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Ambiente | 24 maggio 2026 | 13:00

Si possono coltivare cereali nel cuore di un Parco Nazionale? Dalla Maiella arriva il "Pane del Parco", una pagnotta di due chili prodotta tre volte a settimana

"Farro e segale sono cereali che non hanno problemi di convivenza con i selvatici". Il progetto è nato dalla collaborazione tra Parco Nazionale della Maiella e Mercato del Pane, a ridosso della zona A di riserva integrale. "Desideriamo sviluppare una linea di prodotti che nasca nel Parco e continui a mantenere un forte legame con il territorio e le sue pratiche" ha spiegato Luciano Di Martino, direttore dell'ente abruzzese

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
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"I nostri campi di Abbateggio si trovano all'interno del Parco Nazionale della Maiella, tra la zona A (la riserva integrale) e la zona B: coltiviamo cereali nel cuore del Parco e con il direttore, Luciano Di Martino, ci siamo incontrati spesso per alcuni progetti sviluppati da loro, legati alla coltivazione di un miscuglio dei grani evolutivi, realizzando nel nostro laboratorio la panificazione del grano raccolto in alcuni appezzamenti dei loro agricoltori custodi" racconta Luigi Morsella, uno dei fondatori e degli amministratori di Mercato del Pane, che il 21 maggio ha presentato il progetto "Pane del Parco".

L'iniziativa, nata dalla collaborazione tra l'ente Parco Nazionale della Maiella e Mercato del Pane, azienda artigiana con sede a Turrivalignani (PE) che fa parte del gruppo Breaders, ha l’obiettivo di valorizzare il territorio della Maiella, attraverso una nuova filiera agricola e produttiva legata a uno dei prodotti identitari della cultura italiana e delle aree interne.

 

"Il Parco Nazionale è sensibile a queste tematiche e abbiamo seguito con interesse lo svluppo di un progetto importante legato alla fermentazione dell'uva, con la Cantina Orsogna, e lì abbiamo visto la possibilità di proporre qualcosa anche noi, l'idea di sviluppare una serie di prodotti con materie prime che coltiviamo nei campi di Abbateggio, legati al progetto 'Fornai Esploratori'. Ad Abbateggio coltiviamo sempre Farro e Segale, mentre quest'anno abbiamo seminato anche della Solina, che dovremmo raccogliere quest'estate" continua Morsella.


Il
Il "Pane del Parco" è stato presentato a Pescara il 21 maggio 2026 ed è nato da una collaborazione tra Parco Nazionale della Maiella e Mercato del Pane

Farro e segale sono cereali che non hanno problemi di convivenza con i selvatici, spiega Morsella E il Pane del Parco contiene questi due cereali: il farro è nel lievito, la segale è nell'impasto. Insieme, c'è del grano tenero "che arriva da un progetto di filiera a San Demetrio ne' Vestini, in provincia de L'Aquila, e che maciniamo direttamente noi nel piccolo mulino che abbiamo nel negozio di Montesilvano" conclude Morsella.

 

Il "Pane del Parco" è una pagnotta da due chili che a partire dal 21 maggio viene prodotta tra volte a settimana e distribuita nei negozi di Mercato del Pane a Pescara, Montesilvano (PE), San Silvestro (PE), Chieti e Francavilla al Mare (CH). Tra gli elementi distintivi del prodotto, oltre ai cereali, c'è anche il segno impresso sulla crosta del pane: un simbolo che richiama il lupo, figura emblematica del Parco, a sottolineare il legame diretto tra alimento e ambiente naturale.

 

Il progetto è stato presentato al pubblico nel corso di una conferenza che si è tenuta presso il Museo delle Genti d'Abruzzo. Alla conferenza stampa hanno preso parte Luciano Di Martino, direttore del Parco Nazionale della Maiella (Geoparco UNESCO) e Responsabile del Centro di Conservazione della biodiversità vegetale dell’Abruzzo, Lucio Zazzara, Commissario Straordinario del Parco Nazionale della Maiella (Geoparco UNESCO), Luigi Morsella, co-fondatore di Mercato del Pane e Aurelio Manzi, etnobotanico e storico dell’agricoltura.
 

Durante l’incontro è stato inoltre approfondito il più ampio progetto di agricoltura attiva promosso dal Parco Nazionale della Maiella, che negli anni ha sostenuto filiere locali legate a legumi tradizionali, miele da apicoltura sostenibile, olio extravergine d’oliva da cultivar autoctone, vino, formaggi, frutta antica e ortaggi tipici, con l’obiettivo di preservare biodiversità agricola e saperi contadini: "Desideriamo sviluppare una linea di prodotti che nasca nel Parco e continui a mantenere un forte legame con il territorio e le sue pratiche" ha concluso Luciano Di Martino. "Il 'Pane del Parco' rappresenta l’inizio di un percorso più ampio, capace di raccontare attraverso il cibo l’identità autentica della Maiella".

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