Negata la proroga per l'ampliamento degli impianti sciistici sul Terminillo. L'esultanza delle associazioni: "Un progetto nato fallimentare, fuori tempo, inutile e dannoso"

Dieci seggiovie, sette tapis-roulant, trentasette chilometri di nuove piste, sette rifugi e due bacini per l'innevamento artificiale. Questi i numeri che avrebbe dovuto assumere "Terminillo Stazione Montana", un progetto fortemente contestato dalle associazioni ambientaliste che, dopo anni di investimenti e progettazione, si è concluso in un nulla di fatto

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Quella del Monte Terminillo, 2217 metri, è la principale stazione sciistica dei Monti Reatini, nel Lazio. I primi impianti in zona risalgono all’epoca fascista, ed è stata per molto tempo la "montagna di casa" per il bacino di appassionati di sci della Capitale, nonché un punto di riferimento per tutto l’Appennino. Tutto ciò fino ai primi Anni Ottanta, quando la zona è andata incontro ad un rapido declino.
Attualmente, tra i 1500 e i 2000 metri di quota del comprensorio, sono dislocate la storica funivia (risalente al 1938) e tre seggiovie, che servono i 40 chilometri delle dieci piste da discesa, di cui 4 chilometri sono dotati di innevamento artificiale. Spesso tuttavia, questi non sono bastati: gli impianti sono stati ripetutamente fermi a causa delle scarse precipitazioni nevose.
Oggi, le mutate esigenze del pubblico e l’incalzare dei cambiamenti climatici hanno lentamente logorato la capacità attrattiva di questa stazione, facendole perdere il passo rispetto all’ampia offerta e alle alte quote dei comprensori alpini. Proprio per rispondere a questa marginalizzazione, nel 2021 si era tornati a parlare di Tsm 2, "Terminillo Stazione Montana".
Si trattava di un progetto di espansione e valorizzazione del comprensorio del Terminillo, che ha dei precedenti risalenti alla metà degli Anni Settanta, e che ambiva ad unire i comuni della zona (Rieti - Cantalice - Micigliano - Leonessa) in un unico grande carosello. Nella sua ultima versione, il Tsm2 prevedeva 10 seggiovie, 7 tapis-roulant, 37 chilometri di nuove piste, 7 rifugi e 2 bacini per l’innevamento artificiale.
Il progetto negli anni ha attraversato un percorso piuttosto accidentato, superando anche un ricorso al Tar e uno al Consiglio di Stato promosso da un ampio cartello di associazioni ambientaliste: Wwf, Cai, Lipu, Salviamo l’Orso, Mountain Wilderness e Italia Nostra. Le critiche a Tsm2 andavano dalla reiterazione di un modello basato sullo sci che ormai non dava più i suoi frutti (almeno in quella zona dell’Appennino), all’abbattimento di 17 ettari di faggeta (necessario per far spazio agli ampliamenti); fino alla minaccia per la biodiversità faunistica della zona.
Nel 2020, però, Tsm2 era riuscito ad ottenere la pronuncia positiva nella procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, e sembrava quindi pronto a partire.
Tuttavia, così non è stato: nei cinque anni successivi nulla si è mosso e questa pronuncia positiva è giunta a scadenza. Sarebbe stato possibile accordare una proroga di altri cinque anni, che era infatti stata richiesta dalla Provincia di Rieti, ma in questo mese di maggio è giunta notizia che la Regione Lazio ha negato la richiesta.
Nel comunicato – si legge – "non è possibile confermare la validità del parere di valutazione di incidenza prot. n. 1158454 del 31/12/2020". Non solo: "Il mutato quadro conoscitivo rende necessaria una nuova valutazione".
Le motivazioni sono eloquenti. "Il nuovo, significativo set di dati e le elaborazioni cartografiche rafforzano la rilevanza naturalistica del comprensorio del Monte Terminillo ed evidenziano la circostanza che gli interventi previsti dal progetto sciistico ricadano in ambiti di forte interesse naturalistico, in quanto habitat riproduttivi e/o trofici di specie di interesse unionale".
Si ricomincia quindi da capo dopo quasi 20 anni dalla sua iniziale enunciazione, certificando - commentano le associazioni ambientaliste - la fragilità̀ di un progetto fuori tempo, inutile e dannoso. Nel comunicato di Wwf Lazio, Salviamo l’Orso e Mountain Wilderness, si legge il rammarico per le spese di progettazione versate a vuoto, e la speranza che questa sentenza possa essere uno stop definitivo al progetto.
"Il Tsm2 era un progetto nato fallimentare e gestito con supponenza velleitaria da amministratori poco inclini al confronto nel merito: il tempo e i fatti hanno mostrato come un conto è promettere 20 milioni di finanziamento pubblico da elargire per consulenze, progettazioni e prebende, un altro è far decollare un progetto imprenditoriale che - attese le sue dimensioni spropositate, utili solo per la propaganda - avrebbe avuto necessità di partner privati disposti a rischiare sul progetto 80 milioni di euro aggiuntivi: come era prevedibile nessuno si è fatto avanti e non si è superata la fase della propaganda politica per entrare nel mondo della economia reale".
Insomma, sembrano dire le associazioni, si tratta di una vittoria a metà: sin troppo tempo e soldi sono stati investiti in un progetto potenzialmente dannoso e inconcludente. Tuttavia – conclude il comunicato - ci sono anche buone notizie.
"Si tratta del riconoscimento della ennesima lezione di saggezza della Natura, che ha continuato in questi anni ad arricchire il Terminillo dotandolo di una crescente biodiversità̀; lezione che induce ad operare per un futuro veramente contraddistinto da uno sviluppo realmente sostenibile, che non significa rinuncia o austerità̀, ma crescita sociale ed economica attraverso una vita più̀ sana, più̀ serena, più̀ partecipata e più̀ equa per tutti".
L’invito delle associazioni è rivolto non soltanto ai sostenitori del Tsm2, ma anche a tutti i cittadini, "chiamati ad immaginare un futuro del Terminillo all’altezza delle sue vere potenzialità̀, ovvero un futuro costruito sulla tutela e sul ripristino delle sue risorse ambientali associato a forme di fruizione contemporanee capaci di sostenere uno sviluppo diffuso, locale, permanente e condiviso".













