Trecentonovanta chilometri in bici in due giorni per sostenere la squadra del suo cuore. L'impresa di Daniel Mazza per spingere il Maia Alta
Se "Parigi val bene una Messa", "San Luigi val bene una salvezza": detto e fatto. Daniel Mazza, ex giocatore del Maia Alta e "bandiera" dei biancoblù, è partito venerdì da Merano, raggiungendo in serata Bassano. Dopo aver trascorso la notte alle pendici del Grappa, sabato è ripartito alla volta del Friuli, arrivando sino a Monfalcone. Per tifare per Toccoli e i suoi, che con il pareggio si sono garantiti lo spareggio salvezza, proprio contro il San Luigi

MERANO. Trecentonovanta (390) chilometri in bici in due giorni, per sostenere quei colori che per lui rappresentano una seconda pelle, in quella che era la sfida più importante della storia del Maia Alta.
E, a giudicare da come è andata a finire, Daniel Mazza, ex calciatore della compagine meranese, di cui è stato una "bandiera" dopo avervi militato per tantissimi anni, l'impresa ha portato fortuna. Eccome se ne ha portata.
Il Maia Alta, Obermais per la comunità di lingua tedesca della città del Passirio, si giocherà domenica prossima la possibilità di disputare i playout di serie D, in un match da "dentro o fuori" che andrà in scena allo stadio "Gianni Casée" di San Martino di Lupari.
L'avversario sarà il San Luigi, formazione di un rione di Trieste, la stessa squadra che - scherzi del calendario - la compagine altoatesina di "Lupo" Toccoli ha affrontato domenica scorsa, nell'ultimo turno della stagione regolare.
Le due squadre erano appaiate al terzultimo posto e, dunque, serviva almeno un pareggio per garantirsi lo spareggio: in caso di sconfitta, il Maia Alta sarebbe retrocesso aritmeticamente in Eccellenza. E, invece, grazie alla rete nella ripresa di Ngom, i meranesi sono riusciti ad agguantare il pareggio. Un pari preziosissimo che è valso lo spareggio.
Ebbene, domenica scorsa in tribuna a tifare per i suoi amici, qualche suo ex compagno e i colori tanto amati, c'era anche Daniel Mazza, che ha deciso di seguire la squadra in trasferta in maniera assolutamente unica.
Come? Percorrendo i 390 chilometri che separano Merano dal quartiere San Luigi di Trieste in bicicletta.
Se "Parigi val bene una Messa", "San Luigi val bene una salvezza": detto e fatto. E' partito venerdì da Merano, raggiungendo in serata Bassano. Dopo aver trascorso la notte alle pendici del Grappa, sabato è ripartito alla volta del Friuli, arrivando sino a Monfalcone.
Domenica mattina l'ultima "mini" tappa (se rapportata alle altre due), con arrivo allo stadio "Comunale" di Felluga un'ora circa prima della partita.
Dopo la festa per il pareggio (sì, perché il Maia Alta ha conquistato 34 punti, 22 dei quali nel girone di ritorno: per una neopromossa regionale si tratta di un eccellente risultato), è stato il momento del ritorno a casa. E, a quel punto, Mazza ha caricato la bicicletta sul pullman della squadra e ha fatto ritorno Merano sul bus dei tifosi.
Per salvarsi il "Maia" dovrà compiere altre due imprese: domenica dovrà sconfiggere il San Luigi e poi, domenica 17 maggio, espugnare anche lo stadio del Vigasio, la compagine veronese che ha chiuso il girone in quintultima posizione.
Serviranno due prestazioni clamorose. E, chissà che in caso di successo domenica a San Martino di Lupari, Mazza non faccia un altro "fioretto" e inforchi nuovamente la bicicletta per la sfida playout.












