Ripetuti atti di vandalismo al bivacco Angelini: "Danneggiati o bruciati materiali, attrezzature e parte dell'arredamento in dotazione. Chi utilizza un bivacco dovrebbe averne cura"

Con un lungo messaggio pubblicato la sezione del Cai Val di Zoldo, raccontando anche l'operato dei volontari, mira a sensibilizzare i frequentatori delle terre alte (in crescente aumento negli ultimi anni) sull'inappropriato utilizzo dei bivacchi. Un tema ormai ricorrente, che spesso rischia di causare danni alle strutture d'alta quota messe a disposizione della collettività: "In un contesto ideale, chi frequenta la montagna la rispetta e la lascia esattamente come l'ha trovata, senza lasciare tracce del proprio passaggio"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
"Il rispetto della montagna non si misura dalle parole, ma dai comportamenti. Ognuno è responsabile delle tracce che lascia dietro di sé".
Con un lungo messaggio pubblicato la sezione del Cai Val di Zoldo mira a sensibilizzare i frequentatori delle terre alte (in crescente aumento negli ultimi anni) sull'inappropriato utilizzo dei bivacchi.
Un tema ormai ricorrente, che spesso rischia di causare danni alle strutture d'alta quota messe a disposizione della collettività.
Questo appello nasce da un susseguirsi di cattivi comportamenti riscontrati a Baita Angelini, piccolo bivacco in legno e pietra situato a 1680 metri in Val Barance nel Gruppo del San Sebastiano.
"Negli ultimi anni", si legge nel post, "il bivacco Baita Angelini è stato oggetto di ripetuti atti di vandalismo e incuria. Sono stati danneggiati o bruciati materiali e attrezzature, compresi i manici degli utensili e parte dell’arredamento in dotazione".
"Non sono mancati", si legge ancora, "episodi di utilizzo improprio del bivacco con il risultato di lasciare la struttura in condizioni inaccettabili".
La sezione del Cai sottolinea inoltre il prezioso ruolo svolto dai volontari, che "in più occasioni hanno dovuto raccogliere e trasportare a valle numerosi sacchi di rifiuti abbandonati da chi ha utilizzato la struttura senza alcun rispetto per il luogo e per gli altri frequentatori".
Il comunicato ha anche il fine di ringraziare chi si è aggiunto ai soci di sezione per restituire "al bivacco un aspetto dignitoso, ripristinando quanto era stato danneggiato e portando a valle tutta l’immondizia accumulata".
Il Cai Val di Zoldo conclude riflettendo che, "in un contesto ideale, chi frequenta la montagna la rispetta e la lascia esattamente come l’ha trovata, senza lasciare tracce del proprio passaggio.
Allo stesso modo, chi utilizza un bivacco dovrebbe averne cura e lasciarlo in condizioni almeno pari, se non migliori, rispetto a quelle trovate al proprio arrivo".












