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Ambiente | 13 giugno 2026 | 12:00

"Il Castoro europeo è tornato sul Ticino": era assente da cinquecento anni. Una buona notizia per i nostri fiumi?

 La prima segnalazione in Piemonte era avvenuta a fine 2023, nella riserva di Fondo Toce nel verbano. Da allora, nuove segnalazioni e il ritrovamento di segni inequivocabili, come le tipiche rosicchiature sui tronchi, hanno rafforzato l'ipotesi che l'habitat del Ticino sia adatto alla vita e alla riproduzione del castoro

  

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

"Il Castoro europeo è tornato sul Ticino". Così comincia un post Facebook, di alcuni giorni fa, del Parco lombardo della Valle del Ticino, nel quale dà notizia e spiega degli importanti rilevamenti, avvenuti tramite fototrappola, che vengono svolti già da più di due anni.

 

Alcuni giorni prima il Parco Ticino Lago Maggiore aveva già raccontato del salvataggio di un esemplare di castoro europeo (Castor fiber): "Grazie alla sinergia degli Enti recuperato, salvato e rilasciato un castoro europeo in prossimità del Ticino". L’animale rimasto intrappolato in un canale artificiale, utilizzato per irrigare i campi, grazie alla segnalazione di un ex guardia parco e all’intervento dei Carabinieri Forestali e dei Guardiaparco dell’Ente Parco del Ticino sono stati in grado di rimetterlo in libertà.  "L’esemplare, riconoscibile da un segno sulla coda, era già stato osservato ad aprile nel canale Regina Elena, dove i precedenti tentativi di cattura non erano andati a buon fine" aggiunge poi l’Ente sempre sul post.

 

A partire da questo salvataggio e dalle precedenti rilevazioni video, che hanno dato prova concreta della presenza di questa specie lungo il corso del fiume Ticino, sono iniziate alcune azioni congiunte di monitoraggio e studio della specie nei quattro parchi dell’area Mab Unesco "Ticino, Val Grande, Verbano".

 

La prima segnalazione in Piemonte era avvenuta a fine 2023, nella riserva di Fondo Toce nel verbano. Da allora, nuove segnalazioni e il ritrovamento di segni inequivocabili, come le tipiche rosicchiature sui tronchi, hanno rafforzato l’ipotesi che l’habitat del Ticino sia adatto alla vita e alla riproduzione del castoro.

 

"L'avvio di questo studio rappresenta un passo fondamentale per conoscere e gestire la presenza del castoro nel nostro territorio. È un impegno concreto per una coesistenza armoniosa tra natura e attività umane". Spiega il Presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni, sempre sul post su Facebook.

 

Un contributo importante al monitoraggio potrà arrivare anche da canoisti e pescatori, invitati a segnalare eventuali avvistamenti al Parco.

Già stabilmente presente in Svizzera, il castoro è considerato un "ingegnere della natura". In vari Paesi europei la sua presenza è stata associata, in alcuni casi, alla riduzione dei rischi idraulici e dell’intensità delle piene lungo i corsi d’acqua, oltre che a un aiuto nel recupero degli habitat fluviali.

 

Sempre su Facebook Francesca Monno, consigliere del Parco del Ticino, aggiunge: "I Guardiaparco e i volontari del Parco del Ticino sono già operativi sul campo per mappare la presenza del castoro con l’obiettivo di approfondire la conoscenza scientifica della popolazione e garantirne la tutela. Con questo accordo, ci poniamo l'obiettivo di documentare come questo 'ingegnere naturale' stia rimodellando gli ecosistemi locali".

 

Al Tgr Piemonte la direttrice del Parco Ticino Lago Maggiore così afferma sul ritorno del castoro europeo sul Ticino dopo cinquecento anni: "Non si conosce il numero esatto, ma sono sicuramente più esemplari"

Infine, gli esperti ricordano di non confondere il castoro con la nutria: il primo è più grande ed è caratterizzato dalla tipica coda piatta e scagliosa. È un animale esclusivamente erbivoro e presenta una particolarità distintiva: denti di colore arancione, dovuti all’alta concentrazione di ferro, che rende lo smalto estremamente resistente e adatto a rosicchiare tronchi e cortecce.

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