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Trento
07 maggio | 18:49

Il Trentino da decenni si aggiudica il Giro d'Italia: "Ci vuole un anno di confronti per definire le tappe". In Alto Adige perché passa così raramente?

Se l'Alto Adige entra e esce dal calendario, il Giro d'Italia è ormai una presenza fissa e stabile sulle strade trentine. La motivazione? Più che una mancanza di passione, c'entrano questioni logistiche, altimetriche e relazionali. L'amministratore delegato di Trentino Marketing, Maurizio Rossini: "Pochi sport offrono l'opportunità di promuovere un territorio come il ciclismo"

TRENTO. Il Trentino è ancora una volta protagonista nella corsa rosa e la tappa che arriva sulla Paganella potrebbe essere decisiva negli equilibri della classifica generale. Se l'Alto Adige entra e esce dal calendario, il Giro d'Italia è ormai una presenza fissa e stabile sulle strade trentine. La motivazione? Più che una mancanza di passione, c'entrano questioni logistiche, altimetriche e relazionali.

 

"C'è un dialogo che dura 365 giorni con gli organizzatori", dice Maurizio Rossini, amministratore delegato di Trentino Marketing. "C'è una relazione molto robusta e un confronto costante che ci consente di poter inserire da decenni almeno una tappa nel calendario del Giro d'Italia". Una primissima differenza è qui. In Trentino la regia e la diplomazia è affidata alla società di promozione provinciale, mentre a Bolzano sono eventualmente gli ambiti territoriali a proporsi per avanzare una "candidatura" a ospitare una frazione, poi si muove la Provincia per un'analisi e una valutazione per avviare i contatti ai più alti livelli.

 

Le date da segnare in rosso in calendario. Il 27 e 28 maggio il Trentino torna al centro del Giro d’Italia con l’arrivo della diciassettesima tappa di Andalo e la partenza, il giorno successivo, da Fai della Paganella. Ma come si arriva ogni anno a definire la frazione?

 

"Si individuano le possibili tappe e si verificano le disponibilità dei territori", aggiunge Rossini. "Mettiamo più opzioni sul tavolo, successivamente gli organizzatori analizzano le esigenze sulla base del percorso immaginato e il periodo del possibile passaggio. Così si va a delineare quale tappa potrebbe meglio rispondere alle caratteristiche di quell'edizione del Giro". Concluse le operazioni preliminari si entra nella fase finale per disegnare la frazione.

 

"Si seleziona la tappa per la tipologia richiesta dagli organizzatori, se deve essere più e meno dura", evidenzia l'amministrazione delegato di Trentino Marketing. "Il percorso, per esempio, deve essere attrattivo per squadre e ciclisti ma interessante anche per gli spettatori e per le televisioni. Naturalmente le garanzie di gestione della sicurezza lungo il tracciato non sono per nulla aspetti secondari. Solitamente già a inizio settembre ci sono le certezze".

 

Qui entra in gioco anche l'altimetria. "C'è la possibilità di variare molto il tracciato. Dal lago di Garda alla val di Non, dalla valle dell'Adige alle grandi salite in val Rendena, val di Fassa o val di Fiemme c'è la possibilità di pensare a percorsi molto belli e impegnati. La conformazione territoriale ci consente di valutare molte opportunità e trovare le risposte più aderenti alle esigenze del Giro d'Italia".

 

Il Trentino e l'Alto Adige sono molto simili ma il territorio trentino presenta più possibilità di variare le location mentre le asperità altoatesine appaiono più dure. Il mese di maggio può riservare sorprese, soprattutto più in quota. Un esempio? Le (sofferte) frazioni a Livigno e Stelvio, modificate nel 2024 in corso d'opera, tra neve e rischio valanghe.

 

"Oggi la carovana rosa è assolutamente una macchina complessa per esigenze e per numeri. Accorciare o modificare una tappa non è un'operazione semplice". E in questo contesto si inserisce il fattore logistica. "Si devono tenere in considerazione i posti letto per ciclisti e staff. Poi il percorso deve saper accogliere il pubblico", continua Rossini. "Ma non c'è solo l'ospitalità. Un'altra valutazione riguarda la presenza delle strutture: spazi per palchi, produzioni televisive e organizzazione in generale".

 

Il passaggio del Giro d'Italia è sempre un momento molto atteso. Una festa rosa. Un investimento non indifferente e che varia tra sede di arrivo, di partenza oppure di "passaggio", tuttavia resta un momento di promozione fortissimo e coerente con il brand e l'immagine del Trentino. Un prodotto che funziona a più livelli e architettato nei dettagli.

 

"Pochi sport offrono l'opportunità di promuovere un territorio come il ciclismo", prosegue Rossini. "E pochi eventi riescono a farlo con l'efficacia delle grandi corse a tappe, che diventano inevitabilmente dei lunghi viaggi alla scoperta di ambienti naturali, culture e tradizioni, per chi li segue attraverso i media, circa 200 i Paesi collegati, e i social, e per chi si reca sul posto per vedere dal vivo i protagonisti".

 

Un indotto immediato ma anche di lungo respiro. "Il Trentino ha da sempre un ruolo di primo piano nella definizione della classifica generale, ma è protagonista anche negli scenari. Un gioco di squadra tra amministrazioni pubbliche, associazioni, volontari e forze dell'ordine che ci consentono di presentare al mondo la migliore immagine del territorio. L'affidabilità del Trentino nei grandi eventi è consolidata per esperienza e credibilità. E' un grande patrimonio costruito negli anni", conclude Rossini. 

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