Caccia, via libera all'attività venatoria in 452 valichi montani: respinto il ricorso della Lac contro la Regione
Il Tar ha respinto il ricorso presentato dalla Lega Abolizione Caccia contro i provvedimenti regionali in materia di caccia sui valichi montani: l'attività venatoria sarà permessa in 452 valichi

MILANO. Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso presentato dalla Lac-Lega Abolizione Caccia contro i provvedimenti regionali sull'attività venatoria sui valichi montani, convalidando la validità delle delibere approvate lo scorso settembre (QUI ARTICOLO) e che individuavano 23 valichi soggetti a specifica disciplina venatoria, e non 475 come indicato da una precedente sentenza (QUI ARTICOLO).
In sintesi, la caccia sarà permessa in 452 valichi e resterà vietata nei 23 individuati dalla regione.
Ad essere riconosciuto è quindi l'operato della Regione, con i giudici amministrativi che, come si legge nella nota diffusa dalla Regione, "hanno evidenziato come le scelte regionali siano coerenti con il nuovo quadro normativo nazionale, superando i tentativi di applicare vincoli ormai non più attuali".
Ma ripercorriamo in breve la vicenda. Nella primavera del 2025 il divieto di caccia era stato esteso, con una sentenza del Tar, a tutti i 475 valichi montani lombardi, bloccando di fatto l'attività venatoria in aree strategiche per il controllo delle specie migratorie. A confermare lo stop era stato poi il Consiglio di Stato e la Regione aveva impugnato la norma, iniziando a lavorare su un nuovo quadro normativo.
Fino all'approvazione del Ddl montagna, che ha consentito alle regioni di stabilire con criteri scientifici i valichi da "disciplinare" e proprio le delibere di settembre erano andate in questa direzione.
“Accogliamo con soddisfazione questa sentenza – queste le parole dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – che conferma la solidità del lavoro svolto e la correttezza del percorso intrapreso".
Beduschi ringrazia poi le strutture regionali "per la professionalità dimostrata, perché quando si lavora sulla base di studi rigorosi si opera nell’interesse generale".
"Regione Lombardia - conclude l'assessore - continuerà a mantenere un approccio fondato sulla scientificità e sulla correttezza delle valutazioni, garantendo al tempo stesso il rispetto delle norme e una gestione equilibrata del territorio”.












