"Una sorpresa e un'emozione", l'incontro ravvicinato con un lupo (VIDEO): "Prima volta che mi capita e ha cambiato il mio approccio verso questo animale"
L'emozione nelle parole di Roberto Barbolini, attivo nell'unità cinofila del soccorso alpino, nell'incontro con un lupo durante un'escursione di allenamento con il cane. "Un promemoria chiaro: la vera convivenza è nel lasciare che gli animali seguano il loro corso, soprattutto quando noi siamo preparati a non invadere. E' stato comunque un momento di semplice co-presenza"

VAL DI FIEMME. "E' stata la prima volta che mi sono trovato così vicino a un lupo". Queste le parole di Roberto Barbolini nel raccontare l'incontro ravvicinato in compagnia del suo cane. Entrambi volontari attivi nel nucleo dell'unità cinofila del soccorso alpino del Trentino. "E' stata un'enorme emozione. Un po' mi sono sentito fortunato e un po' confuso perché è stata una sorpresa".
Un incontro avvenuto sabato 23 maggio durante un'escursione di allenamento con il cane del soccorso alpino nei boschi della val di Fiemme. Nascosto tra i cespugli è comparso un lupo.
"Ammetto che inizialmente ho avuto una certa apprensione personale perché è la prima volta che ho un contatto così ravvicinato e perché il mio pensiero immediato è andato alla sicurezza del mio cane, non a un timore per me stesso".
L'esperienza nel trovarsi e nel calarsi in scenari complessi certamente ha aiutato nel gestire anche questo momento.
"Ho pensato che il cane avesse fiutato un capriolo e l'ho subito bloccato: poi è uscito il lupo", dice Barbolini. "A quel punto ero preoccupato per Uma ma è rimasta ferma e silenziosa al mio fianco, esattamente come addestrata per ogni evenienza: ricerche in superficie, verricellamento su elicottero, interventi in valanga. Un controllo che non è solo procedura ma ci permette di essere presenti senza diventare un disturbo".
Il lupo era altrettanto sorpreso e visibilmente spaventato con la coda tra le zampe. Un'osservazione reciproca con Barbolini e Uma che sono rimasti immobili.
"Dopo averci osservato con attenzione, il lupo si è allontanato tranquillamente nel bosco", evidenzia Barbolini. "In quel momento, ancora emotivamente poco lucido, ho istintivamente detto 'vai': un gesto inutile e prematuro poiché si stava già allontanando secondo i suoi tempi. Riconosco che avrei dovuto semplicemente aspettare, senza interferire: le mia parole non hanno alterato il suo percorso, ma hanno rischiato di trasformare un incontro neutro in un’intervento umano non richiesto".
Un incontro che cambia l'approccio verso questa specie.
"Fino a oggi non ero molto favorevole ai lupi perché sentivo che mi toglieva spazi e libertà di movimento. Ma adesso credo che la coesistenza sia possibile, questa situazione è un promemoria chiaro: la vera convivenza è nel lasciare che gli animali seguano il loro corso, soprattutto quando noi siamo preparati a non invadere. E' stato comunque un momento di semplice co-presenza: noi impegnati nel nostro allenamento in montagna, lui nel suo ruolo di abitante selvaggio di questi luoghi. Nessuna invasione di spazio da parte nostra e sua, nessun comportamento agonistico, solo il rispetto reciproco che deriva dalla consapevolezza di condividere lo stesso ambiente. Preferisco pensare che incontri così, brevi e privi di conseguenze quando seguiamo l’istinto di non interferire, siano la prova che la convivenza è possibile quando ciascuno rispetta il proprio ruolo: noi come presenza preparata e silenziosa, lui come libertà indisturbata nel suo habitat", conclude Barbolini.












