"Con i fiori di maggiociondolo ho fatto delle frittelle per la famiglia, causando due giorni di vomito e dolori addominali". L'appello di Bruno Bizzaro: "Per la raccolta di erbe spontanee affidarsi sempre a chi conosce il posto"

"Mi sono guadagnato questo posto perché ho avvelenato la famiglia". Il farmacista ed ex-presidente dell'Ordine dei Farmacisti del Trentino confessa al Festival de L'Altramontagna un errore di gioventù da cui però ha saputo trarre un'importante insegnamento. Il fenomeno dello scambio di piante è molto più vasto di quanto ipotizziamo, bisogna fare attenzione. "Tre anni fa, una coppia di turisti veneti si è avvelenata a morte scambiando zafferano con colchico"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
La conoscenza delle specie vegetali, specie se ad uso alimentare o officinale, è sempre opportuno farla insieme a qualcuno che conosce il posto, o perlomeno che conosce molto bene la botanica della zona. "E io - sospira Bruno Bizzaro - l'ho scoperto a spese mie e della mia famiglia".
Siamo nel giardino retrostante Palazzo Baisi, a Brentonico, una meravigliosa terrazza affacciata sul Monte Baldo, che ospita l'Orto dei Semplici. Suddiviso su tre terrazzamenti, l'orto ospita le specie coltivate in dodici aiuole dalle forme geometriche e simmetriche. Tutte le piante lì coltivate crescono spontanee sul Monte Baldo e tra gli habitat riprodotti ci sono la roccera termofila, il pascolo nitrofilo, la zona umida, il cespuglieto subalpino e il filiceto.
Questo contesto, nella giornata di ieri, ha ospitato i talk della prima giornata di Festival de L'Altramontagna. "I fiori si possono mangiare, ma attenzione alle piante velenose" era il titolo della chiacchierata condotta dallo storico giornalista Rai e autore per la guida del Gambero Rosso, Nereo Pederzolli, con ospiti Bruno Bizzaro, farmacista territoriale ed ex presidente dell'Ordine dei Farmacisti del Trentino, lo chef stellato Peter Brunel, e Anna Vittoria Ottaviani dell'associazione Monte Baldo Patrimonio dell'Umanità.
Tra suggestioni letterarie e questioni botanico-culinarie, i relatori si sono subito dedicati alla confusione tra piante pregevoli in cucina e piante potenzialmente pericolose, se scambiate per altre specie o se assunte in dosi e porzioni scorrette. Un problema, questo, molto meno raro di quanto ci possiamo aspettare, e talvolta rischia di essere fatale. Anche un esperto farmacista come Bruno Bizzaro, da giovane, è caduto in uno di questi errori, fortunatamente senza esiti drammatici.
"Jorge Luis Borges, candidandosi per la cattedra di Letteratura inglese presso la Facoltà di Filosofia e Lettere dell'Università di Buenos Aires, disse di essersi inconsciamente preparato per quel ruolo per tutta la vita. Io - continua giovialmente Bruno Bizzaro - posso dire più o meno lo stesso: mi sono guadagnato questo posto perché ho avvelenato la famiglia".
L'esperto, già presidente dell'Ordine dei Farmacisti del Trentino, in gioventù ha inconsapevolmente scambiato il Maggiociondolo per la Robinia pseudoacacia. Quest'ultima, infatti, è un ingrediente prelibato per diverse ricette, oltre ad avere proprietà emollienti e protettive nei confronti della mucosa gastrica. Tra queste ricette, la ricetta più classica è quella delle frittelle: fiori di robinia in pastella alla birra.
Proprio con l'intenzione di farne frittelle, Bizzaro è andato nei boschi a raccogliere la robinia, trovando tuttavia - senza saperlo - il cugino velenoso. Se della robinia si mangiano solo i fiori, mentre la parte verde può essere tossica, il Maggiociondolo è invece molto tossico per intero, sostanzialmente velenoso.
"Con questi fiori ho ben pensato di fare delle frittelle che ho propagato alla famiglia, causando due giorni di vomito e dolori addominali. Si è salvato mio padre, che non le ha mangiate perché non gli piacevano".
Insomma, nulla di troppo grave, che tuttavia ha portato al futuro farmacista un importante insegnamento: per cogliere erbe spontanee è bene sempre affidarsi agli esperti. Non solo, continua il relatore, questo ha portato anche ad un altra scoperta. "Solo così ho scoperto poi che qualcuno, scientemente, si avvelenava con maggiociondolo per i suoi effetti allucinatori".
La possibilità di confusione tra specie vegetali, spiega l'esperto, è abbastanza diffusa in generale. "Il fenomeno dello scambio di piante è molto più vasto di quanto ipotizziamo, tant’è che nel periodo dal 1983 al '91, il Servizio di tossicologia dell'Università di Firenze ha riportato diciassette casi di avvelenamento da adulti. Tre anni fa, una coppia di turisti veneti si è avvelenata scambiando zafferano con colchico. Si trovavano a Folgaria, e a distanza di una settimana sono morti entrambi. I casi sono veramente molti più di quanto ci aspetteremmo".













