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Ambiente | 25 settembre 2025 | 10:15

La Regione Lombardia "supera" il divieto assoluto di caccia sui valichi montani, individuandone 23 dove sarà consentita l'attività venatoria

Approvata, su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, la delibera che individua i 23 valichi montani oggetto di disciplina venatoria, dopo che lo scorso maggio una sentenza del Tar aveva vietato la caccia su 475 valichi montani lombardi, pari a oltre 90.000 ettari di territorio

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

La Regione Lombardia ha approvato su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, la delibera che individua i 23 valichi montani oggetto di disciplina venatoria, recependo le novità introdotte dal recente Ddl Montagna e garantendo così chiarezza normativa per la stagione in corso, dopo che lo scorso maggio una sentenza del Tar aveva vietato la caccia su 475 valichi montani lombardi, pari a oltre 90.000 ettari di territorio.

 

“Con questa delibera – dichiara l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – diamo seguito al lavoro del Governo che ha portato all’approvazione del DDL Montagna, restituendo ai cacciatori lombardi regole chiare e coerenti. Si torna quindi alla situazione dello scorso anno, con 23 valichi individuati secondo criteri oggettivi e mettendo così fine a interpretazioni arbitrarie e a decisioni che rischiavano di paralizzare l’attività venatoria senza nessuna valida spiegazione scientifica a supporto”.

 

I valichi individuati sono stati cartografati negli allegati tecnici e saranno soggetti a limitazioni differenziate in base al contesto ambientale. Dove già presenti oasi di protezione, Zone di Ripopolamento e Cattura (Zrc)aree naturali protette o Zone di Protezione Speciale (Zps), si applicheranno le norme di tutela vigenti; negli altri casi saranno valide le disposizioni previste dalla normativa regionale e nazionale in materia e dalle prescrizioni del calendario venatorio.

La delibera sarà quindi trasmessa al Consiglio regionale per l’adozione degli atti di competenza.

 

“Si tratta – conclude Beduschi – di un atto importante, che tiene insieme il rispetto delle norme europee e nazionali, la salvaguardia della fauna migratoria e il diritto dei cacciatori a esercitare la loro passione in un quadro certo. È la dimostrazione di come Regione Lombardia abbia sempre lavorato per l’individuazione certa dei valichi montani e delle rispettive zone di protezione, così da garantire l’attività venatoria e al contempo l’assoluto rispetto della fauna migratoria”.

 

I 23 valichi individuati sono:

 

- Valico di Capovalle (Brescia);

- ⁠Passo delle Portole (Brescia);

- Passo della Berga (Brescia);

- Passo della Spina (Brescia);

- Monte Crestoso (Brescia);

- Monte Frà (Brescia);

- Passo della Puria (Brescia);

- Passo Scarpapè (Brescia);

- Passo del Tonale (Brescia);

- Passo di Crocedomini (Brescia);

- Monte della Piana (Brescia);

- Malga Mola (Brescia);

- Passo del Giovo (Bergamo/Brescia);

- Giogo della Presolana (Bergamo/Brescia);

- Passo del Vivione (Bergamo/Brescia);

- Passo della Crocetta (Bergamo);

- ⁠Passo della Manina (Bergamo);

- Passo Portula (Bergamo);

- Passo Val Sanguigno (Bergamo);

- ⁠Passo Cà San Marco (Bergamo/Sondrio);

- ⁠Passada (Bergamo/Lecco);

- ⁠Bocchetta di Chiaro (Como/Sondrio);

- Passo del Giovà (Pavia).

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