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Ambiente | 29 agosto 2026 | 13:00

Una nuova 'cassetta per gli attrezzi' contro gli incendi: "Sarà possibile costruire simulazioni della propagazione del fuoco, valutarne gli effetti e il rischio per le abitazioni"

Il progetto "Fire-box", coordinato dall'Università Statale di Milano, offre nuovi strumenti per la prevenzione degli incendi: una nuova classificazione nazionale dei combustibili vegetali, il primo database nazionale degli incendi dal 2007 al 2024, una stima delle emissioni da incendio e un atlante pilota del rischio incendi in sei parchi nazionali. Secondo i promotori, a partire da questi elementi sarà possibile simulare l'andamento degli incendi ed orientare la gestione in ottica preventiva

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

Dove può propagarsi più rapidamente un incendio? Quali territori sono maggiormente esposti? Dove conviene intervenire sulla vegetazione per ridurre il rischio? Per rispondere a queste domande servono dati omogenei sui combustibili, sugli incendi passati e sugli elementi esposti. In Italia, tuttavia, queste informazioni sono spesso raccolte con metodi diversi e risultano difficili da confrontare tra le regioni.

 

Per rispondere a questa lacuna, un team di ricercatori ha sviluppato una "cassetta degli attrezzi" nazionale: risultati, rapporti tecnici, banche dati e mappe sono ora disponibili consultabili liberamente da tutti i soggetti coinvolti nella prevenzione del rischio incendi.

 

Parliamo del progetto "Fire-box", coordinato dall'Università Statale di Milano, in collaborazione con l'Università degli Studi di Torino, l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l'Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

 

Alla base del progetto c'è una consapevolezza: "Per prevenire gli incendi non basta sapere dove e come sono bruciati in passato: occorre capire dove si trovano i combustibili, come potrebbe propagarsi il fuoco e quali persone, infrastrutture ed ecosistemi sarebbero esposti". Ce lo spiega Giorgio Vacchiano, docente di Gestione e pianificazione forestale al dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell'Università degli Studi di Milano e coordinatore del progetto.

  

I primi risultati del progetto riguardano la classificazione dei combustibili vegetali, cioè l'erba, gli arbusti, la lettiera e la biomassa legnosa che possono alimentare un incendio. La quantità, la disposizione e le caratteristiche di questi materiali condizionano la velocità di propagazione delle fiamme e la loro intensità. Fire-box ha elaborato una classificazione nazionale dei tipi di combustibile, accompagnata da schede descrittive, un protocollo comune di campionamento e una banca dati nazionale.

 

La classificazione è stata tradotta nella carta italiana dei tipi e dei modelli di combustibile. Le due mappe descrivono in modo omogeneo la vegetazione potenzialmente interessata dal fuoco e associano alle diverse coperture i parametri necessari per simulare il comportamento degli incendi. Possono quindi essere impiegate per realizzare scenari di propagazione, confrontare condizioni territoriali differenti e individuare le aree nelle quali approfondire le analisi o programmare interventi di gestione della vegetazione.

 

Il secondo risultato è un database nazionale degli incendi avvenuti tra il 2007 e il 2024. Gli eventi sono associati a informazioni meteorologiche, indici di pericolo, severità degli effetti sulla vegetazione e stime delle emissioni prodotte dalla combustione. Il database permette di analizzare dove, quando e in quali condizioni si sono verificati gli incendi, superando almeno in parte la frammentazione delle fonti regionali e nazionali.

 

Queste informazioni possono sostenere la ricerca sui regimi di incendio e sul loro rapporto con clima, vegetazione e uso del suolo. Possono inoltre aiutare amministrazioni e tecnici a riconoscere le condizioni che hanno favorito gli eventi più severi, aggiornare i piani antincendio e valutare gli effetti ambientali degli incendi. Le stime delle emissioni consentono, in particolare, di quantificare il carbonio e gli altri composti rilasciati dalla combustione della biomassa e di integrare maggiormente gli incendi nelle valutazioni climatiche e ambientali.

 

La terza componente del progetto riunisce i dati in strumenti di simulazione e valutazione del rischio. Fire-box ha sviluppato un'applicazione WebGIS, corredata da una guida operativa, attraverso la quale è possibile utilizzare i dati territoriali e i modelli prodotti dal progetto. Lo strumento consente di costruire simulazioni della propagazione potenziale del fuoco e di distinguere quattro componenti: la pericolosità dell'incendio, la vulnerabilità degli elementi coinvolti, la loro esposizione e il rischio risultante.

 

Particolare attenzione è stata dedicata alle aree di interfaccia urbano-foresta, dove abitazioni e infrastrutture si trovano a contatto con vegetazione potenzialmente infiammabile. L'analisi di queste aree può aiutare a stabilire priorità di prevenzione, programmare la gestione dei combustibili intorno agli insediamenti e migliorare la pianificazione di protezione civile. I modelli forniscono scenari utili alla pianificazione e non previsioni in tempo reale del comportamento di uno specifico incendio.

 

Gli strumenti in questione sono stati applicati in sei parchi nazionali italiani: Val Grande, Stelvio, Appennino Tosco-Emiliano, Gargano, Pollino e Maddalena. Per questi territori Fire-box ha prodotto un atlante e una raccolta di mappe di simulazione, pericolosità, vulnerabilità, esposizione e rischio. Le mappe permettono agli enti gestori di riconoscere le zone nelle quali un incendio potrebbe determinare gli effetti più rilevanti e di valutare dove concentrare interventi selvicolturali, monitoraggio e altre misure di prevenzione.

 

"Fire-box mette finalmente a disposizione una base comune per leggere questi elementi insieme", conclude Vacchiano. "I prodotti sono aperti e possono essere aggiornati e migliorati: il loro valore dipenderà ora dalla capacità di trasformarli in scelte concrete, concentrando la prevenzione nei territori in cui può ridurre maggiormente il rischio".

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