del mattino del 29 aprile. Portando via tutto. Senza alternative. Su spinta del mondo associativo , fortunatamente, è stata poi garantita alle ospiti un’accoglienza temporanea alternativa presso altre strutture. 

 

Il nuovo progetto della Pat, ora, mette in campo un percorso che prevede l’accertamento delle competenze lavorative con azioni di orientamento e accompagnamento all’inserimento occupazionale. Si tratta dunque di una prima concreta sperimentazione del nuovo modello per la presa in carico integrata e inclusione attiva dei richiedenti protezione internazionale.

 

DONNE SENZA CASA IN PROVINCIA 
Un gruppo di donne senza casa giovedì mattina hanno incontrato il  presidente Claudio Soini e un nutrito numero di consiglieri provinciali. Si tratta di donne  in gravissima difficoltà per quanto riguarda una dimora per la notte.

 

 Ad accompagnarle, anzitutto Chiara Aliberti dello Sportello Casa per tutti, che ha commentato l’annuncio  circa l’avvio della nuova sperimentazione. 

 

Aliberti ha detto che ben vengono anche soluzioni tampone a un’emergenza che ormai si ripete a fine inverno da tre anni, ma ha opposto che il nuovo modello annunciato non sarebbe altro che “la tardiva applicazione di precise norme del diritto nazionale ed europeo. Una coperta in ogni caso troppo corta, visto il numero di donne entrate nella cosiddetta ‘bassa soglia’ di assoluto bisogno d’assistenza". 

 

L’ultima proroga di 7 giorni alla garanzia di un tetto, ha spiegato Aliberti, “è inaccettabile, chiediamo soluzioni strutturali e la fine di un sistema che sta trattando situazioni umane difficilissime in un calvario di attese, spostamenti continui, incertezze e disagi d’ogni tipo”.
Sulla stessa linea anche Marta Anderle dell'Anpi Trentino che ha parlato di una “situazione che umilia le donne coinvolte, ma anche il civilissimo Trentino e la sua Autonomia, che sta negando diritti costituzionali fondamentali”. 

 

IL MONDO DELLA POLITICA 
A partecipare all'incontro con il gruppo di migranti c'erano anche le forze di minoranza con i consiglieri provinciali Paolo Zanella, Michele Malfer, Chiara Maule, Mariachiara Franzoia, Lucia Maestri, Michela Calzà, Andrea de Bertolini, Francesco Valduga, Alessio Manica e Lucia Coppola assieme al consigliere di maggioranza Kaswalder. 

 

Se da un lato Coppola ha invocato strutture e provvedimenti adeguati, Francesco Valduga assieme al collega Andrea de Bertolini hanno chiesto risposte immediate e convincenti da parte della Provincia.  

 

A parlare si situazione umiliante è Paolo Zanella. “Assistete almeno le donne” ha ha affermato il consigliere del Pd sottolineando che la competenza per materia è recentemente passata dall’assessore Mario Tonina (“che forse avrebbe voluto intervenire in modo costruttivo”) al presidente Maurizio Fugatti.  Zanella ha poi ricordato gli accordi con il Governo che hanno ridotto l’assistenza ai richiedenti asilo da 1700 unità prima alla metà, poi a 350, facendo del Trentino il fanalino di coda dell’accoglienza tra le regioni italiane. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 maggio | 06:00
L'annuncio della Pat  arriva dopo la chiusura dei dormitori invernali e l'allarme lanciato in questi giorni sul rischio che molto donne [...]
Cronaca
| 07 maggio | 20:13
Il microbiologo sottolinea come in genere difficilmente questo virus si trasmette da uomo a uomo e spiega: "E' molto fragile, non resistente [...]
Società
| 07 maggio | 20:40
Se "Parigi val bene una Messa", "San Luigi val bene una salvezza": detto e fatto. Daniel Mazza, ex giocatore del Maia Alta e "bandiera" dei [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato