Travolge con l'auto per due volte un gruppo di ciclisti dopo una lite, la Fondazione Scarponi: "Le testimonianze agghiaccianti: il clima di odio porta a questo"
Il soprasso a colpi di clacson ha innescato una lite finita in modo drammatica con l'automobilista che ha travolto per due volte il gruppo di ciclisti. Il 73enne è stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio plurimo e lesioni aggravate. La Fondazione Michele Scarponi: "Non ci stancheremo mai di ripetere che cambiare la cultura di questo Paese può cambiare anche quello che vediamo succedere ogni giorno sulle nostre strade". Marco Cavorso, padre di un ciclista travolto e ucciso nel 2010 durante un allenamento: "Una deliberata azione delittuosa"

COASSOLO TORINESE. "E' gravissimo quello che è successo". A intervenire è la Fondazione Michele Scarponi sul gruppo di ciclisti falciato da un automobilista dopo una lite. Un bilancio di due feriti seriamente e altre quattro persone in modo lieve. Un 73enne è stato arrestato e l'accusa è di tentato omicidio plurimo e lesioni aggravate. "Ma è quello che ha testimoniato un ciclista è agghiacciante".
La terribile vicenda è avvenuta sabato 8 agosto lungo la strada provinciale 22 all'altezza del ponte di Coassolo Torinese in valle del Lanzo, circa 30 chilometri a nord di Torino. C'è stata, secondo le prime ricostruzioni, una lite tra il conducente e sei ciclisti.
Il 73enne ha superato il gruppo a colpi di clacson e da lì c'è stato un alterco che ha scatenato la follia dell'automobilista, il quale si è fermato e ha ingranato la retromarcia per travolgerli deliberatamente. Alcuni ciclisti hanno provato a inseguirlo ma il conducente è tornato indietro per investirli nuovamente.
Li ha lasciati riversi a terra e si è allontanato per recarsi successivamente alla caserma dei carabinieri di Venaria Reale e raccontare la sua versione mentre sul posto sono arrivati i soccorsi per prestare le cure ai feriti. Quattro ciclisti sotto shock hanno riportato contusioni e fratture, due le persone più gravi.
"Il clima di odio porta a questo", conclude la Fondazione Michele Scarponi. "Non ci stancheremo mai di ripetere che cambiare la cultura di questo Paese può cambiare anche quello che vediamo succedere ogni giorno sulle nostre strade. Noi lo facciamo 'dal basso' portando in tutta Italia il progetto Scuola della Fondazione. Ma l'esempio deve venire anche 'dall'alto'. E non smetteremo di metterci ogni energia, ogni minuto e ognuna delle nostre competenze".
A riflettere sulla terribile vicenda anche Marco Cavorso, papà di Tommaso, il giovane ciclista fiorentino che il 27 agosto 2010 venne travolto e ucciso da un furgone (che aveva superato la doppia linea continua) mentre stava effettuando un allenamento in bici. Con Maurizio Fondriest e alla "ultra ciclista" Paola Gianotti, nel 2014 ha fondato l'associazione "Io rispetto il ciclista", con la quale hanno iniziato a tappezzare i comuni italiani con i cartelli che invitano gli automobilisti a rispettare quella che è considerata la distanza minima di sicurezza - un metro e mezzo - per chi pedala.
"Un incidente è un evento imprevisto e non intenzionale che interrompe il corso regolare di un'azione, spiega Treccani. Questo termine però non ha alcun collegamento con quanto è realmente accaduto, una deliberata azione delittuosa di una persona contro altre sei". Un invito a valutare i termini che vengono usati e i diritti delle vittime per non attenuare la responsabilità altrui". Il 73enne si è recato dai carabinieri ma dopo aver volutamente travolto, per due volte, il gruppo di ciclisti e averli lasciati feriti sull'asfalto.














